Una delle città più belle

[Foto di Pascal Debrunner da Unsplash. Fateci “clic” per ingrandirla.]

Il cielo si mantiene imbronciato, il che nuovamente adombra i colori ma elargisce gran quantità di fascino e mistero al paesaggio, che non potrebbe essere più mitologicamente iperboreo di così. Lascio Narvik sulla destra, faccio una pausa in un minuscolo villaggio ove sono più le caffetterie delle case (i norvegesi bevono litri e litri di “caffè”, cioè di quella bevanda che loro chiamano in tale maniera e che ovviamente è assai differente dal nostro caffè: i primi giorni schifa abbastanza, ma devo dire che, abituandocisi, non è peggio di altri caffè-brodaglia che si possono provare in giro per il mondo) e quindi punto verso Tromsø, la capitale dell’Artico, la città norvegese più importante oltre il circolo polare (ha più di 60.000 abitanti), e nota a molti per detenere il soprannome di “Parigi del Nord”! Be’, è un soprannome forse pomposo ma nemmeno così esagerato: la città è veramente bella, raccolta per sua gran parte sull’isola di Tromsøya piazzata proprio in mezzo al proprio fiordo e unita alla terraferma da lunghi e scenografici ponti; è assai animata, popolata da tanti giovani essendo sede universitaria (l’università più a Nord del mondo!) e le vie pedonali del centro, sulle quali si affacciano negozi e pub a dozzine, regalano un’impressione urbana propria di latitudini ben più meridionali. Insomma, ci si potrebbe tranquillamente dimenticare di essere già molte centinaia di chilometri oltre il Circolo Polare Artico, ma cordialmente una gigantografia posta della hall dell’hotel nel quale alloggio riporta il tutto alla propria effettiva realtà: la grande fotografia riprende Tromsø in veste invernale, adagiata sulla propria isola imbiancata e contornata dal blu profondo delle acque del fiordo, e tutto intorno un orizzonte infinito di cime montuose ghiacciate sotto un cielo color acciaio, dalle quali, se nella foto non si vedesse la città, si potrebbe dire di essere di fronte ad un paesaggio antartico o quasi.

(Dalle mie “Impressioni di viaggio al Circolo Polare Artico”, il diario personale di un’avventura on the road nella Norvegia del Nord di qualche anno fa, dalle isole Lofoten fino a Nordkapp. L’immagine che vidi nell’hotel di Tromsø, citata nel brano, era molto simile a quella che vedete in testa al post.)

 

Impressioni di viaggio al Circolo Polare Artico

Siamo in estate: tempo di vacanze per tanti, ovvero tempo di viaggi per molti di voi, magari verso mete che non siano troppo banalmente turistiche, o che in tal modo non siano vissute… Posto ciò, visto l’apprezzamento che hanno avuto in passato e considerando il fatto che potrebbero venire utili a coloro i quali si accingeranno a calcare le stesse rotte, ripubblico qui nel blog i personali resoconti dei viaggi effettuati negli anni scorsi in Scandinavia, terra particolarmente prediletta a chi vi scrive e alla quale ho dedicato una minuziosa esplorazione per qualche anno.
Così, dopo le
Impressioni di viaggio in Scandinavia (Estate 2007), ecco le Impressioni di viaggio al Circolo Polare Artico (2008); seguiranno le Impressioni di viaggio in Danimarca (2009) e le Impressioni di viaggio in Finlandia (2010), sperando che vi possano essere utili così come a me risultano utili i resoconti di altri viaggiatori che puntualmente consulto prima di effettuare qualche nuovo viaggio.
Buona lettura e, se partirete, buon viaggio!

Impressioni di viaggio al Circolo Polare Artico
Estate 2008: Oslo, le isole Lofoten, la Lapponia, Capo Nord

Mezzanotte d’Agosto a Capo Nord.
Agosto 2008…
Oslo?
Ancora? Di nuovo in Norvegia? – si chiederà chi abbia letto Impressioni di Viaggio in Scandinavia, ovvero il resoconto del vagare dello scrivente per quella terra nel corso dell’Agosto 2007… Sì, ancora in Norvegia…
E perché ancora lassù?
Beh… Perché forse qui si potrebbe trovare il Golden Syrup!…
Il Golden che?!?…

Okay, andiamo con ordine – un ordine “latitudinale”, direi…
Ritornare a Oslo è sempre un piacere, nonostante ogni volta trovo qualcuno che ritiene la città “non bella”, “deludente”… Sindrome da megalopoli post-industriale, ritengo: certo, Oslo è molto più simile ad un vastissimo sobborgo residenziale signorile, il vero e proprio “centro”, inteso nel senso più classico del termine – palazzoni, grattacieli, strade trafficate, eccetera – è limitato a solo qualche isolato intorno alla stazione ferroviaria, i condomini da tipica periferia cittadina si possono contare sulle dita delle mani (e peraltro, essendo comunque immersi nel verde, non rattristano certo come le grigie periferie nostrane), per di più i lavori di interramento sotterraneo e sottomarino dell’intero traffico veicolare cittadino, di cui già vi scrivevo lo scorso anno, stanno continuando, per cui entro due o tre anni il centro città si trasformerà in una gigantesca isola pedonale, perdendo ancor più le più ordinarie caratteristiche di città contemporanea, pure capitale di una nazione… Embè? Vi pare che abbia scritto di cose deprecabili?… Naturalmente Olso non è Tokio o Mumbay, ha solo 900 mila abitanti comprendendo pure i sobborghi, e comunque è una delle città più a misura d’uomo che abbia mai visitato, ordinata urbanisticamente e architettonicamente, priva di caos, capace di mettere a proprio agio anche il visitatore che vi sia appena giunto…

Continua a leggere e scarica qui le IMPRESSIONI DI VIAGGIO AL CIRCOLO POLARE ARTICO – Estate 2008, in formato pdf, con numerose immagini.