Daniele Benati, Paolo Nori, “Baltica 9. Guida ai misteri d’Oriente”

baltica9_copOk, dovete partire per un viaggio. Verso paesi e città non propriamente turistici – ovvero, non state andando nel classico villaggio dove tutto quanto è uguale a ciò che trovate nel resto dell’anno sotto casa… Un viaggio vero, autonomo, a contatto con la gente del posto, la sua cultura e i suoi costumi. Ok, dunque vi serve una buona guida, una di quelle che vi dia tutte, ma proprio tutte, le informazioni necessarie al viaggio stesso, e alla permanenza nei luoghi in cui andrete: precisa, dettagliata, affidabile, senza divagazioni su temi e argomenti poco consoni al suddetto viaggio. Una guida che vi dia sicurezza fin dal titolo, ecco.
Ok. Posto ciò, diciamo che a un testo del genere che s’intitoli come una bevanda alcolica parecchio forte, e che peraltro nel paese in cui dovreste andare in certi casi non è così ben vista, quella bevanda alcolica, non è il caso di affidarsi. Peccato, però, perché se invece vi si affidate, leggereste le migliori informazioni (o, diciamo, le meno ordinarie) per uno dei viaggi più particolari che potreste fare… Mica chissà dove – restiamo comunque nella vecchia Europa – d’altro canto non è la distanza, l’esotismo della meta o la bizzarria dei luoghi visitati a decretare che un Viaggio sia di quelli con la V maiuscola, autentico, genuino, esperienziale. Bastano poche migliaia di chilometri, magari ancora meno: il vero viaggio è dentro i veri viaggiatori, altri li potresti mandare al Polo Sud ma si comporterebbero sempre come in ufficio o nel centro commerciale vicino casa…
Baltica 9. Guida ai misteri d’Oriente (Laterza, 2008, collana “Contromano”) è la “roadmap” di due degli scrittori italiani più particolari in circolazione, Daniele Benati e Paolo Nori, che dalla (dalle) loro esperienza (esperienze) lassù dove l’Europa Occidentale tocca in modo non del tutto soave l’Est, ricavano un vero e proprio taccuino a due mani sul quale appuntano di tutto, da buoni consigli di viaggio a considerazioni campare per aria, da cronache di avventure non sempre finite bene a indicazioni pratiche su come non finire invischiati nelle labirintiche (nella logica) frontiere oltre l’Austria…

Benati-Nori-photoLeggete la recensione completa di Baltica 9. Guida ai misteri d’Oriente cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

“I libri han questo di bello, che non muoiono mai.” (Daniele Benati e Paolo Nori dixit)

libro-scadenza

I libri si considerano troppo spesso come una semplice merce di consumo ma certi libri hanno fatto una fatica boia per stare al mondo finendo magari nel dimenticatoio per decenni dove però non sono mai morti del tutto perché certi libri hanno questo di bello, che non muoiono mai.

(Daniele Benati, Paolo Nori, Baltica 9. Guida ai misteri d’Oriente (Laterza, 2008, collana “Contromano”, pag.79)

A volte mi ritrovo con qualcuno a parlare di qualche mia opera edita anni fa, e io ovviamente ne parlo come se l’avessi scritta ieri (anche se, in verità, la riscriverei dall’inizio alla fine – ma questo potrebbe valere pure per il testo che state leggendo), di contro molti tendono a osservarmi «Ah, ok, ma è un libro vecchio. Quali sono quelli più nuovi?» come se, appunto, i libri fossero cose dotate di una data di scadenza – eccezion fatta per i grandi classici. E io, puntualmente, nel rispondere in pratica sostengo quanto anche Benati e Nori sostengono: un buon libro (non che i miei siano tali, non sarò certo io a dirlo, qui dico in generale) è sempre vivo come il primo giorno in cui è stato pubblicato, e non avrà mai, e ribadisco mai, scadenza. Perché non hanno mai scadenza le belle parole, le storie intelligenti e coinvolgenti, le idee da esse generate, la visione del mondo e della realtà che ci rivelano. Che magari, in quel libro finito dopo pochi mesi – o settimane! – negli scatoloni dei resi per colpa del sempre più forsennato e suicida ritmo di uscita dei nuovi titoli imposto dai grossi gruppi editoriali (i quali poi non ci pensano due volte a sbattere nell’angolo più buio e sporco del magazzino il libro di un autore non ancora celebre per far spazio all’ennesima boiata in carta e inchiostro sulle ricette della tizia che chissà perché scrive libri di ricette visto che non ha nessuna qualifica professionale sul tema, o sulla vita di questa o quell’altra soubrette inevitabilmente intrisa di “rivelazioni piccanti”) – dicevo, in quel libro del nuovo autore dimenticato tra la polvere c’è l’opera letteraria più rivoluzionaria mai scritta. Ma non lo sapremo mai.

D’altronde, ugualmente non sanno, quei grossi gruppi editoriali e distributivi che così hanno corrotto e mercificato il mercato editoriale nostrano, che pure la loro data di scadenza è ormai stata superata, da un pezzo e soltanto per loro colpa.

P.S.: e a breve, la recensione del libro da cui è tratta la citazione.