Anno 2012: fuga da Torino (?)

Sia chiaro da subito: lode eterna, lunga vita e prosperità al Salone del Libro di Torino, evento che a prescindere da qualsivoglia considerazione e opinione si possa averne, rappresenta indubitabilmente un prezioso volano per l’intero panorama letterario italiano.
Posto ciò, girando per i vari altri eventi legati al mondo dei libri in Italia nei mesi scorsi (fiere, rassegne, conferenze, incontri e quant’altro) e avendo modo di chiacchierare direttamente con molti editori piccoli, medi e/o indipendenti (nonché parafrasando nel titolo di questo post un noto film di John Carpenter, che molti di voi ricorderanno), ho potuto constatare quanti di essi quest’anno non saranno presenti a Torino, compresi alcuni che ormai del Salone erano diventati habitué. E le motivazioni addotte sono sostanzialmente simili per tutti quanti: il Salone è ormai sempre più “tagliato” sui grandi editori, diventando una sorta di fastosa kermesse del libro sostanzialmente più spettacolare che culturale, peraltro troppo costosa per chi non abbia le spalle coperte da gruppi industriali economicamente (e politicamente) rilevanti.
E’, sotto certi aspetti, qualcosa di simile a quanto accade con la musica: il Salone è un po’ come il Festival di Sanremo, al quale partecipare significa, per un musicista, far parte ancora “del giro”, nel quale suonano grandi pop/rockstar internazionali e che molti, nonostante tutto, finiscono per guardare alla TV, partecipando al relativo rito massmediatico nazional-popolare, quando poi la vera musica, quella che ancora è sinonimo autentico di “arte”, viene suonata altrove.
Nei tanti anni di partecipazione personale al Salone del libro di Torino – partecipazioni sempre belle e gradevoli! Lo ribadisco: lode eterna, lunga vita eccetera eccetera… – ho visto tanta gente e lunghe code agli ingressi, al punto di generare l’illusione (pia) che di gente in Italia che legga ve ne sia e pure parecchia… Ho notato affollamenti incredibili nei scintillanti stands delle grosse case editrici, ma anche il padiglione destinato agli editori piccoli/medi e indipendenti sempre fin troppo sfollato. Ho visto gente uscire con trolley ricolmi di libri acquistati nel Salone che potevano benissimo acquistare nelle librerie sotto casa – e queste che languono e sovente chiudono, tra i pianti di quegli stessi visitatori-trolleysti; ho ascoltato autori stranieri grandi ma non da top ten di vendita in presentazioni semi-desertiche, e conferenze debordanti di folla di star della TV col loro bel libro luccicante in mano. Ho notato libri di narrativa e di saggistica favolosi, scritti da autori sconosciuti per piccoli editori, vere gemme di preziosa letteratura ignorate dai più e languenti sui tavoli degli stand dei citati editori confinati lontano dal maggior passaggio di visitatori, ovvero dalla zona occupata dai grandi editori e dai loro volumi-best seller. Ho visto titolari di case editrici sorridere felici a chi si accostava al proprio stand e poi, discorrendo con loro in disparte, ho ascoltato le lamentele e il pessimismo ormai quasi cronico…
E ho notato, forse in primis, il bisogno e/o la necessità comune di esserci, a Torino. Dal punto di vista del visitatore, perché partecipare a eventi di massa del genere genera un’esperienza, ovvero qualcosa da raccontare agli amici (perché dire “ah, questo libro l’ho acquistato al Salone del Libro di Torino” fa’ comunque figo, certo più che dichiarare di averlo comprato dallo scalcagnato libraio sotto casa…), qualcosa che assume elevata valenza sociologica, per dirla aulicamente. Dal punto di vista dell’editore, essere presente a Torino e’ un po’ come ritagliarsi una propria piccola porzione di “importanza” editoriale, e perché, anche per l’editore, fa’ sempre figo dire “veniteci a trovare allo stand XY del Salone del Libro di Torino”. Come essere ammessi (forzatamente, dacché pagando costi assai salati) in un club esclusivo, potendosene poi vantare…
Ma, appunto, secondo molti il gioco appena citato non vale più la candela. E un Salone che ammicca sempre più ai grandi editori (e ai loro portafogli) e sempre meno all’altra editoria, quella piccola e indipendente (che per rientrare dalle spese sostenute per uno stand può solo sperare in un miracolo di vendite e si sa, i miracoli con tutta probabilità non esistono…), diventa un palcoscenico meno ambito, anche perché meno “democratico”, sul quale voler stare.
Ribadisco ancora: il Salone del Libro di Torino è un evento (una istituzione, direi) fondamentale, anche per chi (come il sottoscritto, oltre al proprio diretto interesse letterario/editoriale) vuole cogliere il polso del mondo letterario nazionale, cercare di capirne lo stato, intravedere i trends, le mode, gli orientamenti, e il futuro prossimo della produzione editoriale in Italia. E mi auguro che, ancora in futuro, resti tale, il più importante punto di riferimento per il mondo dei libri dalle nostre parti, cercando di mantenersi totalmente e democraticamente aperto a qualsiasi espressione di esso, piccola o grande, aulica o nazional-popolare, mainstream o rivoluzionaria.
Nel caso, da lunedì prossimo vi saprò dire cosa avrò effettivamente visto, quest’anno a Torino: soprattutto, se avrò visto “solo” tanta gente e tanti libri, oppure anche (spero) tanta letteratura.

Cliccate sul logo del Salone in testa al post per visitare il sito web ufficiale, e conoscere ogni dettaglio sull’edizione 2012.

Francesco Giubilei, “Chi è Charlie”?

Ognuno di noi “possiede” uno o più luoghi del cuore, posti ai quali siamo legati per circostanze, ricordi felici, nostalgie o altro, e nei quali ci troviamo bene, anzi, ci sentiamo bene. Possono essere città, ambiti geografici più o meno estesi, case, anche singole stanze, ovvero dimensioni per certi versi “spazio-temporali”, nelle quali cioè il valore emozionale dello spazio è strettamente legato al momento nel quale vi stiamo… In effetti, tali luoghi del cuore rappresentano la forma più concreta e tangibile del legame che unisce noi tutti, in quanto esseri viventi e senzienti, con il luogo che viviamo, in senso direttamente antropologico e non solo. Sono forse gli ambiti nei quali, più che in tutti gli altri, torniamo in qualche modo ad essere realmente “figli” di Gaia, della Natura dalla quale volenti o nolenti proveniamo, con la quale nel bene e nel male dobbiamo fare i conti ma anche dalla quale, se sappiamo restarvi in armonia, possiamo ricevere energia vitale pura come nessun altra.
Credo di poter affermare senza troppi dubbi che per Francesco Giubilei uno di tali luoghi del cuore sia il Québec, la regione francofona del Canada: una zona – in realtà uno stato nello stato, per le sue caratteristiche peculiari che non si limitano alla sola lingua ufficiale francese – che Giubilei ha conosciuto piuttosto bene, tanto da ambientarci la storia del suo ultimo romanzo, Chi è Charlie?, edito dalla “sua” Historica

Leggete la recensione completa di Chi è Charlie? cliccando sulla copertina qui sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie…

“Cercasi la mia ragazza disperatamente” a PAGINE AL SOLE, la fiera dell’editoria indipendente di Cuggiono, 23-24 Giugno 2012

Cercasi, cercasi… Ma chi cercasi, trovasi! Infatti a Cuggiono, sabato 23 e domenica 24 Giugno prossimi, troverete me il il mio ultimo romanzo Cercasi la mia ragazza disperatamente presso lo stand di Senso Inverso Edizioni nell’ambito di Pagine al Sole 2012, la fiera dell’editoria indipendente organizzata nell’ambito della nota e sempre affollata Festa del Solstizio d’estate, giunta alla XXI edizione.
E con tutta probabilità ci troverete (lo scrivente e il libro) non solo come mera presenza allo stand, ma anche in modo ancora più coinvolgenteSeguite il blog e a breve capirete meglio, una volta che la cosa sarà definita.
Organizzata dall’Ecoistituto della Valle del Ticino, in collaborazione con La Memoria del Mondo Libreria Editrice, la rassegna Pagine al Sole vede protagonisti oltre 30 editori indipendenti, provenienti da tutta Italia, che esporranno i loro cataloghi al pubblico e, tramite reading e presentazione, potranno far conoscere, direttamente dalla voce dei loro autori, oltre 40 opere, in un programma fittissimo di due giorni. Per il sottoscritto e Senso Inverso sarà un’ottima occasione per capire la risposta del pubblico anche nelle piccole realtà locali, oltre che nei più abituali grandi eventi letterari.
Cliccando sull’immagine qui sopra potrere visitare il sito web ufficiale di Pagine al Sole, nel quale saranno presto pubblicati il programma definitivo dei due giorni di rassegna, l’elenco degli espositori e ogni utile informazione per la visita. In ogni caso, fin da ora, segnatevi l’appuntamento!

Carl Hiaasen, “Cane Sciolto”

Non male questo Carl Hiaasen, autore americano del quale già da tempo mi ero ripromesso di leggere qualcosa, e mantengo il proposito con Cane Sciolto (Rizzoli, traduzione di R. Bortolussi): intricato romanzo nel quale Hiaasen ironizza efficacemente sul potere politico lobbystico, tipicamente USA, al servizio del capitalismo più bieco e idiota che in questo caso ha nel mirino una idilliaca e ancora incontaminata isoletta della Florida, da distruggere e trasformare nell’ennesima località turistica VIP, tutta grattacielo, asfalto e campi da golf; a combattere contro tale progetto c’è Twilly Spree, un giovane ambientalista estremo un poco folle, che ne combinerà di tutti i colori pur di salvare l’isoletta, con il contorno di tanti bizzarri personaggi dell’una e dell’altra fazione…

Leggete la recensione completa di Cane sciolto cliccando sulla copertina qui sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buone letture!

Meno male! Una recensione negativa di “Cercasi la mia ragazza disperatamente”!

Meno male, sì! Avete letto bene!
Il blog letterario Il Diario della Fenice ha pubblicato una recensione indubbiamente negativa di Cercasi la mia ragazza disperatamente, il mio ultimo romanzo, firmata da Jacopo, uno dei collaboratori del blog. La potete leggere cliccando sull’immagine qui a fianco: mi pare del tutto onesto proporla al pari delle numerose altre positive, no?
Forse ora voi vi aspetterete che io mi metta a rispondere punto su punto alle critiche espresse nella recensione, acido come un bidone di Idraulico Liquido, affermando le mie verità le quali, in quanto sostenute direttamente dall’autore del libro in questione, possano facilmente avere maggior valore di qualsivoglia critica…
E invece no, nient’affatto. E non lo faccio per diversi motivi: perché, in primis, de gustibus non est disputandum; perché diamine, se pensassi che quanto ho scritto non possa che piacere a chiunque, ovvero che chi lo criticasse non potrebbe che avere torto assoluto, sarei un autore miserrimo, e destinato al fallimento letterario rapido e totale; perché ogni critica, quando non ottusa ed espressa solo per denigrare, è preziosa quanto un buon consiglio, e perché ribattere colpo su colpo come stessi rozzamente duellando con l’autore della recensione mi pare una sostanziale mancanza di rispetto verso le sue opinioni, le quali invece comunque accetto e tengo in considerazione, appunto.
D’altro canto la recensione negativa de Il Diario della Fenice è l’unica al momento ricevuta, e quanto essa critica viene invece elogiato da altre recensioni: vedasi (e leggasi) ad esempio Francesco Paglione su Shvoong, oppure quanto scritto su Reading at Tiffany’sde gustibus, appunto! Eppoi sono perfettamente consapevole del fatto che lo stile che ho “creato” per Cercasi… e per il precedente La mia ragazza quasi perfetta, così insolito, particolare e al di fuori di buona parte dei metri comuni di giudizio letterario attuali, possa essere esaltato e fatto proprio dal lettore tanto quanto criticato e, se così posso dire, incompreso. E’ giusto così, ci mancherebbe, e così accade sempre per ogni cosa che appaia diversa e si piazzi fuori dagli schemi, come – io spero – siano i miei libri, gli ultimi soprattutto.
Insomma, massì! Meno male che il “curriculum” del romanzo può annoverare anche una recensione negativa… Se ne avessi ricevuto solamente di positive, sinceramente mi sarebbe sorto qualche dubbio – quanto meno sulla generale sincerità di alcuni degli autori di esse! L’univocità assoluta è sempre sospetta: mi ricorda, ad esempio, certo meschina piaggeria riservata a politici o figuri affini!
Dunque ringrazio di cuore Il Diario della Fenice, per aver accettato di avere a che fare con Cercasi la mia ragazza disperatamente, per avervi dedicato tempo e spazio sul blog, e per aver espresso con (credo e spero) indubitabile sincerità il loro parere sul mio romanzo. Mi auguro si ricrederanno con la mia prossima opera edita, qualsiasi essa sia!
Per chi invece vuole dare credito a tutte le altre lusinghiere recensioni sul romanzo, clicchi sul libro qui sopra e conoscerà ogni cosa sullo stesso!