L’ex ministro Tremonti mangia i libri?

Che abbia detto «con la cultura non si mangia» o «la cultura non si mangia» (frase comunque stolta, a prescindere), l’ex ministro italiano Giulio Tremonti ha pubblicato un altro libro. Sì, perché ne ha pubblicati altri da quando proferì quella frase – almeno quattro. Libri che, peraltro, sono gli oggetti culturali per antonomasia, gli strumenti fondamentali per la diffusione della cultura – è pure inutile evidenziarlo. I quali, se non ci si può nutrire né metabolicamente né metaforicamente, e se si è pienamente consapevoli del loro valore culturale, non dovrebbero nemmeno essere scritti e poi pubblicati, o no?

Dunque, nel principio, o l’ex ministro è un ipocrita oppure è proprio come quella sua frase.

Ergo, sarà pure un buon libro ricco di spunti interessanti, non lo metto certo in dubbio, ma si merita che nessuno lo acquisti. A meno che qualche allotriofago non voglia farne un (per lui) gustoso spuntino, ecco.

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6 pensieri su “L’ex ministro Tremonti mangia i libri?”

    1. Ma sarà poi vero, Emma? O pure questa è mera propaganda?
      Io credo sia così, almeno finché non ci saranno dati ufficiali sulle copie effettivamente vendute, non su quelle “tirate” (come sovente accade).
      😉

      1. Vorrei tanto che fosse come dici tu. Ma fatti un giro su Amazon. Ho letto anche le recensioni. Quelle sì che possono essere fake, tant’è che quella spiritosa e negativa ha ricevuto il doppio dei like (anche il mio).

      2. Sì, ma non devi dimenticare che in Italia si va in classifica con poche centinaia di copie vendute, tanto più su quella di Amazon che è “privata” e riferita solo alle loro vendite. Ti cito quanto scrive Il Post al riguardo:

        Questo non significa che il libro stia vendendo migliaia di copie, sia chiaro: per quanto la classifica generale di Amazon non sia suscettibile di grandi movimenti con pochissime copie come accade invece con le sotto-categorie tematiche, i criteri con cui Amazon compila le sue classifiche non sono noti e sono tarati su una mole di venduto contenuta, per cui possono bastare decine o poche centinaia di ordini avvenuti in un lasso molto limitato di tempo per far entrare un libro in classifica, anche in posizioni rilevanti.

        😉 🙂

      3. In effetti, Emma, potrebbero pure essere copie acquistate dai sodali della casa editrice in questione, con una partita di giro contabile. Ovvero copie acquistate da chi le vende, che dunque vengono registrare come “vendute” dai contatori di Amazon ma poi tornano alla casa editrice, come fossero resi – che nessun contatore conteggia, appunto. Non sarebbe la prima volta che ciò accade, peraltro: è una delle tante “furbate” con cui le case editrici cercano di pompare le vendite dei loro libri.

      4. Grazie, questo mi rincuora.
        Ho fatto una rapida ricerca su internet e infatti non risulta in classifica da nessuna parte. Su Amazon sarà stato acquistato a manetta dai suoi balilla 🙂

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