Noi che parliamo con gli alieni? Seee, come no!

Visto come sta andando il nostro mondo (da schifo, certo), e quanto molte parole terribili come “massacro”, “genocidio”, “guerra nucleare” eccetera siano ormai all’ordine del giorno, mi torna spesso in mente quella storiella che dice di quanto sia affascinante la ricerca di altre forme di vita intelligenti nell’Universo portata avanti da alcuni enti scientifici e al contempo di come sia inutile: non perché non siamo in grado di captare i segnali degli alieni, semmai perché gli alieni non hanno assolutamente voglia di parlare con noi del pianeta Terra.

E nel caso invece decidessero di parlare con noi – mi immagino un alieno particolarmente prestigioso che faccia da portavoce per tutte le civiltà dell’Universo prossime alla Terra – sono certo che ci direbbe qualcosa del genere:

Spettabili terrestri,
scusateci tanto, ma con che coraggio pretendete di entrare in contatto con noi, voi, con tutto quello che da secoli e in maniera sempre peggiore combinate a voi stessi e al vostro pianeta? Ok, avete fatto qualcosa di buono – le arti, certe scoperte scientifiche, le opere di alcune vostre figure ammirevoli – ma ciò non è bastato a fermare la vostra perenne volontà di distruggervi a vicenda e distruggere il mondo sul quale abitate. Anzi.
Credete di poter parlare con noi, creature viventi di altri mondi, quando non siete mai riusciti nemmeno lontanamente a comunicare con le creature viventi del vostro mondo, quelle con cui coabitate la Terra. E al riguardo non veniteci a dire dei vostri cani o degli altri animali domestici, suvvia: dei semplici schiavi assoggettati ai vostri banalissimi comandi! D’altro canto di frequente neanche fra di voi sapete comunicare, si veda quanto ho detto prima sulle guerre devastanti che con immutabile impegno scatenate continuamente e alle atrocità che ne conseguono.
E, con tutto ciò, sul serio pensate di poter parlare con noi e che noi abbiamo voglia di dialogare con voi? Ma fateci il favore… Gran bella spocchia, complimenti proprio!
Facciamo così: ci vediamo tra qualche vostro secolo, quando sarete guariti da tutte queste vostre spaventose pazzie, se ci riuscirete. E sempre che non vi autodistruggiate prima, ovviamente: cosa peraltro parecchio probabile.
Addio!

Jane Goodall

Siamo parte del mondo naturale che ci fornisce acqua, cibo e aria pulita. Trovo sconvolgente che la creatura più intelligente su questo pianeta stia distruggendo la sua unica casa. Credo ci sia una sconnessione tra l’intelligenza della mente e l’amore e la compassione del cuore. Solo quando testa e cuore lavorano in armonia, raggiungiamo il vero potenziale umano.

[Jane Goodall, intervista di Carlo Andriani, Nationalgeographic.it, 22 aprile 2020.]

RIP.

Domenica 28/09, con Davide Sapienza a Martinengo

Domani (o oggi, dipende da quando leggete), domenica 28 settembre, avrò di nuovo il privilegio e il piacere di affiancare Davide S. Sapienza nella presentazione di “Geopoeta, nelle terre della percezione, il suo ultimo fondamentale libro, a Martinengo (Bergamo). Ma non sarà una “solita” presentazione: affiancherò Davide in un cammino geopoetico “bonsai” fino alla Cascina Zigò, una vera meraviglia storica, «sincera, non artefatta, senza fighettismi architettonici» – come scrive Davide sulle sue pagine social; la vedete nell’immagine – presso la quale racconteremo insieme il libro.

L’evento è a prenotazione e risulta sold out, ma se qualcuno volesse partecipare può provare con la lista d’attesa: trovate tutti i riferimenti del caso nella locandina lì sopra.

Dunque, per chi ci sarà, ci vediamo domani/oggi con Sapienza e il “Geopoeta” a Martinengo!

Trump non ha negato la crisi climatica, ma l’ha confermata

Molti sono rimasti inevitabilmente sconcertati e irritati dalle parole del Presidente USA in carica, il quale ha definito la crisi climatica in corso «la più grande truffa mai perpetrata ai danni del mondo».

In verità, e ovviamente senza mettere in dubbio la pericolosità delle sue parole o sminuirne la portata, io credo che il Presidente Trump, pur in tutta la propria incoerenza e ipocrisia, sia perfettamente conscio della gravità della crisi climatica, e nel proferire quelle parole non stia facendo altro che recitare una messinscena funzionale alla propria parte attoriale sul palcoscenico politico contemporaneo.

Per tale motivo, ancor più di quanto la scienza e i dati climatici oggettivi smentiscano le affermazioni del Presidente USA, è egli stesso e la figura che rappresenta a smentirsi da solo e a rendere le proprie parole una battuta teatrale, ancorché tragicomica. Dichiarando l’inesistenza della crisi climatica Trump, proprio in quanto Trump, non ha fatto altro che sancirne la definitiva verità; non avesse avuto egli stesso la certezza di quanto sia reale ciò che sta accadendo al clima, non si sarebbe impegnato in tal modo per smentirla. Ma, appunto, egli non sta smentendo nulla, semmai sta recitando nuovamente il copione relativo alla sua parte teatrale.

Con buona pace del pubblico che lo applaudirà e prenderà a ripetere pappagallescamente le sue parole come fossero “verità”, facendo così la figura dello sciocco che assiste a una palese fiction e crede che sia tutto vero, e invece che crede falsa, magari perché determinata a distanza da chissà quale “potere oscuro”, pure la temperatura che indica il suo termometro di casa.

Ancor più di prendere sul serio le sconsiderate parole del presidente americano, dovremmo seriamente considerare ciò che sta accadendo al nostro pianeta sottoposto alla crisi climatica, e finalmente con ben maggiore consapevolezza. Sarebbe un azione tanto semplice quanto efficace – nonché intelligente, da veri Sapiens che diciamo di essere – che, tra le altre cose, avrebbe anche il potere di smorzare qualsiasi teatrale stupidaggine trumpiana. Già.

[Foto di Tumisu da Pixabay.]
P.S.: posto tutto quanto ho affermato qui sopra, è ovvio che sia ben conscio del fatto che uno showman di tal risma detenga tutto il potere deputato al Presidente degli USA è semplicemente e tragicamente spaventoso. Naturalmente non voglio sminuire affatto questa realtà, anzi: mettere in evidenza la tragicomicità delle esternazioni trumpiane accentua la pericolosità degli effetti del potere conseguente, contro la quale, appunto, oltre alla opposizione istituzionale è efficace (anche più della prima) la consapevolezza e l’azione civica della società e delle persone di buon senso. Ecco.

OT: un gesto tanto semplice quanto efficace per aiutare la gente di Gaza? Dissetarsi!

Tra le varie azioni che si possono mettere in atto per passare dalle parole (importantissime, sia chiaro, ma a volte sterili) ai fatti e aiutare in concreto il popolo palestinese, ce n’è una particolarmente semplice, efficace e… gustosa: bere la Gaza Cola!

Come il nome fa intuire, è una bevanda il cui gusto si ispira a quello della Coca Cola la cui produzione è al 100% di proprietà palestinese. Nasce nel 2023 dalla Palestine House di Londra, centro culturale e spazio per co-working gestito da giovani palestinesi nel centro della capitale britannica, con l’intento di sostenere progetti umanitari a favore della popolazione di Gaza. In particolar modo Gaza Cola intende supportare la ricostruzione dell’Ospedale Al-Karama a Gaza Nord, gravemente danneggiato dai bombardamenti israeliani, il quale rappresentava un punto di riferimento essenziale per la comunità locale offrendo servizi ospedalieri cruciali come maternità, chirurgia generale, cure pediatriche e ortopediche.

Tutte le altre info sul progetto e sulle sue finalità le trovate nel sito della bevanda, dove ovviamente potete anche acquistarla.

La Gaza Cola c’è in versione “Classic” e “Sugar Free” e costa pochissimo: solo 32 Euro per un cartone di 24 lattine da 250 ml, spese di spedizione incluse. Il mio cartone “Sugar Free” – di gusto un poco più dolciastro dell’originale americana – è appena arrivato: sarà il primo di tanti e me li assaporerò al meglio perché si tratta di un gesto semplice tanto privo di ideologia quanto ricco di bontà, nel senso più ampio e soprattutto umano del termine.