Ah, l’amore, l’amore… L’amore?!?

…Okay, ma cos’è poi l’amore?… Concetto dal quale poi si deriva quell’attributo così agognato e sfruttato? Voglio dire: se io accuso Sandro di essere puzzolente ma egli non conosce – o non riconosce – lo stesso concetto di “puzza” in base al quale io lo accuso dell’aggettivo derivato, come può lui dirsi e riconoscersi effettivamente tale?
Posto ciò… Cos’è l’amore? Cosa significa “amare”?
Beh, ad esempio il prigioniero condannato a morte su una nave di pirati lo sapeva bene cosa volesse dire amare! “A mare”!, urlava bieco il capitano, sancendone la sorte finale e spingendolo sull’asse a sbalzo dal ponte con la sua spadaccia… Inequivocabile, un senso del genere, dacché inequivocabilmente lasciava chi ne subiva l’effetto amareggiato! E non lascia così anche l’amore, assai spesso? In fondo, solo un cambio di vocale c’è di mezzo, per il quale si più follemente amoreggiare oggi, e domani rimanere follemente amareggiati, tanto da uscire di senno per aver perso l’amore, appunto… Ah, quanto può essere amaro l’amore!
Già, ma forse la regola del “cambio di vocale” potrebbe effettivamente valere: in fondo, se l’amore può essere accostato a una cosa, questa potrebbe essere un umore… Uno stato d’animo, una condizione di spirito del tutto propria, personale, cioè individuale… Infatti, rovinato un amore, rovinato l’umore! E il cuore non è più protagonista di tutto quanto, ma subalterno: non detta lui il ritmo, ma un ritmo è già nell’amore: vocale-consonante-vocale-consonante-vocale… Beh, un ritmo etimologicamente perfetto, la migliore (o la più suggestiva) armonia mai verbalmente generata tra vocali e consonanti! Dunque, sotto un altro punto di vista, comunque non un fine ma un mezzo: godere d’un buon amore per godere d’un buon umore
E allora, tutti quelli che si dicono “innamorati”? E se fossero solo degli ingenui che camminano sul tremolante asse a sbalzo del ponte della nave dei pirati, convinti invece di starsene sul più fermo e sicuro piano? Così, basta un tremolio, un colpetto di vento, una piccola vocale variata… Splash! L’amore si fa amaro come l’umore, e da innamorati si diventa in-ammarati! E vai a dirglielo poi al pescecane, che già ti brama leccandosi i denti, che tu no, accidenti! Tu l’amavi, eri innamorato, non hai nemmeno capito come diavolo sei finito lì! Ma lui niente, fa pinne da mercante, apre bene bene le sue fauci… E tu cosa fai? Ne resti amareggiato, appunto!

Brano tratto da Cercasi la mia ragazza disperatamente, l’ultimo romanzo di Luca Rota – che sarei io, per inciso, eh!
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E ovviamente mi auguro che ve ne innamorerete, e non che ne rimarrete amareggiati!

“Cercasi la mia ragazza disperatamente”: basta leggerlo!

Come si può sapere con certezza se un libro che vi trovate davanti o che vi viene proposto è effettivamente un GRANDE libro?
Semplice: basta leggerlo!
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Insomma, non vi resta che leggerlo!
(P.S.: King Kong è rimasto del tutto soddisfatto dal romanzo. Pare abbia dichiarato: “Finalmente un libro degno della mia grandezza – e che non disintegro ogni volta che cerco di girar le pagine!”)

La recensione di “La mia ragazza quasi perfetta” sul web magazine SiamoDonne


A due anni dall’uscita, ancora se ne parla! Una lusinghiera recensione di La mia ragazza quasi perfetta è stata pubblicata sul web magazine SiamoDonne per mano (e penna, anzi, tastiera) di Sara Rota, che ringrazio di cuore.
SiamoDonne è un magazine online publicato da Daniele Mendini Editore, nato nel 2009 più per passione che con un’intento specifico. L’idea era quella di creare un luogo dove le donne potessero partecipare in prima persona (come autrici o come lettrici) e potessero navigare in un sito ideato per loro e per i loro interessi. Un luogo piacevole, tranquillo e senza troppe pretese. Con fatica e con costanza il magazine ha preso una forma sempre più definita e sta diventando un vero e proprio punto di riferimento per i numerosi utenti (che comprendono anche molti uomini, a dispetto del nome).
In ogni caso, La mia ragazza quasi perfetta si conferma una lettura molto gradita dal pubblico femminile, nonostante il protagonista del romanzo sia un uomo con sguardo sul mondo da uomo, e ciò certamente non può che farmi molto piacere.
Cliccate sulla citazione tratta dalla recensione oppure sul logo di SiamoDonne per accedere al web magazine e leggere la recensione completa, oppure cliccate sul libro per conoscerne ogni dettaglio, per sapere come e dove acquistarlo, per leggere la rassegna stampa completa e tutte le recensioni pubblicate…
Insomma: buona lettura!

“Cercasi la mia ragazza disperatamente”: un libro come pochi, che tutti vogliono leggere!


Sì, è lui, è proprio lui, mentre durante una lezione all’Istituto di Fisica dell’Università di Berlino spiega quanto la lettura di Cercasi la mia ragazza disperatamente abbia fatto bene alle sue capacità cognitive scientifiche.
Dunque? Non vorrete voi essere da meno di lui, vero?
E allora cliccate sull’immagine qui accanto per sapere tutto quanto di utile su Cercasi la mia ragazza disperatamente e su come accaparrarvene una copia, cartacea o ebook. E’ una lettura che non può che farvi un gran bene!

“Questo è il punto”, di Francesca Serafini: un libro che non dovrebbe esistere – e invece esiste, fortunatamente!

Si può imparare a usare la punteggiatura divertendosi come quando si guarda un film? La risposta è sì, se a spiegarci come e dove mettere il punto e la virgola ci pensa una sceneggiatrice con un passato da linguista. Ecco che allora, tra una divagazione narrativa e l’altra, il grande narratore russo Isaak Babel’ si trova catapultato nello stesso universo di Perry Cox – il medico scorbutico e irresistibilmente comico della serie televisiva Scrubs creata da Bill Lawrence – per aiutarci a capire come va usato quell’insieme astruso di segnetti che costituisce la punteggiatura.
Francesca Serafini usa tutto questo e molto altro (attingendo gli esempi a un serbatoio variegato di materiali: dalla grande letteratura al videogioco, dai social network alla linguistica scientifica) per dimostrare come, per imparare a usare punti e virgole, bisogna superare la vecchia concezione secondo cui la punteggiatura serve a riprodurre nello scritto le pause della respirazione nel parlato. I segni interpuntivi sono infatti, prima di tutto, un prezioso strumento sintattico che, usato consapevolmente, rende chiara la scrittura ed efficace la comunicazione. Nella guida pratica contenuta nel libro, a ogni segno corrispondono regole ed eccezioni d’autore, in una successione di consigli utili a chiunque scriva per mestiere, per passione o semplicemente per comunicare, in un’epoca in cui – tra Facebook, Twitter, e-mail e sms – la scrittura, a dispetto della sua complessità, conosce un’espansione sorprendente.

La punteggiatura, questa sconosciuta! Quante volte vi sarà capitato di leggere testi scritti da persone pur dotate di un livello di istruzione elevato, e trovarvi nel bel mezzo di una sommossa di virgole, punti, due punti, trattini, parentesi e altri segni di interpunzione in fuga da qualsiasi buona logica linguistica? A me parecchie volte, eppure ben pochi essere umani parlanti e scriventi qualsivoglia lingua credo possano dirsi al riparo da piccole o grandi scivolate e/o inciampi su punteggiature fuori posto… Sapete che una semplicissima virgola può addirittura salvare (virtualmente) delle vite? Ad esempio, se riportate per iscritto l’espressione della volontà di andare a pranzo/cena a vostra nonna: “vado a mangiare, nonna!”, e non “vado a mangiare nonna!” come verrebbe da scrivere riportando pari pari quanto verbalmente detto… Come dimostra Francesca Serafini, la questione primaria sta proprio nel superare la concezione che la punteggiatura serve a riprodurre nello scritto le pause della respirazione nel parlato (cito dalla presentazione del volume sopra riportata); ma, diamine, fosse solo questo il problema! C’è forse di mezzo ben di più, fors’anche la sopravvivenza stessa della lingua per come l’abbiamo conosciuta, imparata e usata fino ad oggi, di fronte alla possibilità d’un caos linguistico irrefrenabile e irrecuperabile che qualcuno traveste di “libertà espressiva” quando invece si tratta, appunto, di soffocamento della nostra capacità d’intendimento verbale reciproca.
Per ciò Questo è il punto – Istruzioni per l’uso della punteggiatura, libro che sarebbe utopisticamente bello non veder pubblicato, è una lettura assai preziosa che tutti dovremmo fare, e che per fortuna Francesca Serafini ci da’ la possibilità di affrontare.

Francesca Serafini, Questo è il punto – Istruzioni per l’uso della punteggiatura. Editori Laterza, 2012, collana I Robinson/Letture, ISBN 9788842099420. Edizione cartacea € 15,00. Edizione ebook € 9,49.

N.B.: nel rileggere e correggere la bozza di questo post, ho cambiato posto a una virgola ed eliminato un’altra. Ecco.