
Nel Museo delle meravigliose Utopie dovremmo andarci più spesso, per renderci conto di quante buone occasioni l’umanità abbia messo in un angolo a prendere polvere soltanto per non essere stata capace di crederci veramente.
Tanto, state tranquilli, di coda all’ingresso non se ne troverà.
(L.)
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L’inarrestabile caduta nel fango di tanti “cugini di penna”…
“Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile.” (Joseph Pulitzer)
“Con l’inchiostro, una mano può innalzare un furfante ed abbassare un galantuomo.” (detto popolare italiano)
I giornalisti sono, sotto molti aspetti, “cugini” degli autori letterari. Scrivono anch’essi – almeno così i più iniziano – e scrivono storie che in teoria dovrebbero essere vere, mentre quelle dei secondi sono di norma opera di fantasia – ma sapete bene che ora tale distinzione, per colpa dei primi, è assai aleatoria.
I più scaltri di loro – nel bene o, temo più spesso, nel male – finiscono in TV, a volte diventando opinion leader, altre volte (che di frequente coincidono con le prime) ammanicandosi per bene con chi detiene il potere politico. Che, inutile rimarcarlo, a Sud delle Alpi e a Nord di Lampedusa è di infima specie.
Beh, forse se questa “specie” fatta di autentica marmaglia continua a essere votata dalla gente e quindi eletta, a rubare, a farsi gli affari propri alle (e sulle) spalle di tutti e alla fine a farla sempre franca, è anche perché certi sedicenti “giornalisti”, da perfetti e viscidi servi dei poteri dominanti, continuano a dare a siffatti immondi personaggi attenzione e considerazione mediatica, dunque importanza, dunque influenza – oltre a un diritto di parola che degli inquisiti/rei confessi non dovrebbero avere, a mio parere. Alla fine, da bravi complici, sono i primi a consentir loro di svicolare e salvarsi – magari con la promessa di qualche futuro tornaconto, visto che questa gentaglia, una volta fatta franca, trova sempre il modo di tornare a fare ciò che di illegale faceva prima…
“Nel giornalismo confluiscono i falliti della lotta quotidiana, i competenti di tutti i mestieri, incapaci di esercitarne uno.” (Enciclopedia Vallardi, 1901)
(N.B.: le citazioni sono tratte da Wikiquote)
Certezze…
Uhm…
Il mio psicologo è in analisi da un collega.
Il mio medico di fiducia è ammalato da mesi.
Il mio fisioterapista ha un’ernia.
Il mio personal trainer è palesemente sovrappeso.
Il mio dentista porta la dentiera.
Il mio oculista gli occhiali.
Il mio parrucchiere è calvo.
Il mio benzinaio gira in bici.
Il mio macellaio di fiducia è diventato vegano.
Il mio commercialista si è dichiarato indigente.
Il mio avvocato è stato arrestato ieri, e si avvale della facoltà di non rispondere.
Ci pensavo oggi, come ogni giorno fermo in coda da più di due ore sull’autostrada. Contento.
In autostrada.
Fermo. E contento.
Aaah, la dolce emozione che ti regalano certe piccole ma preziose certezze della vita quotidiana!
Ehm…
Sapete che ore sono?