La dignità, e la sua reciprocità

Personalmente, posso contemplare qualsiasi discorso, idea, opinione, riflessione in tema di migranti, siano essi espressioni di linee più o meno “buoniste” ovvero poco o tanto “dure” – a parte quanto di biecamente e ottusamente populista (purtroppo troppo diffuso, di questi tempi), che ritengo non solo privo di qualsiasi intelligenza e cognizione della realtà ma pure aggravante la situazione in corso, sia dei migranti che dei paesi che ne devono gestire in un modo o nell’altro i flussi. Per quanto mi riguarda, credo che nessuno, anche al di là della varie convenzioni internazionali in tema, si possa arrogare il diritto di impedire a un individuo di tentare di migliorare la propria condizione di vita spostandosi per il mondo, e quando ciò accade per l’impreparazione o l’arroganza dei poteri politici nazionali, trovo che sia qualcosa di estremamente grave ed eticamente inaccettabile. D’altro canto, sono convinto che sia necessario gestire nel modo più determinato e rigido i flussi migratori, ad esempio con quote fisse annue d’ingresso adeguate al peso socioeconomico dei vari paesi e con conseguenti programmi di integrazione autenticaculturale, in primis – degli immigrati gestiti direttamente dalle istituzioni pubbliche e non da “cooperative” di sovente dubbia liceità, con al contempo un controllo giudiziario equo e altrettanto determinato verso quei soggetti che non dimostrino volontà d’integrazione ovvero che finiscano per commettere reati. Il tutto, ovviamente, con un sinergico coordinamento internazionale: cosa che non mi pare così difficile da attuare. Si coordinano cose ben più ostiche e solo per i tornaconti economici che vi stanno dietro, ergo si veda di non essere sempre così biecamente ipocriti – tanto più che un’integrazione virtuosa porta senza dubbio a molteplici tornaconti, anche economici, per i paesi che la sappiano attuare, quando di contro un flusso migratorio mal gestito (o non gestito) porta inesorabili danni innanzi tutto economici!

(Photo credit: Marko Djurica/LaPresse)
(Photo credit: Marko Djurica/LaPresse)

Posto ciò e, ribadisco, contemplate tutte le posizioni contemplabili in materia, la dignità è imprescindibile, garantirla sempre e comunque è cosa inderogabile. La dignità è un valore umanamente edificante e identificante sempre reciproco: quando non la si garantisce a qualsiasi altro individuo, non la si potrà mai pretendere per sé stessi, tanto più in condizioni di emergenza. Mai. E prima o poi – Historia magistra vitae – la negazione di essa si ritorcerà contro chi non l’ha saputa e voluta garantire, anche solo per il fatto che l’assenza della sua garanzia è sintomo ineluttabile e inesorabile di decadenza civica, morale, etica, umana.

Per tale motivo le immagini dei profughi costretti al gelo nei “campi di accoglienza” (o pseudo-tali) dell’Est Europa non sono un emblema di “disfatta” – per così dire – dell’immigrazione, ma lo sono della civiltà europea. La quale potrà poi scegliere qualsivoglia linea di condotta in tema di flussi migratori: ma, appunto, se essa non saprà garantire la dignità alla quale ogni essere umano in quanto tale ha diritto, alla fine sarà soltanto una linea condotta (cioè diretta) verso la fine dell’Europa.

P.S.: cliccando sull’immagine contenuta nell’articolo, potrete accedere al sito di Medici Senza Frontiere e leggere numerose e aggiornate notizie sulla questione migranti.

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5 pensieri su “La dignità, e la sua reciprocità”

  1. “cosa che non mi pare così difficile da attuare”… il problema è sempre quello: manca la volontà, o meglio manca l’interesse (inteso come tornaconto). Ho una pessima fiducia nel genere umano, tanto meno nelle istituzioni politiche.

    1. Esatto. Purtroppo, nella nostra epoca contemporanea ancor più di quanto già non lo fosse in passato, negli ambiti politici “volontà” è termine sempre legato a “tornaconto”, il quale per sua natura sostanziale è vocabolo esclusivo, individuale. Molta della rovina del nostro mondo – o meglio, molta della rovina del suo futuro – è proprio qui.
      E, in quanto crescente (quantunque “illuminata”) misantropia, facciamo una bella gara! 🙂

  2. la penso esattamente come Alessandra, non ho fiducia nel genere umano. Purtroppo prevedo altre frantumazioni di dignità. Alcuni centri di accoglienza in Italia sembrano delle stalle. Ci vorrebbero tanti cambiamenti su molti fronti, ma non credo minimamente possano accadere. Però informarsi è necessario, conoscere il vero stato delle cose è importante. E qualcuno si muove per poter cambiare le cose, anche se non basta.

    1. Dici bene, Crisalide: informarsi è fondamentale, la verità effettiva delle cose la si può negare ma non la si può cancellare. E’ forse l’atto di (auto)difesa più importante che ci sia, oggi, seppur sia paradossale dato che – come dice pure Brian Eno nella citazione che ho postato in un altro articolo, qui sul blog – siamo nell’era dell’informazione globale disponibile sempre, eppure l’ignoranza delle verità del mondo (sia essa frutto di analfabetismo funzionale o di che altro) aumenta sempre più.
      Grazie del tuo – no, anzi… dei tuoi commenti, Crisalide! 🙂

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