Sull’abuso di parole nello scrivere contemporaneo

Ho già “ospitato” qui nel blog Emanuela Ersilia Abbadessa, raffinata e arguta scrittrice (l’ultimo suo libro è questo) e non solo, e l’ho fatto perché, appunto, oltre che occuparsi di scrittura letteraria sa costantemente e altrettanto argutamente meditare su tale pratica – cosa che trovo assai rara in molti autori, dove ammetterlo – dimostrando anche con ciò, e non soltanto con la qualità letteraria delle sue opere, di comprenderne pienamente l’alto valore culturale oltre che artistico – una rarità, ribadisco. Poi, da tali meditazioni, EEA trae articoli assai interessanti e illuminanti pubblicati su vari periodici e, da brava Abbadessa, nel suo Convento – il blog personale.
Uno dei più recenti, di tali articoli, tratta di come l’abuso di parole, se esercizio perpetrato in ambito pubblico (sia esso più o meno letterario) possa considerarsi qualcosa di assai pernicioso, e non solo per l’autore o il lettore ma per tutta la cultura diffusa.
Ve ne offro la parte iniziale; potete leggerlo nella versione completa qui, e ringrazio di cuore Emanuela Ersilia Abbadessa per avermi concesso di nuovo il consenso alla condivisione.

Quante parole usiamo tutti i giorni? Quante potremmo evitarne? E qual è il peso che diamo alle nostre parole? Si può parlare di abuso di professione dichiarandosi scrittori solo per la possibilità di mettere le parole una dietro l’altra? Su questi fatti mi sono interrogata qualche tempo fa e ne ho tratto un articolo pubblicato su “Notabilis”, anno IX, n. 6, novembre-dicembre 2018.

Abuso di professione? Il mestiere di scrivere al tempo dei social.

Se parlare è abusare e pensare è usurpare come sosteneva Victor Hugo, scrivere, a volte, è entrambe le cose.
Il Dizionario Treccani, alla voce abuso, fornisce le seguenti tre definizioni: l’abuso è il cattivo uso, l’uso smodato o illegittimo di una cosa o di un’autorità; è l’atto di forza fisica che faccia danno ad altri; nel diritto, indica varie ipotesi di reato e illecito.
Se però parliamo di abuso di parole possiamo serenamente escludere che esse rientrino nell’atto di violenza fisica; possono accompagnarlo, sì, ma una parola sarà sempre un pugno nello stomaco soltanto in senso figurato. Dicendo questo non siamo comunque al riparo dal rischio di incorrere in un illecito a causa delle parole.
In questo mondo spesso schizofrenico in cui il numero di scrittori sembra essere pericolosamente più elevato di quello dei lettori, i social network in cui la comunicazione avviene soprattutto attraverso la parola (e le piattaforme di self-publishing) hanno creato il discutibile fenomeno dell’eccesso di romanzieri. La cosa dovrebbe quanto meno preoccupare. Qualcuno potrebbe sostenere che i danni di un cattivo romanzo, mal pensato e mal scritto, siano tutti da verificare ma, probabilmente, i guasti della brutta scrittura, rispetto al cattivo esercizio di altre professioni, hanno soltanto il problema del tempo, ovvero: si vedono nel lungo periodo piuttosto che nel breve. Ma su questo punto torneremo.
Ebbene, il cosiddetto “scrittore della domenica”, ovvero il dilettante che nel tempo libero mette su carta la propria vita, i propri amori adolescenziali o i propri traumi, inventa storie (spesso distopie) o si butta in interminabili mémoire è sempre esistito e, anzi, alcuni grandi autori, prima di diventare tali hanno cominciato così una carriera che li avrebbe resi celebri. Dunque, perché l’enorme fioritura di romanzieri alla quale assistiamo oggi dovrebbe essere un problema?
[]

Annunci

2 pensieri su “Sull’abuso di parole nello scrivere contemporaneo”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.