Massimo Marcotullio, “Il corpo del mondo”

cop_corpo_mondoTipica cartolina da estate padana: il grande fiume flemmatico (il Po, naturalmente) con le sue rive sabbiose, le golene, le zone di secca, e poi campi a perdita d’occhio, filari infiniti di pioppi, il sole che spacca le pietre, l’afa opprimente, le zanzare a stormi… Un paesaggio che molti autori hanno preso come sfondo delle storie narrate, dacché nel bene e nel male affascinante, intrigante, avventuroso, misterioso: una sorta di ultima frontiera nostrana, insomma, che già comincia pochi chilometri al di fuori dell’hinterland meridionale della grande Milano. Ma, se volete renderlo ancora più “italico” (ahinoi…) metteteci allora una discarica di rifiuti tossici ovviamente abusiva, un gruppo di imprenditori scaltri e ambigui, un po’ di malavita internazionale, un paio di omicidi efferati e una giovane e bella ragazza scomparsa. Infine, piazzateci nel mezzo un investigatore che sembra costruito apposta per diventare il protagonista d’un romanzo – appunto! Questo è Il corpo del mondo dello scrittore pavese (dunque del suddetto Po sorta di “figlio”, per così dire) Massimo Marcotullio (Todaro Editore, 2006, collana Impronte), un giallo/noir molto denso e strutturato che gira intorno al personaggio e alle avventure di Beo Fulminazzi, investigatore privato sempre al verde, dal tasso alcolemico non trascurabile, anarcoide nei modi di fare e sovente di luna storta…

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Khaled Al Khamissi, “Taxi. Le strade del Cairo si raccontano”

cop_taxiUno dei più grandi best-seller della letteratura araba contemporanea, Taxi – opera prima dell’egiziano Khaled Al Khamissi – esce in Italia per l’Editrice Il Sirente, giovane e dinamica realtà editoriale della quale il volume inaugura la collana AltriArabi.
Taxi (tradotto da Ernesto Pagano) non è solo un viaggio – ripetitivo, caotico, intenso, vivissimo – per le strade del Cairo, compiuto dall’autore in forza della sua assidua frequentazione di quel mezzo, ma è, soprattutto, un lungo e denso viaggio al centro della società egiziana e araba in senso lato, della quale la categoria dei tassisti, in Egitto, rappresenta in maniera notevole una parte basilare – nel senso effettivo del termine, della base della struttura sociale del paese africano, ma anche pratico, per quanto le strade della capitale egiziana siano ben colme di taxi bianchi e neri (più di 80.000 auto!) , uno dei mezzi di trasporto più utilizzati ed economici da quelle parti…

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Gianni Brera, “La ballata del pugile suonato”

(P.S./Pre Scriptum: leggete QUI una necessaria nota personale su Gianni Brera e su questa recensione.)

La_ballata_del_pugile_copSecondo in ordine di tempo e di pubblicazione della trilogia di romanzi scritti da Gianni Brera, quest’opera non fa che confermarmi la grandezza letteraria dell’illustrissimo lombardo, il suo all’apparenza semplice e popolano ma invero raffinato e argutissimo stile, la capacità di cogliere l’anima e l’essenza di luoghi, genti e delle vicende in cui esse sono protagoniste, nel corso di storie narrate che non avrebbero in sé nulla di speciale o particolare e che invero egli rende attraenti, gustose, divertenti, amabili – in ciò dimostrandosi superiore di molto a tanti altri scrittori fors’anche più celebri e blasonati (in fondo Brera è ricordato principalmente come giornalista sportivo, pochi lo conoscono anche come scrittore tout court) del passato e del presente, ed ai quali manca soprattutto la finissima arguzia e la raffinatezza intellettuale che si intravede alla base della struttura letteraria…

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Douglas Adams, “Addio, e grazie per tutto il pesce” (Mondadori)

Quarto “capitolo” della più folle saga fantascientifica che la letteratura possa vantare (dopo la celeberrima Guida Galattica per Autostoppisti e i seguenti Ristorante al termine dell’Universo e La Vita, l’Universo e tutto quanto – guardate qui i post relativi sul blog) e per la quale lo scrivente ha eletto Douglas Adams al rango di maestro del più geniale, raffinato e irresistibile humor, Addio, e grazie per tutto il pesce (sempre Mondadori, con traduzione di Laura Serra) rappresenta in realtà una certa digressione al di fuori della incredibile rotta cosmica percorsa dalla serie, come una sorta di “parentesi” aperta dall’autore nel mezzo del bizzarro fluire degli eventi vissuti dai vari protagonisti della saga – la quale peraltro, come già rimarcato, ha la caratteristica di calmarsi lungo i capitoli successivi al primo, insuperabile come vulcanicità narrativa…

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