E se invece si facesse scoppiare una rivolta dei libri?

Già, piuttosto che di forconi o altro del genere e di così “fumoso”, se non bieco… In fondo, buona parte dei malanni che stanno uccidendo l’Italia nascono in primis da un grave problema culturale. Ignoranza, insomma, in senso generale e soprattutto nel senso di ignorare la realtà, dalla quale deriva la mancanza di consapevolezza e senso civici, il menefreghismo imperante, l’abulia sociale, la spiccata tendenza ad assoggettarsi a qualsiasi potere (o pseudo-tale) che accontenti i propri egoismi… Tutte cose sulle quali prospera e s’ingrassa chi vuole dominare, da sempre e ovunque: il popolo ignorante è ben più semplice da governare che quello consapevole, informato, acculturato – qualità che ne sottintendono un’altra ancor più fondamentale: libero.
Una rivolta dei libri, una rivoluzione culturale che spazzi via ogni cosa che offende l’intelligenza, l’onestà, l’etica e il buon senso comune: e non pensate che, da questo punto di vista, la prima cosa ad essere spazzata via sarebbe proprio la miserabile casta politica che l’Italia si ritrova?

In effetti, dice bene Doctor Who, il personaggio della nota serie TV della BBC prodotta e sceneggiata da Russell T. Davies…:

You want weapons? We’re in a library. Books are the best weapon in the world. This room’s the greatest arsenal we could have. Arm yourself!

(Volete armi? Andate in una biblioteca. I libri sono l’arma migliore nel mondo. Questo luogo è il più grande arsenale che potremmo avere. Armatevi!)

Booksareweapons

9 pensieri su “E se invece si facesse scoppiare una rivolta dei libri?”

    1. Infatti! Ma ci pensi?! Contrapporre alle parole vuote e inutili dei politici le parole piene di senso e di cultura dei più grandi letterati, degli scienziati, dei pensatori, degli intellettuali di pregio, traendole dalle loro opere… scendere nelle piazze e bloccarle ma non commettendo atti di violenza, semmai leggendo libri seduti sull’asfalto, sui selciati, sui marciapiedi… “imprigionare” i politici dentro i loro palazzi del potere bloccando le uscite con muri di libri… 🙂

    1. Pure io, anche solo per il fatto – molto semplice e banale eppure realistico, a mio parere – che 10 persone che leggono libri (ovvero che hanno “cultura”, in senso lato) hanno più sale in zucca di 1.000.000 che non li leggono! 😉

  1. Tra regionalismi, elitarismi, rimasticature di fenomeni culturali della dominante cultura statunitense, la letteratura italiana non sa bene dove andare. Come potrebbero ribellarsi i nostri libri, se anche loro sono figli del sistema e della sottocultura in cui ci dibattiamo? Vogliamo proporre qualcosa di nuovo, facendolo nascere dalle nostre ceneri italiane e mitteleuropee? Bene. Ma troveremo imprenditori in grado di comprendere la forza rivoluzionaria e costruttiva di una tale operazione? Come ho sempre sostenuto, il problema di fondo del nostro paese è una classe dirigente e imprenditoriale inadeguata e timorosa, a sua volta non incoraggiata nel suo agire da una classe politica ottusa.

    1. La tua osservazione è ottima, Guido, e concordo col tuo pensiero al 100%. E tuttavia, forse utopisticamente, credo che nello stato in cui siamo solo dalla cultura può venire un vero cambiamento, ben più che dalla politica e da qualsiasi altra classe dirigente nostrana, anzi: come sostieni anche tu, forse solo una autentica rivoluzione culturale, che in quanto tale abbia alla base la cultura, appunto, possa sovvertire il sistema di potere che ci sta soffocando – e il quale, guarda caso, soffoca per prima la cultura.
      Ti chiedo: essendo il tuo commento molto interessante e illuminante, lo posso utilizzare – aggiungendo le mie riflessione qui sopra – per un ulteriore post sull’argomento?
      Grazie di cuore!

      1. Grazie ancora. Sono a mia volta felice di ricevere contributi così interessanti e dunque di echeggiarli, qui o altrove, sperando che ad altri risultino ugualmente utili.
        Ciao!

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