“Cercasi la mia ragazza disperatamente” a Cuggiono, sabato 23 (alle 17.30, soprattutto!) e domenica 24!

Sabato 23 Giugno, ore 17.30: Cercasi la mia ragazza disperatamente a Cuggiono, nell’ambito del Festival Letterario Pagine al Sole!
Accorrete numerosi! Date anche voi una mano a Tizio Tratanti, per cercare la sua ragazza quasi perfetta: è disperato (appunto), poveraccio!
E ricordate, per chiunque vorrà partecipare, Cercasi la mia ragazza disperatamente è e sarà un ausilio assolutamente fondamentale: vi indicherà cosa cercare, dove e come, vi farà conoscere meglio Tizio Tratanti e la sua bizzarra storia… E vi aiuterà in molte altre cose: ad esempio a non farvi tentare dalle consorelle del Monastero di Santa Rellina, a non farvi pungere da un calaBBrone, ferire da uno scUOiattolo o a non ubriacarvi insieme a un coccoBrillo, oppure a non farvi abbindolare dal Grande Mago Epitaffio e dalle sue pillole di saggezza… Non solo: vi aiuterà anche a cercare – e trovare – qualcosa di molto importante anche per voi…
Cliccate sull’immagine qui a fianco per saperne di più del libro, oppure sul volantino qui sopra per visitare il sito web di Pagine al Sole 2012.
Insomma, venite a Cuggiono! Sabato 23, alle ore 17.30 soprattutto ma anche dopo, e pure domenica 24! E non dimenticate: chi cercasi, trovasi!

Sabato 23 Giugno, ore 17.30: “Cercasi la mia ragazza disperatamente” la trovate a PAGINE AL SOLE, la fiera dell’editoria indipendente di Cuggiono!

Cercasi, cercasi… Ma chi cercasi, trovasi! Infatti a Cuggiono, sabato 23 e domenica 24 Giugno prossimi, troverete me il il mio ultimo romanzo Cercasi la mia ragazza disperatamente presso lo stand di Senso Inverso Edizioni nell’ambito di Pagine al Sole 2012, la fiera dell’editoria indipendente organizzata nell’ambito della nota e sempre affollata Festa del Solstizio d’estate, giunta alla XXI edizione.
E non è tutto! Ci troverete (lo scrivente e il libro) non solo come mera presenza allo stand, ma anche in modo ancora più coinvolgente: sabato 23, alle ore 17.30, con la presenza di Francesco Dell’Olio, direttore editoriale di Senso Inverso, presenterò Cercasi la mia ragazza disperatamente! E lo farò in un modo del tutto particolare… Venite ad ascoltarmi, e vedrete!
Organizzata dall’Ecoistituto della Valle del Ticino, in collaborazione con La Memoria del Mondo Libreria Editrice, la rassegna Pagine al Sole vede protagonisti oltre 30 editori indipendenti, provenienti da tutta Italia, che esporranno i loro cataloghi al pubblico e, tramite reading e presentazione, potranno far conoscere, direttamente dalla voce dei loro autori, oltre 40 opere, in un programma fittissimo di due giorni. Per il sottoscritto e Senso Inverso sarà un’ottima occasione per capire la risposta del pubblico anche nelle piccole realtà locali, oltre che nei più abituali grandi eventi letterari.
Cliccando sull’immagine qui sopra potrere visitare il sito web ufficiale di Pagine al Sole, nel quale potete trovare il programma definitivo dei due giorni di rassegna, l’elenco degli espositori e ogni utile informazione per la visita. In ogni caso, segnatevi l’appuntamento!: ci vediamo sabato (e poi anche domenica) a Cuggiono!

“Geomantica”: Dacia Manto a Corbetta dal 16/06 al 15/07/12, by Galleria Brera1

Nella pratica artistica di Dacia Manto il disegno è l’elemento naturale di un’azione che riflette sul momento generativo dell’atto artistico: un laboratorio aperto, un cantiere mutevole, un rifugio precario, uno spazio intimo e un luogo libero del divenire. Un gesto critico, potenzialmente sovversivo, da cui prendono origine e forza anche le installazioni, i video e le sculture dell’artista. (…)
In tutti i suoi lavori Dacia Manto dona vita ad una realtà al limite dell’artificiale, frutto di uno studio approfondito sulla natura esternamente percepita, ma intimamente esperita. Si può parlare di una ecologia del segno e del disegno, non solo nel senso del soggetto, ma anche per la scelta dell’artista di utilizzare e reinterpretare materiali semplici, poveri e immediati: la carta, la grafite, reperti o altri materiali scovati in natura.
Il disegno è spesso il tentativo di rappresentare, mappare, misurare lo spazio, in tutti i casi il modo di pensare e costruire un luogo libero, aperto, mutevole, di radicale autonomia. Costruire un luogo, infine, è anche fare scultura. Geomantica è una sorta di tana che prende forma lentamente sotto gli occhi dello spettatore. Una scultura in perenne trasformazione, in cui i dettagli, sempre mutevoli, fioriscono sulla superficie come muschi o licheni.

(Dal sito web della Paolo Maria Deanesi Gallery, Rovereto. www.paolomariadeanesi.it)

Galleria Brera1, Corbetta, presenta: Dacia Manto, Geomantica. Sala delle Colonne, Palazzo Comunale di Corbetta, Milano.
Inaugurazione sabato 16 giugno 2012, ore 18.00. La mostra resterà aperta dal 16 Giugno al 15 Luglio 2012.
Cliccate sull’immagine dell’opera per visitare il sito web della Galleria Brera1 e conoscere ogni informazione utile sulla mostra, o scrivete a info@galleriabrera1.com
Dacia Manto sul web: www.daciamanto.it

La piccola/grande magia del MagA di Gallarate

No, tranquilli, niente fattucchieri, ciarlatani, sensitivi cialtroni o che altro… E anche quella A nel titolo del post non è un errore, perché in effetti di una bella magia voglio qui disquisire, realizzata non da un magO o da una magA, ma dal MAGA, il Museo d’Arte di Gallarate, che per la prima volta ho visitato qualche giorno fa.
Un museo d’arte moderna e contemporanea “di provincia”, di una cittadina che certamente può essere ancora considerata parte del grande hinterland di Milano (pur essendo lì già in provincia di Varese) e influenzato da esso, eppure di sicuro piuttosto discosta dal “giro” artistico milanese: una “normale” cittadina come tante altre, con la sede museale un poco adombrata dai soliti, anonimi palazzoni residenziali che rischiano di sminuirne l’architettura invece pregevole, ben integrante la parte nuova con quella ricavata dal riuscito recupero di alcuni edifici industriali di inizio secolo scorso… Insomma, un luogo d’arte che certamente non gode della rinomanza di altri musei “di città” e che per visitare il quale ci devi andare un po’ per forza, eppure il MAGA offre ai suoi visitatori una piccola/grande magia, appunto: una collezione permanente succinta ma significativa, che copre bene il Novecento (con opere considerevoli soprattutto degli anni ‘50/’70) e l’inizio del nuovo secolo con lavori (nemmeno così secondari, in tanti casi) di grandi nomi dell’arte, soprattutto italiani e soprattutto provenienti dall’archivio del Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate, oltre che dal mecenatismo di alcuni industriali locali. Inoltre, una bella area dedicata a mostre temporanee, sovente di carattere “alternativo” e sperimentale, un simpatico bar, un piccolo bookshop… E, last but non least, la dimostrazione evidente di come si possano creare preziosi scrigni di arte di valore assoluto assai elevato pure fuori dalle grandi città, ovvero senza le spalle coperte dai potentati politici ed economici: un qualcosa che a mio parere ogni cittadina di una certa importanza dovrebbe e potrebbe fare, aprendo piccoli musei magari dedicati soprattutto alla produzione degli artisti locali (che non mancano dovunque, inutile dirlo) e assumendo così il ruolo fondamentale di volano per la cultura e la creatività dei dintorni, oltre che di laboratorio per lo sviluppo e il sostegno pratico delle pulsioni artistiche autoctone.
Certo, in Italia vi sono politici decerebrati che sostengono pubblicamente, a parole o con (non) fatti, che la cultura non dia da mangiare (il che sarebbe come se un emiro in Arabia affermasse che il petrolio non rende ricchi… Ogni commento è superfluo, certo più che qualche ottima imprecazione e altro di conseguente!), e il risultato, io credo, sono anche i 12/13 visitatori presenti al MAGA nel mentre che vi ero anch’io (ho contato “a memoria”, nel caso avrò sbagliato di un paio di unità, non di più). Ma forse sono solo un gran polemico pessimista…
Cliccate sulle immagini per visitare il sito web del MAGA e conoscerne ogni cosa. E visitatelo, poi! In fondo, da Milano ci arrivate in nemmeno mezz’ora di autostrada e, una volta dentro, converrete con me che sarete di fronte a una piccola/grande magia artistica.

Brand New Gallery, Milano: “Changing states of matter” / Cristina Lei Rodriguez “Recover”, dal 31/05 al 28/07

La collettiva Changing states of matter è una mostra pensata per svelare i processi della creazione artistica, che si svolgono attraverso una “produzione ipotetica” del reale, portata al limite estremo dell’esperienza sensoriale. Attraverso la frammentazione del lavoro iniziale, questo gruppo di artisti indaga la materia per rivelarne nuove forme e sembianze, dando vita a mondi misteriosi ottenuti sovvertendo le tecniche artistiche tradizionali. Ognuno degli artisti inclusi in questa group show sceglie il mezzo espressivo in base alla propria esperienza della materia tangibile e dell’intimità della memoria. La materia diviene quindi metafora delle strutture sociali e delle realtà che ci circondano, e la sua aggressione diviene pratica utile ad esplorare il rapporto con l’alterità ed il reciproco scambio che costantemente avviene tra le persone e gli oggetti.
Sebbene alcune delle opere proposte in questa mostra possono sembrare, nei termini canonici della storia dell’arte, molto tradizionali, la differenza è apportata dalla sovversione dei luoghi comuni ereditati e connessi con il genere. Esse svelano una tensione evidente tra il pensiero ed il processo costitutivo, che consente di concepire una nuova modalità scultorea offrendo una visione caleidoscopica di spazi indefiniti.

Le forme scultoree elaborate da Cristina Lei Rodriguez sono conglomerati astratti provenienti da un’era post atomica, di cui narrano le vicende di decadenza e rovina. Sebbene i processi naturali di crescita e declino siano stati una tematica che ha ispirato gran parte del suo lavoro, recentemente l’artista ha deviato lo sguardo lontano dalla natura, per rivolgerlo verso costruzioni culturali di incertezza ed instabilità. Nei suoi ultimi lavori, la materia è sagomata con sensibilità critica nei confronti della voracità bulimica e del glamour impenitente che accompagnano il capitalismo contemporaneo, dell’accumulazione della ricchezza che va di pari passo con la minaccia di un collasso sistemico totale.
Per realizzare le sue sculture, Cristina Lei Rodriguez adotta una sorta di ready-made ottenuto impiegando una molteplicità di materiali come plastica, resine, reti metalliche, gesso, vernice e detriti, modellati attraverso un’estetica gestuale di distruzione e decomposizione, grazie a cui essi si schiacciano, si accartocciano, si ritorcono su se stessi o sporgono grevemente verso l’esterno, colando una folta pittura materica sui piedistalli da cui si elevano.

Giovedì 31 Maggio Brand New Gallery, una delle gallerie più cool* di Milano, inaugura due nuove mostre: in galleria 1 la collettiva Changing states of matter, con opere di Aaron Angell, Bianca Beck, Lynda Benglis, Steve Bishop, Kadar Brock, Matthew Chambers, Folkert de Jong, Nicolas Deshayes, Sam Falls, Ryan Foerster, Antonia Gurkovska, Gabriel Hartley, Jessica Jackson Hutchins, Mai Thu Perret, Rona Pondick, Ry Rocklen, Analia Saban, Ivan Seal, Molly Zuckerman-Hartung.
In galleria 2 Recover, prima mostra personale in Italia dell’americana Cristina Lei Rodriguez.
Cliccate sulle immagini per visitare le pagine nel sito web di Brand New Gallery dedicate alle due mostre.

*: lo so, lo so. “Cool” è diventato uno degli anglicismi più usati qui da noi spesso con assoluta banalità e inutilità, e quasi sempre perché fa’ figo usarlo. Ma credo che, per Brand New Gallery, l’accezione resti ben salda in un ambito virtuoso, anche per come la galleria milanese sappia andare oltre la mera opera di esposizione d’arte contemporanea per diventare un centro di promozione della cultura, e un supporto pratico per chi di “buona” cultura ne abbia da offrire.
Ecco. Visitatela, e capirete cosa intendo.