Stanlio & Ollio, Gianni e Pinotto, Trump & Biden

[Foto di Grégory ROOSE e di heblo da Pixabay.]
Joe Biden, candidato democratico alla presidenza degli USA nelle imminenti elezioni, è inconsistente, ha il carisma di un vecchio scarpone consunto e ispira fiducia nelle sue capacità politiche come ne ispirerebbe un istruttore di nuoto che si presenti ai suoi allievi indossando un salvagente. Per questo bisogna riconoscere una grande dote al presidente repubblicano in carica e suo sfidante, Donald Trump: quella di saper valorizzare certi personaggi come nessun altro. Infatti, in confronto a lui e ai suoi quattro anni di presidenza, persino uno come Biden appare come un valente politico e potenziale grande presidente.

Pensate un po’ come è messa oggi l’America, la più grande “superpotenza” del pianeta! C’è proprio da stare “allegri”, già.

 

Chi ha perso, tra Trump e Biden

Mi sono rivisto – o meglio riascoltato, mentre facevo altre cose a casa – il primo confronto tra i due candidati alla Presidenza degli Stati Uniti d’America. Molto semplicemente, ne ho tratto un’impressione nitida e inequivocabile: la questione non è stabilire chi abbia “vinto” tra i due, ma è confermare che, al di là dei due, c’è un sicuro perdente: gli Stati Uniti d’America. Già.

E mi sembra che il futuro politico immaginato per l’America da Margaret Atwood nel suo celebre romanzo Il racconto dell’ancella si stia sempre più avvicinando, di questo passo, e che risulti assolutamente logico e coerente alla storia americana degli ultimi tempi. Con gran demerito dell’America stessa e con buona pace del “sogno americano”, ormai sepolto sotto una montagna di immondizia – per non dire di peggio.

Ansia, ansia, ansia!

Comunque, gentili signore e illustri signori, in tutta sincerità vi dico una cosa: c’è in circolazione troppa gente ansiosa. E aumenta sempre più: e più ce n’è, più è ansiosa, più produce altra ansia in se stessa e tutt’intorno, e tutto questa condizione così ansiogena finisce per produrre dei danni ugualmente sempre più intensi e rapidamente irreparabili. Anche perché l’ansia è pure una conseguenza della diminuzione o della mancanza di razionalità. Di una testa pensante, insomma.

È un grosso problema, questo, e basta guardarsi intorno per capire perché lo sia. Ovvero per capire, o quanto meno ricavare elementi utili a comprendere certe situazioni – e molti fatti – che la realtà quotidiana presenta o delle quali abbiamo notizia dai media.

Troppi, troppi ansiosi, sul serio. È come essere dentro un bicchiere di cristallo che vibra, vibra, vibra e viene fatto vibrare sempre più, finché la sua struttura non regge e il bicchiere si frantuma in mille pezzi.

Ecco. Tenetene ben conto, soprattutto se a leggere questo articoletto vi sentite sorgere dentro una certa ansia.