Piccola lezione di giornalismo (che nessuno segue più)

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Ecco. Già quasi un secolo fa ci si poneva la questione di come si dovesse informare sugli accadimenti in maniera corretta ovvero priva di qualsivoglia speculazione d’alcun genere. E che chi debba informare – scrivendone, o in altro modo – si chiamasse allora Hemingway o si chiami oggi Pinco Pallino non cambia assolutamente i termini della questione – anzi, in qualche modo ne acuisce il valore.

Purtroppo, nel frattempo, non è cambiato il senso della professione (e dell’etica) giornalistica, semmai – semplicemente e drammaticamente – quel senso è stato gettato al vento dalle stesse redazioni dei media e dai loro responsabili, i quali hanno deciso ormai da parecchio tempo a questa parte – almeno dalle nostre – che di giornalisti veri non c’è più bisogno, certamente non per i titoloni delle prime pagine o per i primi servizi in onda nei TG. Quei pochi rimasti appaiono sempre più come esemplari (indifesi e perseguitati) d’una razza in via di prossima estinzione. I tempi ai quali fa riferimento l’immagine in testa all’articolo sono ben più lontani culturalmente che cronologicamente, insomma.

I risultati di queste nuove “strategie redazionali” le abbiamo tutti sotto gli occhi, giorno dopo giorno. In questa nostra era contemporanea (o postmoderna, se preferite) di paradossi e ribaltamenti d’ogni genere, anche i media fanno la loro bella parte, trasformandosi da educatori alla verità e alla conoscenza in sostenitori – quando non sorgenti primarie – della disinformazione e dell’analfabetismo funzionale. Ma è una parte della quale dovranno rispondere, prima o poi.

3 pensieri riguardo “Piccola lezione di giornalismo (che nessuno segue più)”

  1. Buongiorno Luca, interessante post. Non sapevo del manuale “antiretorica” e dell’articolo di Hemingway , altri tempi, altra storia, altro rispetto. 65Luna

    1. Buonasera*, Luna!
      Dici bene: altro rispetto, che poi a mio parere significa anche altra cultura. Il che la dice lunga circa quanto noi, invece, ne abbiamo persa…
      Grazie come sempre di cuore! 😉

      *: ovvio che a(lla) Luna non si può che dire sempre “buonasera”, non certo “buongiorno”! 😀 😉

      1. …non a caso amo la notte! Un abbraccio,65Luna
        p.s. Cultura? Avrei voluto fare dell’ironia ma preferisco evitare sul blog, se vuoi ne parliamo per mail.

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