È superficialità o negazionismo, signor Ministro?

“Open on line”, 4 luglio:

«Dai dati che abbiamo, rispetto agli anni precedenti non stiamo notando un’aumentata mortalità» per il caldo estremo che sta interessando l’Italia. A dirlo è il ministro della Salute Orazio Schillaci, ospite a “Unomattina” su Rai 1. «Avremo dei dati più certi a partire dai prossimi giorni, però per il momento la situazione è sotto controllo», aggiunge.

“Open on line”, 9 luglio:

Secondo uno studio condotto da un gruppo di scienziati dell’Imperial College di Londra e della London School of Hygiene & Tropical Medicine, che ha analizzato i dati relativi a dodici città europee colpite dalla recente ondata di calore, la crisi climatica si può considerare responsabile di circa 1.500 decessi durante l’ultima ondata di calore che ha interessato l’Europa, il che significa che l’aumento delle temperature terrestri ha triplicato il bilancio delle vittime, superando (e di molto) altri recenti disastri come le alluvioni di Valencia del 2024 (224 morti) e le inondazioni nel Nord Europa del 2021 (243 morti). La città dove sono stati registrati più morti in eccesso per via del cambiamento climatico è Milano con 317 decessi, che salgono a 499 se si considerano anche quelli legati semplicemente al caldo. Seguono Barcellona (286 morti per il clima, 340 totali), Parigi (235 per il clima, 373 totali), Londra (171 per il clima, 263 totali), Roma (164 per il clima, 282 totali) []

Ecco.

Come disse Oscar Wilde, «A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio». Ed è ancor più un peccato nel caso in cui chi non taccia detenga un considerevole prestigio accademico e professionale, che boutade del genere (ingenue o meditate che siano) inevitabilmente sporcano, nonché, e soprattutto, sia una figura istituzionale: il ministro di uno stato, addirittura.

In fondo, la “regola” di Wilde vale per tutti, forse soprattutto per chi ritiene, o pretende, di non esserne soggetto e parimenti pretenda di disquisire su temi importanti e per certi versi tragici. Già.

Una cartolina dal Monte Washington

Se vi domandassero quali potrebbero essere i luoghi sulla Terra con il clima più estremo, probabilmente rispondereste come chiunque citando qualche remota zona della Siberia, dell’Artico o del Polo Sud. Invece no, non c’è bisogno di “andare” in luoghi tanto sperduti: basta recarsi su una montagna di modesta altitudine lontana meno di 100 miglia da alcune rinomate spiagge oceaniche e posta ad una latitudine più o meno simile a quella di Milano. Cioè, è sufficiente salire sul monte Washington, vetta massima delle White Mountains nello stato del New Hampshire (USA), a soli 400 km a nord di New York, alta solo 1917 m e all’apparenza più simile a una collinona che a una montagna vera e propria eppure, come detto, dotata di uno dei climi più estremi e, per molti versi, straordinari al mondo.

Detiene infatti il record mondiale per la velocità del vento più alta non associata a tornado o ciclone tropicale, ben 231 miglia orarie pari a 372 km/h (!) misurata il 12 aprile 1934, mentre il minimo record ufficiale della temperatura sulla vetta è di -50° F / -46° C, registrata il 22 gennaio 1885. Il 16 gennaio 2004, l’osservatorio meteorologico presente sulla vetta ha registrato una temperatura di -43,6° F / -42,0° C insieme a venti di 87,5 mph / 140,8 km/h: ne è risultato un valore di temperatura percepita di -102,59° F, ovvero -74,77°C!

Un clima così estremo è determinato dalla posizione geografica del monte Washington, che per diverse migliaia di km a occidente non presenta rilievi montuosi della stessa altezza così che le correnti atmosferiche circolanti sopra il continente nordamericano, provenienti dall’area dell’Oceano Pacifico, dopo aver aggirato a sud le Montagne Rocciose corrono liberamente per le grandi pianure occidentali per poi confluire e transitare in gran parte proprio sulla sommità del monte, letteralmente in balìa degli agenti atmosferici più imponenti che lo rendono, in pratica, un “pezzo di Antartide” nel bel mezzo dell’emisfero boreale.

D’altro canto il monte Washington è famoso anche per la sua Mount Washington Cog Railway, la prima ferrovia a cremagliera del mondo, autentico capolavoro ingegneristico inaugurato nel 1868 e ancora operativo coi propri secolari convogli a vapore lungo un tracciato con pendenze massime del 37%, che ne fanno pure la seconda più ripida al mondo dopo quella del monte Pilatus in Svizzera (datata 1889). Tuttavia, se decidete di andarci, è meglio che verifichiate le condizioni meteo previste in loco!