Chuck Palahniuk, “Soffocare”

Soffocare, di Chuck Palahniuk (traduzione di Matteo Colombo): storia particolare di un tizio – tale Victor Mancini – assolutamente medio se non che soffre di sessodipendenza, ha una madre hippie ora vecchia e pazza chiusa in un istituto, un amico, Danny, squinternato e mezzo folle anch’egli, un lavoro piuttosto umiliante… Storia dai toni ironici in superficie, surreale spesso e volentieri, tuttavia dal clima cupo, quasi antropologicamente catastrofico per come Palahniuk narra delle vite e delle vicende dei suoi personaggi, icone “normali” di una società d’intorno in massima parte non certo migliore, dunque in fondo drammatica nel suo nucleo narrativo, e con un finale abbastanza tragico ancorché venato di umorismo – il tutto tra flashback verso l’infanzia e l’adolescenza con la madre “sballata” che entra ed esce di prigione così come dalla vita di Victor, tra la sua confusione mentale ed esistenziale (odia la madre ma vorrebbe salvarla, si arrabbia col mondo e lo combatte pensando di compiere azioni che Gesù Cristo, paradigma della bontà/normalità umana, non farebbe mai ma poi addirittura comincia a credere di essere la sua reincarnazione)…

Leggete la recensione completa di Soffocare cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie…

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