Di detrazioni fiscali sui libri e detrazioni culturali sulle menti

Senza nome-True Color-02Cristina Giussani, presidente del SIL – Sindacato Italiano Librai aderente a Confesercenti – commentando il rapporto diffuso dall’Istat sulla lettura in Italia – ovvero la deprimente (e ormai cronica) situazione fotografata in esso, dice: «Sarebbe più efficiente passare ad un approccio globale del problema. Per questo auspichiamo che la Legge Giordano, attualmente in discussione in Parlamento, introduca per tutti la possibilità di usufruire di detrazioni fiscali sull’acquisto dei libri, che siano di varia o di scolastica. Un intervento che, soprattutto se inserito all’interno di una grande campagna per rilanciare il ruolo culturale di libri e librerie, può efficacemente stimolare l’avvicinamento degli italiani alla lettura.» (Cliccate sull’immagine qui sopra per leggere l’articolo in originale nel sito del SIL.)

Sì, ok, può aver ragione, Cristina Giussani. Anzi, ce l’ha senza dubbio. Però, io penso, il vero “approccio globale del problema” non sarebbe tanto quello di far pagar meno i libri (qualsivoglia cosa significhi e comporti ciò) semmai di riportare gli italiani sui libri ovvero – temo – di rialfabetizzarli culturalmente, e non con provvedimenti presi per legge, calati dall’alto e nemmeno resi strutturali, sicché domani un nuovo governo annulli il tutto per propri differenti interessi o semplicemente perché non vi siano più fondi disponibili (una motivazione, vera o presunta, sempre molto in voga negli esecutivi nazionali), ma in base a un necessario, anzi, incontrovertibile cambio di clima culturale. Che io non vedo, non percepisco, non intuisco. Al contrario, vedo una cultura sempre più disprezzata dalla politica e dalle sue parti amministranti.
C’è da fermare un processo di imbarbarimento sociale ormai parecchio avanzato, insomma, affinché qualsiasi iniziativa del tipo (giustamente) proposto dal SIL possa avere effetti realmente fruttuosi. Altrimenti, sarà come drogare un cavallo così che vinca quelle gare in cui arrivava sempre ultimo, per poi vederlo stramazzare a terra dopo il traguardo lasciando che di nuovo siano gli altri cavalli a vincere.

Annunci

4 pensieri su “Di detrazioni fiscali sui libri e detrazioni culturali sulle menti”

  1. Non so che pensare, se non che per l’ennesima volta sembra essere preferita la logica dell’incentivo tanto cara in questo paese. Di fatto non so quanto sia utile rendere più “conveniente” l’accesso al libro, visto che vi sono biblioteche che ti permettono di leggere gratuitamente e che ottime edizioni di classici possono essere trovate con pochissimi euro.
    Perché preferire una strategia che avrà effetti solo sul lungo termine? Forse perché questa strategia ipotetica sarebbe pressoché impossibile da mettere in pratica? Questo paese che potrebbe vivere di cultura la disprezza, è vero. Sarebbe mai possibile mettere in pratica una strategia che miri al rinnovamento culturale, secondo te?

    1. Buongiorno Francesca, e grazie per le tue assssssai interessanti osservazioni! 🙂
      La domanda che mi poni a chiusura del tuo commento è per me ovviamente retorica. Più che “mai possibile”, quella strategia sarebbe indispensabile: è chiaro che il rinnovamento culturale del paese possa essere supportato da iniziative anche molto pratiche come quella proposta dalla presidente del SIL, tuttavia, come anche tu rilevi, tali iniziative saranno perfettamente inutili se non saranno seguite da azioni di matrice prettamente culturale – senza contare che si drogherebbe il mercato, con tutte le solitamente nefaste conseguenze del caso.
      C’è assolutamente bisogno di rimettere la cultura al centro di tutto, delle cose minime della vita quotidiana così come dei grandi sistemi: purtroppo, al punto in cui siamo – o a quello così basso al quale siamo caduti – ciò si presenta come un processo parecchio lungo nel tempo. Epperò, ribadisco, se non vogliamo diventare tutti quanto dei trogloditi, DOBBIAMO mettere in atto. Sempre meglio che restare a guardare lo sfacelo sempre più grande, no?
      Grazie ancora del tuo bel commento! 🙂

      1. Grazie a te 😀 bisogna assolutamente ripartire dalla vita quotidiana e da una cosa per me molto semplice da scrivere, ma probabilmente difficilissima da mettere in pratica. Il fatto è che servirebbe (“basterebbe”, per modo di dire) fare in modo che gli individui siano capaci di recepire gli stimoli che questa società, nonostante tutto, sa ancora offrire. Parlando di cinema, è strano che tantissimi vedano sempre gli stessi film, mentre le possibilità di reperire una buona visione sono molteplici. Lo stesso vale per i libri. Le possibilità ci sono, ma il vero problema è che per troppi le scelte si riducono a poche, selezionate apposta per la diffusione, condivise quasi in via obbligatoria con una distribuzione massiva. Non voglio fare polemica, ma non mi interessa che il film X sia visto da centinaia di migliaia di italiani, ma che il mediocre film X attiri tutte queste persone a vedere un film solo una volta all’anno perché pensano che il divertimento sia solo lì. Non credo per lo stesso motivo che sia sufficiente quel pensiero “leggi qualsiasi cosa purché tu legga”. Non mi basta che qualcuno legga After o veda un film dello Zalone di turno, mi interessa che tutti siamo in grado di effettuare scelte e di recepire stimoli culturali, oggi una vera chimera. Insomma, guarda Zalone o leggi After con spirito critico, ma poi guarda o leggi altro. Vedrai che alla fine un gusto potrai formartelo, ma così? La qualità c’è, ma riusciamo davvero a vederla? o almeno a desiderare di cercarla? Credo che il problema sia proprio questo.

        E no, non intendo stare a guardare, nel mio piccolo cercherò sempre di fare qualcosa, a partire dal discutere di ciò che mi ha colpito.

      2. Ottima argomentazione, Francesca! Che condivido in pieno: viviamo un paradosso, di ‘sti tempi, ovvero una società ricchissima di informazioni e di stimoli e invece noi, analfabeti funzionali e sempre più privi di senso critico, che non ne sappiamo approfittare. Assurdo!
        Sai che questo nostro colloquio è talmente interessante e (appunto!) ricco di stimoli che mi ha “ispirato” il prossimo articolo per Cultora, il sito di informazione culturale per il quale scrivo? Poi lo pubblicherò anche qui sul blog, ovviamente… 🙂 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...