A Chiavenna, il 4 febbraio, per parlare di Olimpiadi, sostenibilità, legacy, di promesse infrante e opportunità reali

[Veduta verso sud di Chiavenna e della sua valle. Foto di Lance Martin tratta da www.alltrails.com.]
Manca ormai pochissimo all’inizio delle Olimpiadi di Milano Cortina, ma già da tempo il disastro cagionato ai territori è evidente, in Valtellina in modo particolare. Si cerca di nasconderlo parlando della “legacy olimpica”, di ciò che di buono le Olimpiadi lasceranno nei territori. Ma è veramente così? In Valchiavenna, che è provincia di Sondrio come Bormio e Livigno ma è stata sostanzialmente tagliata fuori dall’evento olimpico, che succederà? Come si può realmente valorizzare il meraviglioso territorio montano chiavennasco senza ricorrere al degradante modello olimpico che è stato imposto a forza alla Valtellina? E cosa può fare la comunità locale al riguardo, da subito e in ottica futura, tanto in senso politico quanto in quello sociale e culturale?

Di questi importanti e affascinanti temi, di interesse generale anche se facilmente contestualizzabili a ogni singolo territorio montano, ne parlerò mercoledì 04/02 a Chiavenna, presso la sede della Società Democratica Operaia, in un evento dal titolo “Olimpiadi sostenibili: una promessa infranta. Quale “armonia” tra uomo e Natura, tra città e montagna?” organizzato e curato dal Centro Culturale “Oltre i Muri” di Sondrio, insieme alle prestigiose figure di Angelo Costanzo, Presidente di “Oltre i Muri” e profondo conoscitore della realtà contemporanea della provincia di Sondrio, e Albino Gusmeroli, ricercatore del Consorzio AASTER ed esperto di processi di empowerment dei contesti territoriali.

Sarà un incontro importante non solo per analizzare e discutere la realtà valchiavennasca ma, come accennato, anche per comprendere meglio la condizione contemporanea della montagna italiana caratterizzata da circostanze simili e di contro sottoposta a crescenti variabili critiche – economiche, sociali, demografiche, climatiche, ambientali… – oltre che a scelte amministrative spesso discutibili, rispetto alle quali le comunità residenti devono essere messe in grado di affrontarle al meglio e con gli strumenti politici (nel senso più alto e compiuto del termine) migliori possibile.

[Un’altra veduta della zona di Chiavenna dalla Val Bregaglia italiana. Foto di Wouter User tratta da http://www.alltrails.com.]
Qui potete trovare il comunicato stampa sull’incontro, nel quale è riassunta in maniera efficace la situazione attuale della Valtellina “olimpica”; qui invece trovate la locandina dell’evento in formato pdf.

Dunque, se potete non mancate: la vostra partecipazione sarà importante e necessaria, senza alcun dubbio.

Il nuovo “centro per migranti olimpici” di Cortina. Anzi, no!

Il governo italiano in carica prosegue con il suo piano strategico di realizzazione di centri di accoglienza per richiedenti asilo e, dopo quelli in Albania (immagine sopra), a breve ne aprirà uno nelle Dolomiti bellunesi (immagine sotto), nei pressi di Cortina d’Ampez…

Chiedo scusa, ma mi dicono che quello nelle Dolomiti bellunesi non è un centro per richiedenti asilo ma il nuovo villaggio olimpico per gli atleti che gareggeranno nelle imminenti Olimpiadi di Milano Cortina.

Ah.

Come commenta sulla propria pagina Facebook Antonio De Rossi, tra i più rinomati architetti e accademici “alpini”, «Qualcuno per favore vada alla tomba di Edoardo Gellner a sedarlo!» Be’, non ci andranno certo i gerenti olimpici, per come venga da ritenere che Gellner nemmeno sappiano chi sia.

Intanto, i Giochi di Milano Cortina stanno farcendo il proprio “disastro olimpico” anche di opere oggettivamente brutte e raffazzonate. Temo sia l’ennesima dimostrazione dell’estremo dilettantismo con il quale è stata condotta l’organizzazione olimpica, oltre a un’ulteriore brutta figura imposta al paese. Che non ne aveva affatto bisogno, ça va sans dire.