INTERVALLO – Las Vegas (Nevada, USA), “Time Changes Everything”

(Photo credit: Justkids, https://www.justkidsofficial.com/)

Una citazione poetica sulla facciata di un edificio che in base alla luce solare compare, si “muove” e poi scompare al calar del buio. È l’installazione letteraria Times changes everything dello street artist indiano DAKU, realizzata nell’ambito dell’annuale festival “Life is Beautiful” curato da JustKids a Las Vegas. Autore di altre installazioni artistiche di matrice letteraria e poetica, DAKU ha posizionato sulla facciata dell’edificio, che ospita (non a caso, ovvio) un negozio di libri, le lettere sporgenti che canalizzano la luce solare e proiettano ombre per formare il testo della citazione.

Una creazione poetica e parecchio suggestiva, insomma. E una bella idea promozionale, per giunta: chissà che altre librerie non la riproducano, con citazioni proprie del luogo in cui si trovano ovvero altrettanto letterariamente significative!

N.B.: di nuovo, lo spunto per questo post viene dal blog – sempre super interessante! – dell’artista Barbara Picci (che, pur indirettamente, ringrazio di cuore), nel quale troverete numerose immagini dell’installazione di DAKU a Las Vegas e di altre sue opere. Barbara über alles!

4 pensieri su “INTERVALLO – Las Vegas (Nevada, USA), “Time Changes Everything””

    1. Ciao Barbara! 🙂
      Guarda, di questo passo dammi pure il tuo IBAN che mi toccherà pagarti!
      Comunque grazie di cuore a te, il tuo blog è veramente una miniera di ispirazioni inesauribile sull’art world, e d’altro canto credo rispecchi pienamente l’energia della sua proprietaria!
      Anzi, facciamo così… vediamo se pure il tuo libro lo è, così ispirante! 😉

      1. Eheh i miei libri sono un vecchio discorso giovanile, è passato un po’ di tempo ormai… In realtà mi sarebbe piaciuto riprendere con la scrittura ma sto aspettando che torni il flusso. Di certo oggi scriverei molto diversamente, però non rinnego il passato, mi son divertita assai scrivendo!!! Forse è proprio questo che manca oggi: il divertimento nello scrivere, e so anche da cosa è causato, cioè da una perdita di fiducia nel lettore. O addirittura nell’essere umano. Credo di poter essere biasimata visto il livello medio di ciò che leggo sui social… è in corso una forte banalizzazione dell’esistenza a cui io mi rifiuto di partecipare. Quando mi prese la vena scribacchina, invece, i social erano nati da poco e mi affacciavo in questo nuovo mondo piena di entusiasmo, avevo da comunicare, condividere… Oggi mi rimane l’arte, sia mia che degli altri… non ti so dire esattamente il perché ma l’arte mi fa sentire al sicuro, la scrittura no… forse perché l’arte ti consente maggior distacco mentre la scrittura ti mette a nudo. E io non credo tutti meritino che io lo faccia…

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