Arto Paasilinna, “I Veleni della Dolce Linnea”

Il “solito” Paasilinna, verrebbe da scrivere, concludendo qui la recensione in modo peraltro piuttosto significativo… Ma l’aggettivo solito spesso si veste di una accezione piuttosto negativa, indicando qualcosa che resta sempre uguale a sé stesso, dunque che facilmente induce monotonia, se non noia… Ma Arto Paasilinna, il più noto e probabilmente il più emblematico esponente della letteratura nordeuropea contemporanea, il termine “noia” l’ha da tempo espulso dal proprio universo letterario, e lo dimostra bene anche in questa personale ennesima lettura di un suo romanzo, I Veleni della Dolce Linnea, al solito edito da Iperborea (con traduzione di Helinä Kangas e Antonio Maiorca e postfazione di Goffredo Fofi): è la storia di una dolce e arzilla vecchietta che vorrebbe vivere in tutta tranquillità nella sua casetta di campagna gli ultimi anni di vita, ma che si ritrova perseguitata da tre sbandati guidati da un nipote nullafacente e lestofante, i quali ogni mese le sottraggono la pensione e le devastano casa…

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Hallgrímur Helgason, “Toxic”

Paradiso e inferno: due miti il cui senso siamo abituati ad applicare a tante cose, tra le più varie e disparate. Ad esempio, un certo luogo può sembrare ad alcuni un paradiso, per via della bellezza naturale o perché vi ci si trovi particolarmente bene o vi si abbia fatto fortuna, ma ad altri potrebbe viceversa sembrare un inferno, perché in esso si sentono spaesati, estranei, e ci si trovano male.
Prendiamo l’Islanda, ad esempio: luogo che peraltro raffigura visivamente benissimo entrambi i miti suddetti, per avere una bellezza naturale da eden in Terra dovuta però a vulcani, campi di lava, geyser e quant’altro d’aspetto piuttosto “infernale… Ecco, l’Islanda, un posto lontano da tutto e da tutti, la cui cultura sotto molti aspetti si crogiola in tale isolamento: natura meravigliosa, appunto, stile di vita impeccabile, niente crimine, città a misura d’uomo e molto altro di – in base al comune punto di vista occidentale – “paradisiaco”. Ma lo può essere, un paradiso, anche per un croato naturalizzato americano residente a New York e in fuga da mezza polizia USA per aver combinato un pasticcio parecchio grave?
In fondo, basandosi sulla dicotomia paradiso/inferno si può anche tranquillamente disquisire su Toxic, ultimo romanzo edito in Italia dell’autore islandese Hallgrímur Helgason (da ISBN, con la traduzione di Silvia Cosimini)…

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Ufo, Elvis, Marilyn, e “Cercasi la mia ragazza disperatamente” (l’ultimo romanzo di Luca Rota, su carta e ebook!)


Dunque… Leggete un po’ qua sotto:
1) Gli extraterrestri esistono, e sono già qui tra noi.
2) Ieri al supermercato vicino casa c’erano Elvis Presley e Marilyn Monroe che facevano la spesa insieme.
3) Cercasi la mia ragazza disperatamente è uno dei libri più belli e divertenti del XXI° secolo.

Bene. Almeno una delle affermazioni qui sopra elencate potrebbe non essere del tutto vera.
Tuttavia, se verificare ciò per le prime due non sembra una cosa molto facile e immediata, per la terza è invece del tutto semplice e rapido: basta leggersi il libro! E, diamine, non credete che una così impegnativa affermazione come la terza suddetta necessiti proprio d’una utile (e, mi auguro, pure piacevole) verifica?

Cliccate sul libro qui sopra o sull’ebook qua sotto per conoscere ogni buona e utile informazione su Cercasi la mia ragazza disperatamente (dove acquistarlo, come, articoli, recensioni, segnalazioni e quant’altro…), oppure visita la pagina di Facebook dedicata al libro! E buona… Verifica!

Chuck Palahniuk, “Soffocare”

Soffocare, di Chuck Palahniuk (traduzione di Matteo Colombo): storia particolare di un tizio – tale Victor Mancini – assolutamente medio se non che soffre di sessodipendenza, ha una madre hippie ora vecchia e pazza chiusa in un istituto, un amico, Danny, squinternato e mezzo folle anch’egli, un lavoro piuttosto umiliante… Storia dai toni ironici in superficie, surreale spesso e volentieri, tuttavia dal clima cupo, quasi antropologicamente catastrofico per come Palahniuk narra delle vite e delle vicende dei suoi personaggi, icone “normali” di una società d’intorno in massima parte non certo migliore, dunque in fondo drammatica nel suo nucleo narrativo, e con un finale abbastanza tragico ancorché venato di umorismo – il tutto tra flashback verso l’infanzia e l’adolescenza con la madre “sballata” che entra ed esce di prigione così come dalla vita di Victor, tra la sua confusione mentale ed esistenziale (odia la madre ma vorrebbe salvarla, si arrabbia col mondo e lo combatte pensando di compiere azioni che Gesù Cristo, paradigma della bontà/normalità umana, non farebbe mai ma poi addirittura comincia a credere di essere la sua reincarnazione)…

Leggete la recensione completa di Soffocare cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie…

“La mia ragazza quasi perfetta” sul quotidiano web gonews.it

Forse io non lo rimarco (colpevolmente) molto spesso, quando disquisisco sul mio ultimo romanzo, ma se esiste Cercasi la mia ragazza disperatamente è perchè esiste La mia ragazza quasi perfetta, il romanzo “predecessore”!
Difatti, a quasi due anni dall’uscita, viene ancora segnalato e recensito: questa volta sul quotidiano web gonews.it, grazie a un bell’articolo a cura di Sara Nonni, che ringrazio di tutto cuore per l’attenzione verso il libro e per le belle parole spese.
Cliccate sulla citazione in testa al post per leggere l’articolo completo nel sito di gonews.it, oppure cliccate sulla copertina qui accanto per sapere tutto quanto su La mia ragazza quasi perfetta (e QUI per il suo successore, Cercasi la mia ragazza disperatamente!)
Buone letture!