È ora di dire BASTA con lo sci estivo

Così oggi, 20 luglio 2022, il comprensorio per lo sci estivo del Passo dello Stelvio deve chiudere impianti e piste: troppo caldo, niente neve sul ghiacciaio, ruscelli d’acqua in superficie, crepacci ormai aperti lungo i tracciati di discesa: vedete un articolo che ne dà notizia, lì sopra, tratto da “Il Dolomiti” (cliccateci sopra per leggerlo). Sui social, ove questa e le notizie similari rimbalzano, quasi tutti commentano: «era ora!»

«Sospensione temporanea […] Speriamo che le prime perturbazioni possano migliorare la situazione» invece dicono i responsabili degli impianti dello Stelvio.
“Migliorare la situazione”? Di ghiacciai ovunque ridotti in uno stato drammatico e deprimente? Ma veramente c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di andare lassù a “divertirsi”?

Piuttosto, non sarebbe finalmente il caso di considerare chiusa, a tempo indeterminato, l’epoca dello sci estivo?

Non tanto e non solo per una questione ambientale e ecologica ma – dal mio punto di vista innanzi tuttoper una questione di decenza, di rispetto verso la montagna e verso i ghiacciai, adoperandosi di contro non per cercare di riaprire gli impianti quanto prima ma per mitigare il più possibile l’agonia del ghiacciaio, elemento di regolazione climatica e serbatoio di acqua potabile la cui importanza, inutile dirlo, è ormai fondamentale per tutti.

Posta la realtà che stiamo vivendo e il futuro che probabilmente ci aspetta, pensare ancora di poter e voler andare a sciare lassù è, a mio parere, un vero e proprio atto di arroganza e prepotenza. Gli agonisti se ne faranno una ragione: prepareranno la stagione invernale in altri modi; i turisti se ne devono fare un dovere, una manifestazione di senso civico, di educazione ambientale, di amore vero per le montagne.

Se poi le condizioni cambieranno e tornerà un clima che consentirà di sciare in piena estate senza che ciò appaia come una sorta di violenza ambientale, ne saremo tutti felici. Ma ora bisogna dire basta con lo sci estivo. Basta.

(Nelle due foto, i ghiacciai dello Stelvio e di Cervinia/Zermatt il giorno 20 luglio 2022.)

Il paradossale sci estivo

Intanto, sui ghiacciai dove ancora si pratica lo sci estivo, per coprire di neve le piste (e nascondere la presenza di crepacci altrimenti inesorabile) al fine di poter continuare a tenere aperti gli impianti, la si preleva dalle zone del ghiacciaio non utilizzate come tracciati di discesa (vedi sopra). Così si diminuisce lo spessore della neve residua, che si esaurisce prima, che lascia scoperto il ghiaccio vivo, che privato di tale indispensabile protezione nivale fonde ancor più rapidamente.

Ecco. Per dire a quale livello di paradosso siamo arrivati: in pratica, per tentare di mantenersi in vita, lo sci estivo si suicida più velocemente. Come un malato grave che dovrebbe stare a riposo per salvaguardare la propria salute e invece fa di tutto per peggiorarla fino alle estreme conseguenze.

E’ normale tutto ciò? Be’, lo è, nell’ottica dei gestori dei comprensori sciistici: lo si faceva anche in passato, ma fino a qualche anno fa il clima, le temperature e la quantità di neve residua sulle superfici glaciali alpine erano ben altra cosa. Oggi è ancora normale continuare in pratiche del genere? È ancora una cosa lecita? Magari sì, è necessario, magari no e bisogna fare come altrove (vedi sotto) rinunciando – gioco forza, sia chiaro – allo sci estivo. Fate voi.

N.B.: entrambe le immagini sono dell’altro ieri, 6 luglio, ricavate dalle livecam delle due località in questione. Cliccateci sopra per ingrandirle.