Se l’informazione è nelle mani di sempre più “non giornalisti”…

Molto ingenuamente – lo ammetto – ma pure con sempre meno frenabile stizza, resto basito nel constatare quotidianamente quanto l’informazione italiana stia degenerando nella più melmosa e analfabetizzante cretinaggine. Ultimo (d’una lunghissima serie) esempio lampante, a fronte della tremenda tragedia del cavalcavia crollato sull’autostrada A14 e dei morti che vi sono stati: la corsa ad accaparrarsi i “miracolati” di turno, gente che era in transito su quel tratto autostradale e si è ritrovata a poca distanza – di spazio e di tempo – dal tragico evento. Vince chi trova il “miracolato” meno distante da esso: 50 metri, 100, 200… Purtroppo a qualche giornalista è andata male, ne ha trovata solo a mezzo chilometro di distanza ma, accidenti, bisogna partecipare al teatrino, no? Dunque, “miracolati” pure quelli. Beh, e allora, gli automobilisti che si trovavano sulla A14 ma tipo a Rimini o a Canosa? In fondo l’autostrada è sempre quella! Dunque, perché non “miracolati” pure loro? Eh?

È realmente sconcertante, ribadisco, constatare come l’informazione e il giornalismo, oggi, vengano costantemente ridotta a una sorta di ridicola farsa dove vince chi la spara più grossa, più sensazionale, più “toccante” (nel senso maggiormente superficiale del termine), chi usi più luoghi comuni, più vocaboli fuori contesto ma “intriganti”, chi tralasci il più possibile di informare per recitare invece una parte farsesca e giullaresca cianciando sproloqui indegni persino d’una bettola di quart’ordine… Un tempo l’informazione era anche alfabetizzazione culturale del pubblico – e lo sarebbe tutt’ora e sempre, quale proprio fine naturale; oggi, nell’era del dilagante analfabetismo funzionale, i primi analfabeti/analfabetizzatori sono diventati i giornalisti. O quelli che si fanno definire tali, ormai senza alcuna reale giustificazione.

Beh, cari non giornalisti: volete fare della buona informazione? Coltivate delle verdure bio.
Come dite? Ma in questo modo non farete informazione? Appunto! La buona, autentica informazione ne gioverà sicuramente, così come la consapevolezza della realtà e la cultura diffusa.

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2 pensieri su “Se l’informazione è nelle mani di sempre più “non giornalisti”…”

  1. Luca, mi trovo d’accordo con la tua analisi. E’ sempre peggio: si è partiti da un fastidioso pressapochismo per spostarsi su un terreno ancora peggiore. Quello del sensazionalismo, a discapito persino del “dovere di cronaca”. Il manico del coltello, per usare una metafora, dovrebbe averlo in mano chi legge, dando credibilità solo a chi la merita. Purtroppo ciò non avviene. Tutto questo è ben pericoloso. Ciao, Pina

    1. Ciao, Pina! 🙂
      Hai ragione, tuttavia il manico del coltello è nelle mani di chi legge, anche se forse con poca consapevolezza di ciò… infatti i lettori dei quotidiani cartacei stanno diminuendo sempre più, mentre le versioni on line sono sempre meno servizi di informazione e più una sorta di blog sensazionalisti e gossipari, che con questa sfrenata caccia ai “mi piace” si stanno dando la mazzata (finale?) sui piedi da soli. Anche loro inconsapevolmente, a quanto si direbbe.
      Grazie, Pina! 😉

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