Raimondo Vianello

Se mi guardo indietro non ho pentimenti. Dovessi ricominciare, farei esattamente tutto quello che ho fatto. Tutto. Mi risposerei anche. Con un’altra, naturalmente.

(Raimondo Vianello, nato oggi cent’anni fa, citato in Gino e MicheleMatteo MolinariAnche le formiche nel loro piccolo s’incazzano, Mondadori, 1997.)

Noi no

[Immagine tratta da qui.]
Gli italiani.

Quelli che per tre quarti «Ah, sì, io sono cattolico!» e poi le chiese sono ovunque sempre più vuote.

Quelli che dicevano «Ah, no, io Berlusconi non lo voto!» e poi il “Popolo della Libertà” vince le elezioni col 40% quasi dei consensi.

Quelli che, ogni anno, «Ah, io il Festival di Sanremo non lo guardo, è sempre la solita solfa!» e poi l’Auditel registra quasi 14 milioni di telespettatori e uno share di oltre il 60%.

Oggi, quelli che «Ah, no, io mica mi fido a girare liberamente, col rischio di contagio che c’è ancora!» e poi, piazze, centri storici, bar, spiagge, lungomari e lungolaghi e lungofiumi stracolmi di gente.

Gli italiani, già.
Ma sempre gli altri, però.
Noi no.

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