Basta moto sui sentieri!

Da grande appassionato di “vagabondaggi” in Natura, e da cultore delle relative tematiche culturali, voglio sottoporvi un appello assai sentito, che deriva da una considerazione fondamentale.

Come dà notizia al solito puntuale MountCity, si moltiplicano le segnalazioni (sui giornali locali) di multe salate ai motociclisti sorpresi mentre fanno motocross nei boschi o lungo le vie rurali – mulattiere, sentieri, piste agrosilvopastorali – sulle quali vigono divieti di transito ai mezzi motorizzati privi di adeguato permesso.
Bene, benissimo! Finalmente!
Le genti di montagna (e con esse tutte le persone che la frequentano con consapevolezza) non possono che essere ben contente di queste notizie. Perché la percezione del paesaggio montano e il relativo immaginario collettivo che ne alimenta la cultura sono composti da elementi estetici, culturali e antropologici che nulla hanno a che vedere con l’utilizzo ludico-motorizzato del territorio, disturbante, dannoso e inquinante, che questi “motociclisti” pretendono di imporre, oltre che dalla bieca incultura che si portano appresso (di frequente poi “espressa” con estrema maleducazione e prepotenza).

Quindi, l’appello di cui vi dicevo: se ne vedete scorrazzare, di tali motociclisti, ove è loro proibito (quasi ovunque, sulle vie rurali), denunciate, denunciate, denunciate! Non fategliela passare liscia! Un atto di prepotenza così marchiano e tanto dannoso non può più restare impunito. Non è una mera posizione di parte, questa, ma una questione di civiltà, di buon senso, di educazione civica. Qualcosa che tutti dovremmo sentire come indispensabile da mettere in atto, ecco.

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2 pensieri su “Basta moto sui sentieri!”

  1. Il territorio è di tutti. Pratica enduro Non è vietato. Dovete sapere che dove non c’è un divieto, possono circolare trattori, auto, moto e qualunque mezzo in regola con il codice della strada. Informatevi bene prima di denunciare. In tutte le categorie c’è chi rispetta le leggi e chi no. E ci sono organi preposti a controllare. Altrimenti per lo stesso motivo dovremo cominciare a denunciare chi supera i limiti di velocità su strada, ecc.
    Civiltà significa rispetto da parte di tutti degli altri e delle regole.

  2. Gent.mo Corrado,
    non si preoccupi che almeno lo scrivente si è ben informato, prima di denunciare – e in fondo non ci vuole tanto, ad esempio per il territorio regionale nel quale abito: http://normelombardia.consiglio.regione.lombardia.it/NormeLombardia/Accessibile/main.aspx?view=showpart&idparte=lr002008120500031ar0059a#rifn150. Lei stesso peraltro si dà la risposta: “Dovete sapere che dove non c’è un divieto, possono circolare trattori, auto, moto e qualunque mezzo in regola con il codice della strada”. Infatti, possono circolare ove non vi siano divieti, che per legge (sempre della Regione Lombardia, che prendo nuovamente a riferimento) ci sono eccome: “Sulle strade agro-silvo-pastorali è vietato il transito dei mezzi motorizzati, ad eccezione di quelli di servizio e di quelli autorizzati in base al regolamento comunale…”. Divieti esistenti tanto più sulla viabilità rurale ovvero “Viabilità forestale, sentiero, mulattiera o tratturo”, sulle quali vige il divieto assoluto di transito come da modifiche al Codice della Strada approvate dalla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati lo scorso anno. Tuttavia, ancor più che la violazione dei divieti esistenti, personalmente non approvo e combatto totalmente la cultura alla base di tale utilizzo motorizzato del territorio rurale e i numerosi casi di maleducazione e prepotenza dei quali sono stato testimone, che andavano dal semplice “chissenefrega” del motociclista al quale veniva fatto osservare la presenza dei suddetti divieti sulle strade che stava percorrendo, alle aggressioni verbali; non ho mai assistito ad aggressioni fisiche, ma conosco persone che le hanno subite.
    Non faccio e non farò mai di tutta l’erba un fascio, e so benissimo che ci siano motociclisti del tutto rispettosi delle norme e della libertà altrui, meritandosi la difesa della loro libertà ove non vadano a ledere leggi e norme in vigore. Ma Le assicuro, Corrado, che se fossi riuscito a bloccare l’endurista che lo scorso anno, su una carrareccia di montagna a fondo sterrato lungo la quale stavo scendendo, non ha per nulla frenato incrociandomi e, anzi, ha pure impennato appena dopo sparandomi pure addosso qualche sassetto, lo avrei mandato dritto al pronto soccorso con lesioni gravissime. Glielo assicuro.
    Riguardo gli altri, che spero siano la maggioranza, i quali invece rispettano norme e diritti altrui, sono prontissimo al dialogo e alla comprensione. Ma, ribadisco, di maleducati prepotenti motorizzati sui sentieri ne vedo troppi, veramente troppi. Civiltà significa soprattutto consapevolezza della propria presenza nello spazio e nel tempo rispetto a ciò che si ha intorno e con cui si interagisce (la civiltà in quanto comunità sociale organizzata nasce proprio da tale principio), e da qui semmai vengono comportamenti e norme condivisibili e rispettabili, non certo da situazioni palesemente squilibrate. Le quali vanno sradicate con ogni mezzo consentito dalle leggi e dal senso civico, senza se e senza ma.

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