Approfittando della calma apparente dei passati giorni festivi e/o pseudo tali, ho finalmente visto (e non potevo certo evitare di farlo, prima o poi) Un mondo a parte, film uscito a marzo 2024 con Antonio Albanese e Virginia Raffaele, con regia di Riccardo Milani, che racconta la montagna italiana – quella appenninica nello specifico ma nella sostanza tutte le terre alte nostrane, le cui criticità sono simili ovunque – e certi suoi problemi con raro approfondimento narrativo e tematico pur mantenendo una chiave di lettura affine alla commedia.
Voi lo avete visto? Che ne pensate?

Il film è bello: come dicevo, ha il pregio di raccontare temi sicuramente poco d’appeal rispetto ad altri eppure, in un paese come l’Italia, fatto per la gran parte di montagne, fondamentali. Ma sovente banalizzati e quasi sempre sottovalutati, purtroppo: Un mondo a parte li racconta mantenendo un’ironia di fondo – a volte più amara, a volte meno – forse favoleggiandone troppo certi aspetti ma d’altro canto con una chiarezza e un coinvolgimento assolutamente apprezzabili. Non manca qualche stereotipo o apparente banalità ma che in fondo è comprensibile, dentro la forma narrativa scelta dal regista, e non apparirà affatto tale a chi dei temi trattati non abbia troppa competenza e invece manifesti interesse sincero. La percezione dell’anima montana del luogo che ne scaturisce – un’anima locale, come detto, ma in fondo simile a quella di tante altre montagne italiane – e che lo spettatore può cogliere è semplificata (ribadisco: non è una colpa del film, per certi aspetti è un pregio) ma efficace e funzionale a portare al grande pubblico temi che, appunto, o non verrebbe nemmeno toccati, o solo superficialmente oppure tramite saggi profondi e fondamentali ma (purtroppo) ben poco pop.
Visione (se già non avvenuta) consigliabilissima a tutti ma, soprattutto, a chi di montagna ne sa qualcosa perché la vive o la frequenta con assiduità. A patto che poi abbia voglia di dirmi che ne pensa!
Buon pomeriggio. Il film l’ho visto e mi è piaciuto molto. Una rappresentazione fedele di quanto sia difficile e al tempo stesso meraviglioso vivere nell’isolamento delle montagne e poter godere del cambiamento delle stagioni. Vivere in montagna è una scelta di vita , coraggiosa e non facile, che implica necessariamente dei sacrifici e l’accettazione di una serie di innumerevoli svantaggi (soprattutto se si ha famiglia). Altrimenti non si spiegherebbe perché , nel tempo , le popolazioni abbiano abbandonato quei luoghi. Difficilmente si sente parlare di località di mare che subiscono lo spopolamento. Ognuno deve pesare i pro e i contro e decidere a quanto benessere/comodità si è disposti a rinunciare in cambio di pace e serenità (ardua decisione). Inutile dire quanto siano bravi i protagonisti. Saluti e grazie
G Cappelletti
Grazie, non l’ho visto, rimedierò