Questa sera su RCI Radio, in FM e streaming, la 15a puntata della stagione 2015/2016 di RADIO THULE!

Thule_Radio_FM-300Questa sera, 30 maggio duemila16, ore 21.00, live su RCI Radio in FM e in streaming, appuntamento con la puntata #15 dell’anno XII di RADIO THULE intitolata: “La voce dei matti. Franco Basaglia e la Legge 180: una conoscenza necessaria”. Sono passati quasi 40 anni (38, per l’esattezza: era il maggio del 1978) dalla promulgazione della Legge 180, ovvero quella con cui vennero chiusi i manicomi, che fu il frutto delle idee e dell’azione di un grande psichiatra veneziano (col cui nome oggi quella legge è ricordata): Franco Basaglia. Una legge tanto importante quanto controversa e in ogni modo rivoluzionaria, ma che la maggioranza della gente comune non conosce, quando non travisa in base a luoghi comuni del tutto errati. RADIO THULE in questa puntata cercherà di farvi meglio conoscere la legge e la figura di Basaglia: due elementi del tutto significativi e importanti nella storia recente dell’Italia e per la comprensione della sua identità sociale e culturale.

Basaglia-FrancoDunque mi raccomando: appuntamento a questa sera su RCI Radio! E non dimenticate il podcast di questa e di tutte le puntate della stagione in corso e delle precedenti), QUI! Stay tuned!

Come ascoltare RCI Radio:
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Il PODCAST di Radio Thule: di questa puntata e di tutte le precedenti di ogni stagione, QUI!

Se il medico è anche un drammaturgo, e viceversa (Oliver Sacks dixit)

Mi sento infatti medico e naturalista al tempo stesso; mi interessano in pari misura le malattie e le persone; e forse sono anche insieme, benché in modo insoddisfacente, un teorico e un drammaturgo, sono attratto dall’aspetto romanzesco non meno che da quello scientifico, e li vedo continuamente entrambi nella condizione umana, non ultima in quella che è la condizione umana per eccellenza, la malattia: gli animali si ammalano, ma solo l’uomo cade radicalmente in preda alla malattia.

(Oliver Sacks, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Milano, Adelphi, 2008, p.11)

0,,18682009_303,00Ribaltando quanto scritto dal grande neurologo e scrittore britannico, scomparso la scorsa domenica, nella prefazione della sua opera più celebre, mi viene da pensare che pure il drammaturgo – e mi si passi l’accostamento di tale figura a quella del narratore letterario, ovvero dello scrittore – è e deve essere pure una sorta di medico dei personaggi di cui scrive, analizzandone la condizione umana con uno sguardo inevitabilmente clinico, se vuole veramente costruire e conseguire una narrazione completa e approfondita – in tutti i sensi. E se la malattia è la condizione umana per eccellenza – essendo “malattia” un termine derivante dal latino male habĭtus, “che sta male” – di frequente chi scrive storie letterarie narra di persone che stanno male, ovvero che non vivono nella loro migliore (o più ordinaria, tranquilla, agevole) condizione possibile – per colpa di amori lotte passioni sfortune coincidenze catastrofi sortilegi punizioni eccetera eccetera – capirete il perché, appunto, mi sia venuto da pensare tutto ciò leggendo quel passo sopra riportato.