Plug in-Art. “Untitled”, la prima personale di Sam Pulitzer in Italia, al Pastificio Cerere, Roma, dal 18/09 al 07/11.

La ricerca artistica di Pulitzer si fonda sulla ricontestualizzazione di oggetti e immagini dotati di una peculiare valenza culturale. L’artista ricorre frequentemente a repertori iconografici che testimoniano come gli immaginari propri delle sottoculture si disperdano, favorendo la diffusione di un unico linguaggio predominante. Attraverso l’utilizzo di tale linguaggio, Pulitzer commenta le dinamiche estetiche di rappresentazione, attive dentro e fuori il sistema dell’arte contemporanea.
In passato, ad esempio, l’artista ha integrato nelle sue opere alcune tipologie di plugs, accessori di diverse forme e dimensioni utilizzati nella dilatazione dei fori dei piercing. Nelle società occidentali, l’impiego di plugs indica in chi li indossa un desiderio di trasgressione, anche se la crescente diffusione di queste pratiche tra le comunità di giovanissimi ne attesta un allineamento con i regimi consumistici, che vedono negli adolescenti nient’altro che una fascia di mercato. Nelle opere di Pulitzer i plugs vengono incastonati nelle pareti della sala espositiva, dove conservano il loro potenziale segnico e stimolano una riflessione sulle modalità con cui l’arte contemporanea, come atto creativo, citi sistemi simbolici codificati in altri ambiti.
(…) “Untitled” cerca di risolvere l’incrinatura tra il vandalismo e la creatività, nella volontà di dimostrare, in un contesto dedito all’arte, l’effettiva presenza di senso nelle pratiche estetiche considerate come sottoculturali o come “arte di strada”. Le opere in mostra possono quindi essere interpretate come citazioni di alcune strategie creative, abusate dall’arte contemporanea, al fine di assecondare la pretesa dell’arte di restituire un’immagine più intima di un individuo, del suo sistema di riferimenti culturali, del suo stile di vita, della sua esperienza estetica quotidiana.
(dalla presentazione della mostra)

La Fondazione Pastificio Cerere – dimostrandosi una volta ancora tra i migliori luoghi d’arte italiani, a mio parere – presenta la prima mostra personale in Italia dell’artista americano Sam Pulitzer. Aperta al pubblico a ingresso libero dal 19 Settembre (con inaugurazione martedì 18/09 alle ore 19) fino al 7 Novembre, l’esposizione è il secondo evento proposto da Michele D’Auriziocurator in residence della Fondazione per il 2012 – e presenta Untitled (2012), un’installazione composta da un ampio numero di opere grafiche, realizzate su PVC adesivo e applicate alle pareti delle sale espositive della Fondazione.
Cliccate sull’immagine dell’opera di Pulitzer per visitare le pagine dedicate alla mostra nel sito web della Fondazione Pastificio Cerere, e conoscere ogni altra utile informazione nel merito. E’ un evento assolutamente intrigante, merita senza dubbio una visita, se sarete in ambiti romani prossimamente!

Tra un passato triste e un futuro bello come l’arte sa essere. La mostra “Bilico” inaugura sabato 15/09 il nuovo spazio espositivo di Erto e Casso, in Vajont.

Qualche tempo fa, al Salone del Libro di Torino, ascoltai da un accalorato Mauro Corona una denuncia netta e inequivocabile sullo stato montagna in Italia e della sua gente, e su come da decenni fosse stata totalmente abbandonata dalla classe politica, attratta dai più facili inciuci possibili dove vi fossero le grandi industrie, i più influenti potentati economici e finanziari e quant’altro di biecamente capitalistico… Da qui lo spopolamento delle vallate alpine e appenniniche, l’impoverimento economico, sociale e culturale, l’abbandono della gestione “virtuosa” del territorio a favore di quella assai più letale legata al mero sfruttamento del territorio montuoso, con cementificazioni selvagge, infrastrutture turistiche scriteriate, uso indiscriminato delle risorse naturali, e il tutto quasi sempre senza alcun vantaggio pratico (e tanto meno economico) per chi in montagna viveva e lavorava (e tuttora vive/lavora). Giova peraltro ricordare che l’Italia è un paese di (tra le altre cose) navigatori, coste e mari, però il suo territorio è per buona parte montuoso, grazie alla presenza della catena alpina e di quella appenninica…
Mauro Corona ha poi un motivo in più per manifestare una grande conoscenza di quale sia il disagio della gente di montagna: la catastrofe del Vajont, che sconvolse la sua vallata natia in modo tremendamente indimenticabile.
Ma proprio dalla terra di Corona, e proprio da uno dei paesi sconvolti dalla tragedia di quasi cinquant’anni fa (l’immane “ferita” sul monte Toc, che franò nell’invaso artificiale creato dalla diga, è ancora lì di fronte, invariabilmente spaventosa…) giunge una gran bella risposta alla denuncia suddetta e un’altrettanto bella idea per il riscatto della montagna italiana (e di ogni altra zona che ugualmente non ha contato e non può contare su una buona gestione pubblica – elenco lunghissimo, inutile rimarcarlo!), e ciò grazie all’arte contemporanea. Perchè bisogna tornare ad avere ben presente che la montagna è una preziosissima scuola di vita, e parimenti può anche diventare una fantastica scuola di bellezza – una bellezza assolutamente vitale.

Bilico è la prima esposizione d’arte contemporanea che Dolomiti Contemporanee realizza nel Nuovo Spazio espositivo di Casso, l’ex scuola elementare della frazione, che il prossimo 15 settembre riaprirà, dopo quasi 50 anni dalla tragedia del Vajont, con un’idea nuova, che guarda al futuro.
L’arte contemporanea, e la cultura tutta infatti, laddove i progetti siano ben strutturati, possono rappresentate un’opzione vitale, opponendosi alla stagnazione ed all’inerzia che talvolta avviluppano e imprigionano i luoghi segnati da eventi gravi (ma non solo quelli).
L’arte e la cultura possono possono fornire impulsi reali, agendo come un motore e contribuendo concretamente a stimolare e riattivare il territorio.
In “bilico”, alcuni concetti tradizionali, legati all’ambiente ed alla cultura della montagna, vengono declinati e rivisitati criticamente: lo sguardo contemporaneo fornisce uno stimolo rinnovativo, che si oppone all’uso stereotipo delle specificità, che non sono clichè da cui tranne strenne o cartoline, ma risorse. L’uso, metaforico e fisico, di concetti forti (roccia, verticalità, montagna, equilibrio), serve a sottolineare il valore universale di queste specificità, così fortemente legate ad un contesto territoriale che fornisce stimoli autentici ad alternativi.
(…) Dolomiti Contemporanee è un progetto che mette in rete l’arte contemporanea, il contesto dolomitico, e gli spazi dismessi, riaprendoli con un’azione culturale tesa alla rivitalizzazione. Alla base del progetto vi è dunque un rifiuto culturale del concetto di chiusura, e una forte volontà di reazione propositiva. Ciò porta ad operare in location periferiche e decentrate (Sospirolo, Taibon Agordino, Casso), su siti dal grande potenziale. Il livello dell’attività artistica, e la la rete di soggetti, coinvolti, istituzionali, pubblici e privati, conferiscono al progetto un’apertura nazionale ed internazionale. Le specificità, ambientali, territoriali, culturali, sono spinte e proiettate fuori dal contesto locale, e condotte all’interno di un network aperto, globale.
(dalla presentazione della mostra di Gianluca D’Incà Levis, ideatore e curatore di Dolomiti Contemporanee)

Foto di S. Pasquali
Dolomiti Contemporanee presenta Bilico, un’esposizione collettiva d’arte contemporanea che avvia il nuovo (e bellissimo, a mio modo di vedere) Spazio di Casso quale motore creativo per il (dal) territorio, a cura di Gianluca d’Incà Levis. Dal 15 settembre al 28 ottobre 2012, con inaugurazione sabato 15 settembre alle ore 17.00, presso le ex scuole elementari di Casso.
Cliccate sulle immagini per visitare il sito web di Dolomiti Contemporanee e conoscere ogni ulteriore utile informazione sull’evento.

Andrea Martinucci inaugura RE-AZIONE, progetto indipendente di arte contemporanea, presso Fabbrica Borroni, Bollate, dal 13/09 al 04/10.

Il progetto nasce dalla volontà di Andrea di restituire all’arte il suo carattere sociale e proporre, di conseguenza, l’Arte stessa come “luogo” di condivisione e prende avvio dai fatti accaduti durante le proteste in Egitto nella primavera 2011, che hanno visto l’arresto di diciassette giovani donne perché trovate, dopo aver preso parte a una manifestazione, in un accampamento insieme a manifestanti di sesso maschile. Condotte in carcere le donne sono state sottoposte a insulti, violenze e abusi dagli stessi uomini della polizia, in una stanza con porte e finestre aperte sulla strada, di fronte allo sguardo indifferente dei passanti.
(dal sito del progetto: http://re-azione.weebly.com)

Fabbrica Borroni, Bollate, presenta la mostra personale di Andrea Martinucci, nell’ambito di RE-AZIONE, un progetto indipendente e itinerante che vede il coinvolgimento sulla piattaforma web di undici artisti, insieme per la prima volta per condividere il loro comune obiettivo: ribadire, con progetti che stimolino una consapevolezza reale nella collettività, che fare arte significa attivare senso civico e senso di responsabilità critica.
La mostra si inaugurerà giovedì 13/09 alle 18.30, e sarà aperta fino al 04/10 con ingresso gratuito. Inoltre, sul tema del ruolo sociale dell’arte, venerdì 14/09 alle ore 18.00, sempre presso gli spazi di Fabbrica Borroni, si svolgerà un dibattito aperto a chiunque volesse partecipare.
Cliccate sull’immagine per visitare il sito web del progetto RE-AZIONE e conoscerne ogni ulteriore dettaglio, oppure QUI per visitare il sito web di Fabbrica Borroni, affascinante location per l’arte contemporanea (e di arte contemporanea, grazie alla propria notevole collezione) a pochi passi da Milano.
Andrea Martinucci sul web: www.andreamartinucci.com.

“Self balanced”, l’arte in consapevole equilibrio di Mr. Di Maggio alla Traffic Gallery, Bergamo, dal 12/09 al 22/09.

“Oh No Governo Ladro”, Milan 2011

Se non si conosce se stessi si vive dormendo. La non consapevolezza del proprio io è motivo di confusione e letargia.
Parole di Luca/Mr. Di Maggio, artista, grafico e web designer italiano tra i più apprezzati in circolazione, che al rientro dallo ALL YOU CAN PAINT di Halle (Germania) approda negli spazi di Traffic Gallery per presentare i nuovi lavori inediti creati durante il suo soggiorno tedesco, confermando la galleria di Bergamo come punto di riferimento nazionale per la nuova ovvero più innovativa arte contemporanea.

Self balance é il prossimo step up di Luca di Maggio, un progetto ambizioso ma inevitabile, segno tangibile di un percorso artistico rapido, quasi esplosivo. Quelli che fino ad oggi sono stati battezzati i ‘Diari’, che con la loro forza sprigionano e allo stesso tempo intrappolano gli stati d’animo dell’artista, si moltiplicano e vanno ad unirsi in un complesso e determinante processo di assemblaggio, dove uno affiancato all’altro, stenderanno domande e riflessioni autobiografiche, pezzi di vita, momenti ed emozioni dettagliate e indagate quasi ossessivamente.
Self balance diventerà e sarà presentato come un solo e unico lavoro monumentale, dalla forza vigorosa dall’espressione complessa ma controllata. Nella sua costruzione unitaria ha la peculiarità di vivere nella sua individualità, separabile diario dopo diario, frastagliandosi così in mille significati.
Self balance é uno storyboard composto di opere pittoriche appartenenti al linguaggio artistico di cui Luca Di Maggio ha il pieno controllo. La sua espressione, unica e passionale, fluisce sulla carta come le parole sulla pagina di un quaderno. I soggetti dei suoi dipinti raccontano di lui, della sua anima, coraggiosamente presentata e svelata. Le linee vanno a formare i tratti caratteriali di questi autoritratti ai quali si uniscono e sovrappongono svariate tecniche in continua sperimentazione.
Self balance diventa la partenza di un nuovo percorso creativo, dove si sprigiona il compimento dell’opera d’arte totale. Luca Di Maggio progetta e dipinge in vista di una visione completa delle arti con la sua propensione ad un certo recupero della tradizione, seppur mantenendo la sua visione della società culturale contemporanea.
(dalla presentazione della mostra)

Traffic Gallery presenta Self Balanced, mostra personale di Luca Di Maggio. Inaugurazione: mercoledì 12/09, ore 19/21. La mostra resterà aperta fino al 22/09.
Cliccate sull’immagine per visitare il sito web di Traffic Gallery e conoscere ogni informazione utile sull’evento.

“L’Edicola dell’Arte 2012”: Nando Snozzi all’Atelier Attila di Arbedo, dal 01/09 al 28/10/12.

La cultura come sistema di connessione, zona di riunione, luogo senza frontiere geografiche per una diversa visione del reale e della conoscenza.
L’esposizione si comporrà di opere dipinte in anni diversi di varie dimensioni e divise in serie-capitoli che abitano l’edicola dell’arte.
L’esposizione tratta i segni della vita come un viaggio in cui nessuno può prevedere la destinazione e si sviluppa con delle soste che ognuno può decidere lungo il tragitto.
Gli strappi e sussulti emotivi dinanzi alle immagini della società tramutati in disegni e dipinti, sono fragili ed il tempo è rovesciato dentro gli enigmi della paura e del coraggio.

(dalla presentazione della mostra)

Nando Snozzi è uno dei più importanti e originali artisti ticinesi. Nato a Bellinzona, sotto il segno dello scorpione, nel 1951, ha frequentato, dal 1973 al 1977, l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove ha conseguito la licenza con una tesi dal titolo “Art brut e l’arte diseredata”. Dal 1977 fino al 1980 ha vissuto a Parigi, seguendo i corsi dell’Università Paris VIII, facoltà di arti plastiche, ha concluso gli studi presso l’ateneo con uno studio sulla figura di Pier Paolo Pasolini: “Pasolini, Salò ed un segno contro …”.
La sua ricerca artistica è surreale ed insieme espressionista, e indaga tra le pieghe del mondo d’intorno mettendo in luce ciò che a volte si vede poco o si ignora, e sempre con un’immancabile dose di ironia, fantasia, sarcasmo e sagacia. Inoltre, non si è limitato al solo ambito pittorico/visuale, ma ha esteso la propria curiosità e il messaggio scaturente alla performance, al teatro, alla cinematografia.
Ma è egli stesso a descriversi, e descrivere la propria arte – traggo tale citazione dall’articolo relativo su Wikipedia:
Considerando la situazione del pianeta-terra e applicando l’espressione creativa come scopo di vita e di resisternza, con esposizioni e azioni pittoriche tento di contribuire a diffondere il sentimento che l’arte non teme né arroganze né soprusi, ma che promuove dubbi sulle certezze sbandierate da altoparlanti telegenici che fanno dell’essere umano materiale di lucro.

Dal 1 Settembre al 28 Ottobre, l’Atelier Attila di Arbedo, Ticino, presenta Nando Snozzi, L’EDICOLA DELL’ARTE 2012. QUOTIDIANO DI–SEGNI CONTEMPORANEI – Percorso pittorico per clandestini sul palco rosso. La mostra avrà il vernissage sabato 1 settembre dalle 17.30 alle 21.00, e domenica 2 settembre dalle 14.00 alle 19.30.
Per l’occasione é stato pubblicato un giornale stampato in 3000 copie da Salvioni SA Arti Grafiche; 31 copie contengono un incisione firmata e numerata dall’artista e stampata da L’Impressione di Franco Lafranca, Locarno.
Cliccate sull’immagine per visitare il sito web di Nando Snozzi e conoscere ogni ulteriore dettaglio sull’evento.