“Back to School”: M-City alla Traffic Gallery, Bergamo, dal 09/03 al 03/05/12

M-City ha un approccio matematico allo stencil attraverso la sua rappresentazione di città e di futuristici edifici senza che ciò ponga limiti alla propria immaginazione, il che lo rende uno degli artisti più talentuosi della sua generazione. L’outdoor painter polacco ha già dipinto molti murales enormi durante il suoo viaggi: dirigibili, locomotive, battelli a ruota, tutto potente come fosse uscito da un film di Fritz Lang.
Le sue tele sono ugualmente potenti, e non vediamo l’ora di vedere la sua prossima mostra in Italia.

(Pénélope Rivière per GraffitiArtMagazine # 14, p.126)

Traffic Gallery presenta Back to School – a solo show by MARIUSZ WARAS aka M-City.
L’artista polacco presenterà dodici nuove tele di medio-grande formato e due sculture in 3D tratta dalle sue famigerate figure in assonometria isometrica rappresentanti una nave che affonda (posta su pavimento) e dei salvagenti (posti su muro).
Apertura: venerdì 9 Marzo 2012, ore 19.00-21.30. La mostra durerà fino al 3 Maggio 2012.
Clicca sull’immagine per avere ogni utile informazione sulla mostra, oppure QUI per visitare il sito web di Traffic Gallery.

BUK 2012, Modena: grazie a tutti!

Un grazie di cuore a tutti quelli (e sono stati tantissimi) che ieri sono passati a trovare il sottoscritto e Senso Inverso Edizioni presso lo stand del BUK, a Modena! A chi ha acquistato i libri, a chi ha chiacchierato amabilmente con me, a chi s’è mostrato interessato e anche a chi ha concesso solo un singolo istante del suo tempo di visita al festival il quale peraltro, anche quest’anno, ha stabilito il nuovo primato di affluenza, con ben 25.000 visitatori in due giorni.
E grazie anche a RCI Radio per il collegamento in diretta dal BUK durante Rattatà, il nuovo programma domenicale a cura di Nightjay.
Insomma, è stato tutto molto bello. Ecco.

Galleria Elleni, Bergamo: arte a regola d’arte

La Galleria Elleni, attiva con ben tre spazi a Bergamo, è stata fondata da Uber Calori nel 1972 il quale ne è tuttora supervisore dell’attività, ed è diretta dai figli Cristiano e Massimiliano dal 1998.
L’attività della galleria si è caratterizzata per aver organizzato numerose mostre personali dei maggiori esponenti dell’arte europea della seconda metà del Novecento: tra le varie esibizioni ricordiamo: Enrico Castellani nel 1987, Piero Dorazio 1989 e 1994, Toti Scialoja 1989 e 1994, Georges Mathieu 1990 e 2004, Daniel Spoerri 1990 e 2004, Nam Jun Paik e Angelo Savelli 1991, Sebastian Matta 1993, Fabio Mauri 1995, Gianni Bertini 1991 e 2005, Nobuyoschi Araki nel 2004, Aldo Tagliaferro nel 2006, Rodolfo Arico’ nel 2007.
Tutte le mostre curate dalla galleria sono caratterizzate da proprie edizioni in collaborazione con importanti critici e storici dell’arte.

A volte trattare l’arte, e farlo nel migliore e più nobile modo possibile, è a sua volta una pratica “artistica”. Quanto meno perché, per farlo bene, tutto deve essere possibilmente fatto a regola d’arte… Ed Elleni credo proprio che sappia farlo.
Cliccate sull’immagine per visitare il sito web della galleria, e conoscere la sua attività di promozione artistica.

Domenica 04/03, BUK di Modena, stand 32 di Senso Inverso Edizioni: ci si vede lì, ok?

Sabato 3 Marzo: si apre il sipario sull’edizione 2012 di BUK, il Festival della Piccola e Media Editoria di Modena!
Domenica 4 sarò presente anch’io, con l’ultimo romanzo Cercasi la mia ragazza disperatamente, allo stand nr.32 di Senso Inverso Edizioni. Passate a trovarmi: potremo fare quattro chiacchiere insieme, potrete acquistare i libri di Senso Inverso a prezzi assolutamente speciali, troverete quasi certamente qualcosa da bere (di solito non manca mai, il tutto a cura dell’editore!) e molte altre amene sorprese, con il contorno di una delle migliori fiere editoriali italiane!
Cliccate sull’immagine per conoscere tutto quanto di utile su Cercasi la mia ragazza disperatamente, eppoi visitate il sito web ufficiale di BUK, nel quale troverete tutte le informazioni necessarie alla visita.
Allora, ci si vede domenica a Modena, ok?

Ecco perchè, se il mondo non fosse sferico bensì ovale, forse ci si vivrebbe meglio…

L’altra sera accendo per errore la TV e resto allibito. Oohmamma, ma il calcio esiste ancora? Accidenti… Voglio dire, in una società che si proclama civile, emancipata, evoluta, credevo proprio che… Insomma, con tutta l’inciviltà e la bassezza tipica dell’ambiente, la violenza sugli spalti, le follie finanziarie delle squadre, gli scandali, le partite truccate e tutto il resto, pensavo – dovrei forse dire speravo – l’avessero abolito, o almeno ripulito da tutte le sue sconcezze e dai personaggi eccezionalmente idioti che lo frequentano! E ovvio, non ce l’ho con il calcio in sé, con lo sport in quanto tale, ma con tutto il marciume che gli si è costruito dentro e intorno, e che l’ha reso una delle zone più oscure e sporche della società contemporanea…

Eppoi, quasi contemporaneamente, mi ritrovo a leggere un articolo che parla di tutt’altro sport, nel quale basta prendere una palla e renderla ovale per far che ci si ritrovi come su un altro lontanissimo pianeta…:
(…) Nel rugby sono regole imprescindibili il rispetto per l’avversario, la solidarietà di gruppo, il ridimensionamento dell’individualismo a favore di una visione collettivistica del gioco, l’educazione alla pazienza, l’educazione al rispetto delle regole e soprattutto dell’arbitro, l’educazione alla fatica, al sudore, alla dovuta considerazione per il lavoro proprio e degli altri, la fiducia nei propri mezzi che non deve mai sfociare in spocchia. Ora, se pensiamo al triste periodo storico che ci è toccato in sorte, nel quale il successo arride a pupazzi senza arte né parte, a squallidi individui che hanno diffuso la peste del disimpegno, della scorciatoia, del risultato senza fatica, una disciplina che in totale controtendenza predica la dedizione, l’elogio del sacrificio, il rispetto per l’altro, la riuscita collettiva contrapposta al successo individuale, è un tonico massaggio cerebrale e un balsamo rigenerante per i cuori avviliti dei tanti che non hanno voluto piegarsi alla logica perversa della società dello spettacolo (indegno). Per non parlare di un concetto del tutto sconosciuto ai più, oggi, quale è quello del rispetto delle regole e soprattutto di chi quelle regole è tenuto a far adempiere. Su un campo di rugby non si vedrà mai un giocatore inveire contro l’arbitro o contestarne le decisioni, anche quando quelle decisioni sono dubbie o quantomeno non condivise. La buona fede dell’arbitro e la sua imparzialità, nel rugby sono fuori discussione. (…)
Non v’è dubbio che gli altri sport, in primis il calcio, sono più in linea con l’attuale posizione politico/governativa e quindi con il conseguente comportamento di un intero popolo: indifferenza nei confronti delle leggi, per aggirare le quali ogni mezzo o mezzuccio è buono, critica feroce verso chi impone il rispetto della legalità (i giudici nella vita della nazione, l’arbitro nel gioco).

L’articolo in questione si intitola moooolto significativamente Il rugby e l’arte della manutenzione delle società civili, è firmato da Giuseppe Ciarallo ed è uscito sul n.24, Ottobre/Novembre 2011, della bella rivista Paginauno, bimestrale di analisi e di critica letteraria, culturale, politica, artistica e molto altro, e tutto stando per bene “fuori dal coro” dei tanti(ssimi) media proni ai sistemi di potere che regolano la nostra società di oggi – quegli stessi che hanno corrotto e rovinato lo sport del calcio, e poi l’hanno imposto come “modello sociale” a noi tutti, con i deleteri effetti ben visibili.
Leggetelo, l’articolo, cliccando qui o sull’immagine sopra inserita nel brano citato: è assai illuminante. E cliccando sulla copertina a fianco potrete anche conoscere Paginauno: è da poco uscito il nr.26, Febbraio/Marzo 2012, e credo vi potrete trovare spesso interessanti spunti di riflessione sul nostro tempo presente.