Status symbol (autentici) da ostentare

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E quando andate in libreria ad acquistare uno o più libri (lo fate ancora questo esercizio di vita, vero?) non fateveli mettere nella busta che il librario vi offrirà. Teneteli in mano, mostrateli quando uscite dalla libreria e percorrete le vie cittadine, tra la gente. I libri vanno sempre mostrati, mai nascosti, nemmeno per comodità del momento. Con tutti quegli idioti che ci sono in giro e che ostentano i più futili status symbol – presunti tali, in verità – per mostrarsi e sentirsi “importanti”, perché non si dovrebbero mostrare i libri come autentici e fondamentali status symbol intellettuali e umani? Senza contare che il libro non è un bene di consumo qualunque – non è un bene di consumo tout court, anzi! – ergo non merita lo stesso trattamento riservato a, per dire, un flacone di detersivo o un paio di scarpe, non trovate?

Insomma, ostentiamoli pubblicamente, i libri. E’ una forma di pubblicità progresso a favore della lettura tanto semplice quanto efficace, in fondo. E a favore della società.

P.S.: ma se proprio non potete fare a meno di girare per la città col vostro smartphone nuovo fiammante e ultramodaiolo, beh, allenatevi a tenere i libri sottobraccio. E’ semplice, vedrete!

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37 pensieri su “Status symbol (autentici) da ostentare”

  1. Io, quando vado in giro, mi carico sempre sulle spalle un intero scaffale della mia libreria. Può bastare? Ma scusa, che bisogno c’è di ostentare? L’ostentazione è sempre degli stolti. Sempre, in ogni caso.

    1. Beh, ovvio che ho usato il termine “ostentare” in senso provocatorio… Visto che oggi così tanti ostentano qualcosa – e solitamente, cose assolutamente futili, appunto – io ostento libri. Perché sono convinto che il solo mostrare l’oggetto-libro fa bene alla società che mi circonda, al contrario di quelle cose sopra citate; e capirai che, in questo caso, l’ostentazione non ha proprio nulla di stolto, anche perché in effetti tale non è: tranquilla, non mi metto in piazza a leggere ad alta voce Dostoevskij, come invece fanno quelli che parlano al cellulare in mezzo alla gente quasi urlando per far notare quanto lo stesso sia figo! -_- 🙂

      1. Ma dai, stai tirando fuori delle giustificazioni che non hanno senso. Capisco la tua ansia di promuovere i libri e la lettura, ma non è questo il modo. Ce ne sono mille altri di migliori. E poi, detto tra noi, il sacchetto è comodo quando di libri ne acquisti più di uno… 😛 😛 🙂

      2. Mmm…
        Sta a vedere che l’Alessandra ha un’azienda produttrice di sacchetti per esercizi commerciali di vendita al dettaglio…
        PRRRR! 😀 😛 😉

      3. Ma va, come hai fatto a capirlo? Il fatto è che io non do nessuna importanza a quelli che esibiscono il cellulare, quindi non ho bisogno a mia volta di sfoggiare per la strada i libri che leggo. PRRRR 😛 😛

      4. E comunque la mia parte la faccio, visto che poi al parco sparpaglio i libri che ho appena comprato sulla panchina, con in vari titoli bene in mostra 😉

      1. Esercizio? Ok, facciamo così: a breve devo tagliare un po’ di legna per l’inverno imminente. Mi dai una mano a trasportarla? 😀 🙂

        (Suvvia, sto scherzando! Non permetterei mai una cosa del genere! 😉 )

      2. Uno cavalleresco come te!, non ci crederei nemmeno se me lo chiedessi con tono serio… E poi io sono delicata, i muscoli li cerco infatti sempre nel maschio, di cui approfitto spudoratamente per ogni incombenza pesante…

      3. Eh, ma sai che il maschio soffre sovente di una particolare incapacità di usare i propri muscoli nel modo più proficuo… Come se gli avessero detto, una volta, che a scollegare il cervello dal sistema muscolare si risparmi “benzina”, ed egli segua questo consiglio alla lettera, ma lamentandosi comunque di quanto la propria auto beva – e dando sempre la colpa di ciò al caro-benzina… 😀 🙂

  2. Luca sei saggio e perspicace: non sopporto quelli che ad es., al ristorante mangiano tenendo il polso per aria e bene in vista, per far notare l’ultimo modello del Rolex o il nuovo Patek Philippe! Come quelli che per andare a far la spesa a 500 mt. da casa (v. un mio vicino…) usano la Ferrari, uscendo in ciabatte. Ci sono tanti modi per essere cafoni, non certo quello di uscire con i libri in mano o sotto al braccio! Io, quando andavo alle superiori ho passato un periodo con i libri allacciati da un elastico/cinghia azzurro, molto robusto e niente cartelle. Lo zaino allora (sono del 1964 quindi vintage!) non esisteva. L’abitudine dei libri legati con questo elastico divenne poi una “moda” e tanti cmiei compagni di scuola facevano così. Salivamo sull’autobus con i nostri libri di testo, l’astuccio ed il diario bene in vista, faceva molto “Trendy” ed eravamo così tutti alla moda. Pur portando i calzettoni di lana sino alle ginocchia, anche se avevo 17 anni! Fabiana.

      1. Ok, Fabiana… Quando posso venire da te come maggiordomo personale per qualche mese? Mi devo sdebitare, in un modo o nell’altro… 😀 🙂

      1. Verissimo! Eppoi tre ore al ristorante senza dirsi una parola. Persino le comande al cameriere temo le inviino via twitter o whatsapp… -_-

      2. Caro Pietropaolo e quelli che esibiscono il portafogli a fisarmonica, con dentro cinquanta tessere Diner’s oro? Poi magari sono solo quelle del Conad per l’accumulo punti allo scopo di avere il regalo del catalogo! Potremmo farci un bel post, con un elenco interminabile di cafonerie Italiane! Un saluto, Fabiana.

      3. Ti ringrazio tanto! Io in compenso verrò a trovarti nel tuo salotto, e tu quando hai tempo passa da me per un caffè e due chiacchiere. la mia libreria virtuale oramai è arrivata a quasi 500 articoli pubblicati in due anni, dall’apertura! A presto, Fabiana.

      4. Ah, ma sapete che ci avevo provato, tanto tempo fa? Un elenco di cafonaggini, tutte numerate e molte delle quali legate le une alle altre… Una specie di manuale/identikit del cafone medio. Alla fine ho rinunciato. Troppe, da citare, e certamente dimenticandomene qualcuna, visto che la fabbrica della cafoneria è una delle più attive e produttive che ci siano…

  3. Mi piace questo tuo intervento, proverò la prossima volta che esco da una libreria ad attuare questa tua “pubblicità progresso”. Potrebbe essere una piacevole novità, finora ho sempre messo i libri in borsa (se possibile) subito dopo averli pagati, come se avessi appena comprato del fumo da uno spacciatore. Sarà che i libri sono un po’ il mio piacere segreto, ma non so quanto resisterò a portarli sottobraccio senza almeno rivolgere la copertina verso il busto e non verso l’esterno 🙂

    1. Ciao Fed! 🙂
      Beh, sì, provaci. Di certo è una cosa distintiva – mica ce n’è troppa di gente, in giro qui dalle nostre parti, con dei libri sotto braccio… Al massimo tieniti in tasca una borsa, se ti stanchi li rimetti dentro, d’altro canto l’intensità del tuo piacere segreto tale resterà anche se li mostri in pubblico, perché la lettura di un libro è sempre un’esercizio individuale, e in quanto tale nessuno mai vi si potrà intromettere. E’ un po’ come il piacere di stare in un paesaggio meraviglioso: puoi anche far vedere a tutti foto, immagini, poster e quant’altro, ma solo se ci stai veramente puoi capire del tutto la sua bellezza. Senza contare che, ahinoi, per molti il libro è un oggetto misterioso, di utilità “segreta”…
      Grazie di cuore del tuo commento! E fammi sapere com’è andato l’esperimento… 🙂
      Luca

      1. Ti terrò aggiornato! 😉
        (…ma se qualcuno dirà qualcosa del tipo: “Cos’è quella roba che tieni sotto braccio? Una bomba? Agenti! C’è una tizia strana con una strana bomba!” e mi farà arrestare darò la colpa al tuo blog!)

      2. Sì sì, dai pure la colpa a me! D’altro canto leggo spesso libri con storie… esplosive! Dunque, so come comportarmi! 😀 😉

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