La Scala e Giulio Regeni

[Foto tratta da www.teatroallascala.org, l’originale è qui.]
Rivolgo un personale e sentito applauso all’orchestra e ai lavoratori della Scala di Milano per aver rinunciato alla tournée in Egitto a seguito del caso di Giulio Regeni e del comportamento ignobile del potere egiziano al riguardo. Le parole con le quali la famiglia Regeni ha ringraziato il personale della Scala, «Vorremmo che tutti i rappresentanti politici italiani ed europei, gli artisti, gli imprenditori e i turisti seguissero il loro esempio lodevole», esprimono lo stesso principio che ho manifestato a mia volta in diversi articoli, qui sul blog: un esempio che, vista la sostanziale inerzia dello stato italiano nei confronti di quello egiziano – che “nasconde” le solite bieche motivazioni, ad esempio che l’Egitto è uno dei principali clienti dei produttori di armi da guerra prodotte in Italia – risulta quanto mai necessario da seguire non solo per qualsiasi soggetto istituzionale italiano ma pure per ciascun individuo dotato di senso civico. Spiace solo che ciò può generare conseguenze alla parte di società civile egiziana che non si riconosce nel modo di agire dei suoi governanti, ma a fronte di tali comportamenti inaccettabili non si può fare altro, e occorre farlo dal basso. Ecco.

Dicevamo?

[Immagine tratta da dirittiglobali.it, cliccateci sopra per visitare la fonte originaria.]

L’Italia è stato il decimo maggior esportatore di armi al mondo, vendendo soprattutto aerei militari (1.439) e navi (796): ha esportato il 2,2 del totale delle armi vendute. I paesi che hanno ricevuto le maggiori quote di armi dall’Italia sono stati Turchia (18 per cento), Egitto (17 per cento) e Pakistan (7,2 per cento).

(Fonte della citazione: qui; fonte originaria dei dati: qui.)

P.S.: quello che penso della vicenda di Giulio Regeni l’ho scritto qui, di recente. Altri post pubblicati nel blog riguardo questa ed altre simili questioni li trovate qui. Cliccando sull’immagine potrete invece saperne di più sulla storia dell’omicidio di Giulio Regeni.

Lou Ottens

[Foto di Dmitriy Demidov su Unsplash.]
Ecco, per dire: io Lou Ottens non sapevo chi fosse, fino a ieri sera. O forse l’avevo sentito nominare, anni fa, dimenticandomelo rapidamente. E invece, a ben vedere, essendo la musica una delle passioni più forti e formative nel corso della mia esistenza, e avendo vissuto appieno, negli anni dell’adolescenza, l’epoca d’oro delle musicassette, dalle quali ascoltavo musica e la scambiavo con “amici di penna” di tutto il mondo (quello che si chiamava tape trading, una roba che sembra parte del Mesozoico, a pensarci oggi), ed essendo Ottens l’inventore delle suddette musicassette, be’, non posso che concludere che Lou Ottens sia stato uno dei personaggi maggiormente fondamentali, per dare forma e sostanza all’esistenza del sottoscritto.

Ma credo proprio, riguardo a quanto ho appena scritto, che fondamentale Ottens lo sia stato per qualche altra centinaia di milioni di persone nel mondo. Un uomo che ha fatto la storia del nostro tempo, insomma, ben più di altre figure che riteniamo “storiche” ma, volendone paragonare l’importanza concreta, quotidiana e collettiva, con presupposti assai meno essenziali, in fondo.
Se poi si considera che Ottens diede il proprio contributo anche all’invenzione del compact disc, lo “Chapeau!” bisogna ancor più considerarlo doveroso e imperituro.

Cliccate sull’immagine per leggere un’articolata storia della nascita delle musicassette e del lavoro di Ottens al riguardo, da “Il Post”.