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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e scrive. E viceversa. Per saperne di più, clic.

I BOSCHI ITALIANI VANNO SEMPRE PIÙ IN FUMO

Il nuovo report di Legambiente “Italia in fumo” offre un quadro parecchio triste della situazione “incendi boschivi”: da inizio anno al 15 giugno 2026, in quelli che dovrebbero essere i mesi a bassa intensità e antecedenti all’avvio della stagione antincendio boschivo, sono ben 469 i roghi registrati segnando un aumento del 36,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (344 i roghi ad inizio 2025) e 9.545 gli ettari andati in fumo pari a 13.368 campi da calcio. Di questo passo a fine anno si potrebbe arrivare a superare il triste primato del 2025, un annus horribilis, che ha visto bruciare in tutto in Italia 96.517 ettari, quasi il doppio del 2024. Ormai non si tratta più di episodi straordinari, concentrati in poche settimane estive, ma come la manifestazione ricorrente di una fragilità territoriale ormai strutturale per la quale servono sempre maggiore prevenzione, cura dei territori, adattamento.


SI ANDRÀ IN TRENO DA LIVIGNO A ST. MORITZ? SÌ, NO, FORSE, PERÒ

È possibile che un giorno Livigno e l’Engadina saranno molto più vicini grazie a un collegamento ferroviario che permetterà di andare a St. Moritz in meno di un’ora. I piani al riguardo sono stati presentati la scorsa settimana a Livigno, tuttavia in realtà la strada da percorrere è ancora lunga. Livigno spinge molto per il collegamento, che permetterebbe alla località di legarsi a uno dei territori “top” delle Alpi intercettando parte del suo turismo. La Ferrovia Retica si dice favorevole, pensano ai tanti pendolari che dal livignasco vanno a lavorare in Engadina, ma la Svizzera ha già parlato chiaro: se il progetto si vorrà realizzare, «il contributo finanziario dell’Italia sarà determinante». Dovranno pagare gli italiani, in pratica: dunque… chissà!


IL VINO PIÙ ALTO DELLE ALPI (E NON SOLO)

La testata svizzera “Tio.ch” racconta la storia del villaggio di Visperterminen, nel Canton Vallese, e del suo vino bianco “Rieben” ricavato da un vitigno autoctono denominato Heida il quale, essendo coltivato fino a 1150 metri di quota, viene presentato come «il vino più alto d’Europa». In effetti è tra i più alti ma non è il primo della classifica: viene ampiamente battuto dai vigneti della Bodega Barranco Oscuro, sulla Sierra Nevada in Spagna, che giungono fino a 1368 metri. Non è nemmeno il più alto delle Alpi: in Italia i vigneti del vitigno Prié Blanc, nei pressi dei comuni di Morgex e di La Salle in Valle d’Aosta, si spingono fino a 1210 metri. Ma sulla Sila c’è chi fa ancora meglio: i vigneti Immacolata Pedace di Longobucco (Cosenza) arrivano a 1300 metri di quota. Certo, in Europa si resta ben lontani dai vitigni tibetani, i più alti al mondo, coltivati – come attesta il Guinness World Record – fino a 3563,31 metri!


L’ENEL HA PAGATO I PROPRI DEBITI ALLA LOMBARDIA

La Lombardia ha ricevuto 205 milioni di Euro dal gruppo Enel, dovuti dal 2021 per lo sfruttamento di un bene pubblico, l’acqua, per la produzione di energia attraverso le centrali idroelettriche del gruppo. Così si chiude un contenzioso durato anni e concluso alla fine di febbraio con una sentenza della Cassazione che ha imposto a Enel di pagare tutte le somme arretrate, ed è un’ottima notizia per i territori, per la gran parte di montagna, che ospitano gli impianti idroelettrici perché tale denaro deve essere impiegato per finanziare progetti di interesse pubblico, come la sistemazione di strade o gli interventi per prevenire il dissesto idrogeologico; inoltre la sentenza costituisce un precedente per le altre regioni alle prese con contenziosi simili. Ora ci auguriamo tutti quanti che la Lombardia sappia spendere al meglio e con assennatezza tali ingenti risorse a favore delle proprie montagne.


IL TRAFFICO SULLE ALPI CONTINUA A AUMENTARE, INSIEME AI DISAGI

Quanto traffico possono ancora reggere le Alpi? Se lo chiede Pro Alps sull’ultimo numero della propria  rivista “ECO”. Per alcuni l’auto può rappresentare libertà e magari anche relax, ma per le Alpi spesso significa proprio il contrario: strade intasate, rumore, aria inquinata e paesaggi frammentati. Nelle valli strette il traffico rimbomba, le sostanze inquinanti rimangono sospese nell’aria e ogni nuovo parcheggio sottrae un pezzo di prezioso habitat, con gravi disagi per la  popolazione locale. Se le Alpi devono rimanere uno spazio di svago, le buone intenzioni non bastano. Occorrono finalmente decisioni politiche strategiche che limitino efficacemente il traffico e rafforzino con coerenza la mobilità rispettosa dell’ambiente.

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I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Tag: Denti

Di librerie on line, orticelli e campanili, mors tue e vite mie nonché altro sulla vendita di libri, oggi.

BOB
Un paio di settimane fa, leggo sui media la notizia – riportata persino dall’antidiluviano Televideo, giusto per rimarcare la considerazione verso la stessa; qui potete leggere uno di tali articoli – che la celebre Libreria dei Ragazzi di Milano, fondata nel 1972 da Roberto Denti (scomparso nel 2013) si trasforma in (cito dall’articolo linkato) “libreria virtuale per bambini, genitori, insegnanti, bibliotecari e tutti quelli che sono interessati alla letteratura per ragazzi” mettendo on line “un catalogo ragionato di 25mila titoli – tutto quello che è acquistabile sul mercato – e promuovendo una community di lettori attraverso il portale e-commerce.”
Beh, mi dico, pare una bella idea! Poi arrivo in ufficio, mi collego ai social network e trovo alcuni messaggi di amici librai di tono tutt’altro che entusiastico. Addirittura, qualcuno scrive di “tradimento” da parte di chi, a ben vedere, il mestiere di libraio per ragazzi l’ha inventato, in Italia.
Allora vado più a fondo nella questione, la analizzo sotto diversi punti di vista e, fermo restando l’apprezzamento verso un’iniziativa del genere (siamo al punto che ogni iniziativa che in qualche modo possa agevolare la lettura in ogni sua forma, anche la più scalcagnata oppure venale deve necessariamente essere supportata, ahinoi!), in effetti comincio a vedere qualcosa che non va – sempre con occhio critico-costruttivo, sia chiaro, giammai per dar contro tout court in grazia di chissà qual conservatorismo ottuso.
In primis, gli amici librai mi denotano che l’editoria per ragazzi, checché si possa creare il sito web più completo e mirabolante immaginabile, ha e avrà sempre bisogno di un supporto diretto nella scelta dei testi. Si sta parlando di libri che, se azzeccati nell’acquisto, formeranno non solo i lettori ma i cittadini di domani: ridurre il tutto a pur dettagliate descrizioni e consigli rintracciabili nelle schede di ogni titolo viene ritenuto riduttivo. Inoltre, è innegabilmente una buona cosa che i bambini e i ragazzi frequentino fisicamente le librerie ad essi dedicate, ed entrino direttamente in contatto con i libri da scegliere, acquistare e leggere. Da un lato, il poterli trovare anche on line avvantaggia chi non risiede vicino a luoghi in cui vi siano queste librerie; dall’altro vi può essere il rischio concreto di banalizzazione dell’acquisto, uguale in sostanza a tanti altri oggi possibili (con tutta la comodità e la superficialità del caso) sul web. E’ certamente, questa, una questione piuttosto “tecnica” e maggiormente comprensibile dai diretti interessati: mi limito a riportare i loro pareri, certamente comprensibili e motivati.
Un’altra cosa invece, già dal leggere la notizia sui media e nonostante l’apprezzamento suddetto, mi ha lasciato un poco perplesso, e l’analisi del sito della Libreria dei ragazzi non dirada le mie perplessità: si parla di creare una “community di lettori”, ok, ma una community di librai? Ovvero – ciò che vado dicendo da tempo su quanto potrebbe rappresentare una possibilità di salvezza per il comparto editoriale italiano indipendente, soprattutto della parte “finale” della filiera – perché non si sfrutta una iniziativa così potenzialmente buona per creare una vera e propria rete interattiva tra le due parti principali del settore – quella che produce e vende libri e quella che li legge – che divenga un volano virtuoso in grado di trascinare tutti verso obiettivi di prosperità comuni e una condivisa salvaguardia, anche in senso economico?
Così come è ora, la Libreria dei ragazzi è soltanto un ennesimo sito di e-commerce, che ragiona sulle frequenze del mors tua vita mea – ed infatti una tale considerazione è stata la prima che gli amici librai mi hanno denotato, nei loro messaggi sui social.
Insomma, auguro lunga vita digitale alla Libreria dei ragazzi, ma mi auguro che in futuro tale iniziativa si strutturi come insegna bene Liberos, la rete sarda che unisce tutti i soggetti del comparto editoriale locale (commerciali e non, privati e istituzionali) condividendo un “patto di solidarietà” con lo scopo primario di incentivare la lettura sul territorio sardo. Incentivare la lettura, prima delle vendite. Che poi l’una cosa è diretta conseguenza dell’altra, inutile dirlo, in un perfetto circolo virtuoso.
A fronte di quello che è a mio parere il miglior esempio italiano di promozione condivisa dei libri e della lettura – Liberos, intendo – mi auguro che l’e-commerce della Libreria dei ragazzi non finisca per togliere acquirenti a quelle tante librerie di quartiere che sovente proprio sulla vendita di libri per bambini e ragazzi (il settore editoriale più in salute, da molti anni a questa parte) contano per restare aperte. In fondo, forse basta un poco di collaborazione reciproca in più, o di minor campanilismo commerciale, che a ben vedere la barca sulla quale tutti stiamo è sempre quella!

P.S.: articolo pubblicato anche su CULTORA, qui.

Scritto il 29 dicembre 201429 dicembre 2014Categorie Articoli,Editoria,Letteratura,Magazzino,OpinioniTag bambini,catalogo,community,cultora,cultura,Denti,editoria,filiera,industria,Italia,lettura,Liberos,librai,libreria dei ragazzi,librerie,libri,on line,ragazzi,vendita,web1 commento su Di librerie on line, orticelli e campanili, mors tue e vite mie nonché altro sulla vendita di libri, oggi.
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