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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

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LE ALPI DEL FUTURO NELLA MANI DEGLI ADULTI DI DOMANI

Il futuro è in mano ai giovani. Banale dirlo tanto quanto vero. Dunque perché non dare la parola ai giovani anche sul futuro delle Alpi? Lo fa da vent’anni il Parlamento dei Giovani della Convenzione delle Alpi, che durante la recente assemblea generale svoltasi a Chamonix hanno votato cinque mozioni: due relative alla produzione sostenibile di energia tramite pannelli solari sulle dighe in quota e microturbine negli impianti idroelettrici già esistenti, mentre nelle altre hanno suggerito di tutelare in futuro le zone ai piedi dei ghiacciai come parchi naturali, di subordinare il conseguimento dei diplomi scolastici alla realizzazione di un progetto sul clima e di includere un modulo sulla consapevolezza climatica nella formazione delle guide alpine.


LO SCI SEMPRE PIÙ IN CRISI, ANCHE IN SVIZZERA

Anche nella ricca Svizzera molte stazioni sciistiche si ritrovano in sempre maggiori difficoltà, «confrontate, da una parte, con la scarsità di neve e, dall’altra, con la necessità di destagionalizzare per garantirsi un futuro meno instabile di quello che si prefigura ora come ora.» Stagioni sempre più brevi, meno sciatori sulle piste, costi in crescita costante e necessità di rinnovare continuamente le infrastrutture: per questi motivi i comprensori sciistici hanno un bisogno disperato di finanziamenti e finanziatori. Se da un lato gli enti federali qualcosa mettono (accade in Canton Ticino, mentre altri cantoni non prevedono aiuti pubblici), di soggetti privati che accettino di investire ancora nello sci non se ne trovano nemmeno nella Confederazione.


UN ALTRO GHIACCIAIO A RISCHIO DI CROLLO, COME A BLATTEN

Un anno dopo il crollo del ghiacciaio che ha devastato il villaggio alpino svizzero di Blatten, un altro apparato glaciale nella stessa valle minaccia di cedere parzialmente: il ghiacciaio di Oigschtchummun sopra la frazione di Fafleralp, a pochi chilometri dal ghiacciaio del Birch e da quello che rimane del villaggio di Blatten. Le autorità hanno intensificato il monitoraggio, ma affermano che per il momento il rischio rimane limitato. Tuttavia ciò dimostra la notevole attenzione che deve essere posta in modo crescente ai ghiacciai delle Alpi e ai terreni con permafrost, che le conseguenze della crisi climatica sottopone a stress sempre più intensi con rischi altrettanto crescenti per i territori abitati ai loro piedi.


LA TANGENZIALE DI TIRANO, ENNESIMO SIMBOLO DELL’INEFFICIENZA OLIMPICA

Il sito di informazione “Valtellina Mobile” ricostruisce la storia della “Variante di Tirano” sulla SS38 dello Stelvio, che doveva rappresentare una delle opere simbolo – peraltro attesa da decenni – della modernizzazione della viabilità valtellinese in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, entro il cui inizio le “autorità” avevano giurato e spergiurato che aprisse e invece ora, in forza dei continui rinvii, è oggetto di una crescente sfiducia tra i cittadini valtellinesi, molti dei quali hanno assistito per anni a dichiarazioni ottimistiche regolarmente smentite dall’andamento effettivo dei lavori. La Variante di Tirano è così diventata non soltanto un’infrastruttura attesa, ma anche il simbolo di una distanza percepita tra le promesse della politica e la realtà dei cantieri.


UNA NUOVA CICLOPEDONALE IN LESSINIA, PRO E CONTRO

Anche in Lessinia, bellissimo e vasto altopiano a nord di Verona in larga parte compreso nell’omonimo Parco Naturale Regionale, è stato di recente presentato il progetto di una nuova ciclopedonale turistica, e come altrove si è acceso il dibattito interrogandosi su opportunità reali e rischi potenziali. La questione centrale riguarda il modello di sviluppo che si intende promuovere in Lessinia. È davvero necessario incentivare ulteriormente l’afflusso turistico in quota, soprattutto attraverso la diffusione delle ebike, in un territorio che già oggi registra livelli di frequentazione molto elevati? E quale ulteriore impatto potrebbe avere ciò sul territorio e sui suoi ecosistemi. Se ne discuterà in un incontro pubblico domenica 14 giugno a Sezano (Verona).

I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Tag: libreria dei ragazzi

Di librerie on line, orticelli e campanili, mors tue e vite mie nonché altro sulla vendita di libri, oggi.

BOB
Un paio di settimane fa, leggo sui media la notizia – riportata persino dall’antidiluviano Televideo, giusto per rimarcare la considerazione verso la stessa; qui potete leggere uno di tali articoli – che la celebre Libreria dei Ragazzi di Milano, fondata nel 1972 da Roberto Denti (scomparso nel 2013) si trasforma in (cito dall’articolo linkato) “libreria virtuale per bambini, genitori, insegnanti, bibliotecari e tutti quelli che sono interessati alla letteratura per ragazzi” mettendo on line “un catalogo ragionato di 25mila titoli – tutto quello che è acquistabile sul mercato – e promuovendo una community di lettori attraverso il portale e-commerce.”
Beh, mi dico, pare una bella idea! Poi arrivo in ufficio, mi collego ai social network e trovo alcuni messaggi di amici librai di tono tutt’altro che entusiastico. Addirittura, qualcuno scrive di “tradimento” da parte di chi, a ben vedere, il mestiere di libraio per ragazzi l’ha inventato, in Italia.
Allora vado più a fondo nella questione, la analizzo sotto diversi punti di vista e, fermo restando l’apprezzamento verso un’iniziativa del genere (siamo al punto che ogni iniziativa che in qualche modo possa agevolare la lettura in ogni sua forma, anche la più scalcagnata oppure venale deve necessariamente essere supportata, ahinoi!), in effetti comincio a vedere qualcosa che non va – sempre con occhio critico-costruttivo, sia chiaro, giammai per dar contro tout court in grazia di chissà qual conservatorismo ottuso.
In primis, gli amici librai mi denotano che l’editoria per ragazzi, checché si possa creare il sito web più completo e mirabolante immaginabile, ha e avrà sempre bisogno di un supporto diretto nella scelta dei testi. Si sta parlando di libri che, se azzeccati nell’acquisto, formeranno non solo i lettori ma i cittadini di domani: ridurre il tutto a pur dettagliate descrizioni e consigli rintracciabili nelle schede di ogni titolo viene ritenuto riduttivo. Inoltre, è innegabilmente una buona cosa che i bambini e i ragazzi frequentino fisicamente le librerie ad essi dedicate, ed entrino direttamente in contatto con i libri da scegliere, acquistare e leggere. Da un lato, il poterli trovare anche on line avvantaggia chi non risiede vicino a luoghi in cui vi siano queste librerie; dall’altro vi può essere il rischio concreto di banalizzazione dell’acquisto, uguale in sostanza a tanti altri oggi possibili (con tutta la comodità e la superficialità del caso) sul web. E’ certamente, questa, una questione piuttosto “tecnica” e maggiormente comprensibile dai diretti interessati: mi limito a riportare i loro pareri, certamente comprensibili e motivati.
Un’altra cosa invece, già dal leggere la notizia sui media e nonostante l’apprezzamento suddetto, mi ha lasciato un poco perplesso, e l’analisi del sito della Libreria dei ragazzi non dirada le mie perplessità: si parla di creare una “community di lettori”, ok, ma una community di librai? Ovvero – ciò che vado dicendo da tempo su quanto potrebbe rappresentare una possibilità di salvezza per il comparto editoriale italiano indipendente, soprattutto della parte “finale” della filiera – perché non si sfrutta una iniziativa così potenzialmente buona per creare una vera e propria rete interattiva tra le due parti principali del settore – quella che produce e vende libri e quella che li legge – che divenga un volano virtuoso in grado di trascinare tutti verso obiettivi di prosperità comuni e una condivisa salvaguardia, anche in senso economico?
Così come è ora, la Libreria dei ragazzi è soltanto un ennesimo sito di e-commerce, che ragiona sulle frequenze del mors tua vita mea – ed infatti una tale considerazione è stata la prima che gli amici librai mi hanno denotato, nei loro messaggi sui social.
Insomma, auguro lunga vita digitale alla Libreria dei ragazzi, ma mi auguro che in futuro tale iniziativa si strutturi come insegna bene Liberos, la rete sarda che unisce tutti i soggetti del comparto editoriale locale (commerciali e non, privati e istituzionali) condividendo un “patto di solidarietà” con lo scopo primario di incentivare la lettura sul territorio sardo. Incentivare la lettura, prima delle vendite. Che poi l’una cosa è diretta conseguenza dell’altra, inutile dirlo, in un perfetto circolo virtuoso.
A fronte di quello che è a mio parere il miglior esempio italiano di promozione condivisa dei libri e della lettura – Liberos, intendo – mi auguro che l’e-commerce della Libreria dei ragazzi non finisca per togliere acquirenti a quelle tante librerie di quartiere che sovente proprio sulla vendita di libri per bambini e ragazzi (il settore editoriale più in salute, da molti anni a questa parte) contano per restare aperte. In fondo, forse basta un poco di collaborazione reciproca in più, o di minor campanilismo commerciale, che a ben vedere la barca sulla quale tutti stiamo è sempre quella!

P.S.: articolo pubblicato anche su CULTORA, qui.

Scritto il 29 dicembre 201429 dicembre 2014Categorie Articoli,Editoria,Letteratura,Magazzino,OpinioniTag bambini,catalogo,community,cultora,cultura,Denti,editoria,filiera,industria,Italia,lettura,Liberos,librai,libreria dei ragazzi,librerie,libri,on line,ragazzi,vendita,web1 commento su Di librerie on line, orticelli e campanili, mors tue e vite mie nonché altro sulla vendita di libri, oggi.
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