Quelli che credono “nel grande potere dei libri”…

(Premessa: questo è un articolo pubblicato su Cultora lo scorso sabato, in occasione della Giornata Mondiale del Libro. Tuttavia, una volta letto, converrete che il suo senso non è certamente limitato a quella occasione… purtroppo!)

Senza nome-True Color-02-1Oggi che è il 23 aprile, Giornata Mondiale del Libro, lasciando stare la consueta domanda sorgente in tali occasioni («Ma a che cavolo servono ‘ste giornate, poi, se non a dimostrare come al solito che negli altri 364 giorni dell’anno a molti dei libri non frega una beata fava?»), vorrei con questo mio articolo che mi auguro risulti profondamente sentito e partecipe come in effetti è (?!) ringraziare di cuore – e ribadisco, di gran cuore, eh! – quelli che in questa giornata così significativa ci ricordano attraverso l’invio di messaggi che probabilmente pure molti di voi avranno ricevuto nella propria casella email l’importanza fondamentale per i libri e per la lettura di uno strumento legislativo nato proprio a difesa del mercato editoriale e della sua imprescindibile equità commerciale quale è la Legge Levi sul prezzo dei libri, in vigore nel nostro paese dal 2011.

È un ringraziamento veramente caloroso, il mio, perché trovo ammirevole – sì sì, taaaanto ammirevole! – che con tanta enfasi si metta ben in evidenza, e senza dubbio alcuno, l’importanza di quanto stabilito dalla suddetta legge, ovvero il tetto massimo di scontistica applicabile ai prezzi di copertina dei libri, come indicati nell’articolo relativo del provvedimento:

Articolo 2
1. Il prezzo al consumatore finale dei libri venduti sul territorio nazionale e` liberamente fissato dall’editore o dall’importatore ed e` da questo apposto, comprensivo di imposta sul valore aggiunto, su ciascun esemplare o su apposito allegato.
2. E` consentita la vendita dei libri ai consumatori finali, da chiunque e con qualsiasi modalità effettuata, compresa la vendita per corrispondenza anche nel caso in cui abbia luogo mediante attività di commercio elettronico, con uno sconto fino ad una percentuale massima del 15 per cento sul prezzo fissato ai sensi del comma 1.

Quanto sopra con unica deroga ammessa indicata al comma 4 dello stesso articolo:

4. La vendita di libri ai consumatori finali e` consentita con sconti fino ad una percentuale massima del 20 per cento sul prezzo fissato ai sensi del comma 1: a) in occasione di manifestazioni di particolare rilevanza internazionale, nazionale, regionale e locale, ai sensi degli articoli 40 e 41 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112; b) in favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale, centri di formazione legalmente riconosciuti, istituzioni o centri con finalità scientifiche o di ricerca, biblioteche, archivi e musei pubblici, istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, educative e università.

In breve: sconto massimo 15%, e solo in particolari casi del 20%. Proprio come annunciato dal banner pubblicitario che vedete lì in testa all’articolo, no?

Per questo trovo altrettanto ammirevole l’impegno che tali iniziative mettono nel sancire l’importanza di rispettare tale legge dello stato senza deroghe, aggiramenti o furberie di sorta che permettano sconti selvaggi – tipo di più del 50, 60%… magari fino al 65%, pensate un po’ che roba indegna sarebbe! La Legge Levi non sarà al livello di altri provvedimenti legislativi similari in vigore in altri paesi europei, come molte spesso fanno notare, ma che, quanto meno, risponde al vecchio motteggio popolare “piuttosto che niente, meglio piuttosto!” ovvero, nella pratica, permette di conservare almeno un minimo di pluralismo culturale nel mercato editoriale nazionale e una effettiva possibilità di concorrenza, soprattutto dell’editoria piccola, media e indipendente nei confronti dei grossi gruppi editoriali e industriali e delle loro costanti mire di sopraffazione oligarchica.

Grazie, dunque, ancora una volta: grazie a tutti quelli i cui messaggi promozionali avrete ricevuto o letto nelle vostre mail o un po’ ovunque sul web, per essere così rispettosi delle norme più logiche ed eque che regolano il mercato dei libri, e per dimostrare di “credere nel grande potere dei libri: migliorare la vita!La “vita” di tutti quanti, vero?

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