“I libri han questo di bello, che non muoiono mai.” (Daniele Benati e Paolo Nori dixit)

libro-scadenza

I libri si considerano troppo spesso come una semplice merce di consumo ma certi libri hanno fatto una fatica boia per stare al mondo finendo magari nel dimenticatoio per decenni dove però non sono mai morti del tutto perché certi libri hanno questo di bello, che non muoiono mai.

(Daniele Benati, Paolo Nori, Baltica 9. Guida ai misteri d’Oriente (Laterza, 2008, collana “Contromano”, pag.79)

A volte mi ritrovo con qualcuno a parlare di qualche mia opera edita anni fa, e io ovviamente ne parlo come se l’avessi scritta ieri (anche se, in verità, la riscriverei dall’inizio alla fine – ma questo potrebbe valere pure per il testo che state leggendo), di contro molti tendono a osservarmi «Ah, ok, ma è un libro vecchio. Quali sono quelli più nuovi?» come se, appunto, i libri fossero cose dotate di una data di scadenza – eccezion fatta per i grandi classici. E io, puntualmente, nel rispondere in pratica sostengo quanto anche Benati e Nori sostengono: un buon libro (non che i miei siano tali, non sarò certo io a dirlo, qui dico in generale) è sempre vivo come il primo giorno in cui è stato pubblicato, e non avrà mai, e ribadisco mai, scadenza. Perché non hanno mai scadenza le belle parole, le storie intelligenti e coinvolgenti, le idee da esse generate, la visione del mondo e della realtà che ci rivelano. Che magari, in quel libro finito dopo pochi mesi – o settimane! – negli scatoloni dei resi per colpa del sempre più forsennato e suicida ritmo di uscita dei nuovi titoli imposto dai grossi gruppi editoriali (i quali poi non ci pensano due volte a sbattere nell’angolo più buio e sporco del magazzino il libro di un autore non ancora celebre per far spazio all’ennesima boiata in carta e inchiostro sulle ricette della tizia che chissà perché scrive libri di ricette visto che non ha nessuna qualifica professionale sul tema, o sulla vita di questa o quell’altra soubrette inevitabilmente intrisa di “rivelazioni piccanti”) – dicevo, in quel libro del nuovo autore dimenticato tra la polvere c’è l’opera letteraria più rivoluzionaria mai scritta. Ma non lo sapremo mai.

D’altronde, ugualmente non sanno, quei grossi gruppi editoriali e distributivi che così hanno corrotto e mercificato il mercato editoriale nostrano, che pure la loro data di scadenza è ormai stata superata, da un pezzo e soltanto per loro colpa.

P.S.: e a breve, la recensione del libro da cui è tratta la citazione.

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