Restano sempre queste e, ovviamente, mica solo per Pasqua:
Lucio Fontana, La fine di Dio, 1963/1964.
Per me significano l’infinito, la cosa inconcepibile, la fine della figurazione, il principio del nulla.
(Lucio Fontana intervistato da Carlo Cisventi, 1963.)
ciao nel caso ti facesse piacere partecipare a questo concorso garantisco la serietà e competenza ,oppure se puoi aiutami a diffonderlo
http://unmontedipoesia.wordpress.com
Grazie della segnalazione, Tiziana! Ti e vi conosco, la serietà e la competenza le posso garantire anche io. 🙂