Senza umanità la vita è violenza (Charlie Chaplin dixit)

La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà. La scienza ci ha trasformato in cinici, l’avidità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità. Più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità, la vita è violenza e tutto è perduto.

(Charlie Chaplin alias “il Barbiere Ebreo” ne Il Grande Dittatore, 1940.)

Mi viene da aggiungere: più che un futuro, ci serve un presente, costruito su ciò che il passato insegna e in grado a sua volta di fare da solida fondamenta per un buon futuro. Un presente vero, non un’eterna sospensione come quella che viviamo, nella quale ci illudiamo di saperci “protendere” verso il futuro (solo immaginandolo, senza costruirlo concretamente) senza più bisogno del passato (dimenticando del tutto la storia, anzi) ma in realtà ci stiamo solo arrotando attorno a noi stessi e alle nostre ipocrisie: il carburante perfetto per perderci nella più barbara violenza – quella che già Chaplin denunciava nei tempi bui in cui uscì la sua celeberrima opera filmica. E se oggi abbiamo più luce di allora, vediamo di non lasciarla spegnere di nuovo, come se non peggio di allora.

3 pensieri riguardo “Senza umanità la vita è violenza (Charlie Chaplin dixit)”

  1. come scrivi bene! hai descritto l’appassire del presente, quella fiammella che diventa sempre più flebile. Nè presente né futuro, dimenticando gli insegnamenti del passato

    1. Grazie, Orso Bianco!
      In molti casi i vegetali devono appassire per rinascere più forti di prima: mi auguro possa accadere anche per il nostro mondo – ce lo dobbiamo augurare tutti, inevitabilmente.

      P.S.: come vanno i preparativi? Per il letargo, intendo… 😉

      1. me lo auguro anch’io anche se dubito un pelino che la tua profezia funzioni.
        Per il letargo? Ingrasso per accumulare scorte per svernare. 😀

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