…E ci può essere qualcosa di peggio per certa (“grande”) editoria contemporanea dello scopiazzarsi spudoratamente le copertine a vicenda, dimostrando di non avere nemmeno la volontà di sbattersi (lavorando, mica altro!) per cercarne qualcuna originale?
Beh, ad esempio si può formalmente dimostrare di non sapere il nome dei propri autori editi:
È Amos Oz, per la cronaca, non AmoZ Oz.
Ovviamente, se ora cercate il libro nel sito dell’editore o nei canali di vendita on line, non lo trovate più – guarda un po’ che strano, eh?! Peccato (per loro) che, come ormai sanno tutti, nel bene e nel male, sul web resta traccia di ogni cosa – qui, ad esempio…
P.S.: in questo caso grazie a Francesca Casùla, grande animatrice culturale e co-fondatrice di Liberos.