Sono solo “canzonette” (e sempre più!)

Sarà che sto diventando vecchio dunque acido (lo so, è una scusa sempre buona questa, un po’ come lo stress col quale giustificare tutto, dall’unghia rotta all’infarto fulminante), ma ogni volta che mi capita di fare zapping sui canali radio (si usa “zapping” anche per essi, poi?) imbattendomi in emittenti che trasmettono musica italiana, resto veramente basito dalla pochezza assoluta – artistica, tecnica, tematica e, oltre a ciò, culturale – di così tanti brani nostrani da classifica. Mi sembrano le canzoncine che un tempo si presentavano ai saggi scolastici delle medie o alle gare canore oratoriali, solo (e ovviamente) meglio arrangiate; tuttavia siamo a questi livelli, all’involuzione costante della già da tempo degradata “canzonetta” sanremese – il che è tutto dire. Il confronto con la musica commerciale straniera, che a sua volta spesso non eccelle in qualità artistica, è duro e deprimente: il brano italiano lo si riconosce fin dai primi secondi per la sua già palese (e palesata) banalità e se almeno, in molti casi, non partisse il cantato, forse si salverebbe pure… invece no, il cantato parte, e la suddetta banalità vira rapidamente in sconfinata insulsaggine. E il bello è che nel frattempo hanno pure inventato i “talent”! Se il risultato di cotanto talent è questo, beh… aridatece lo Zecchino d’Oro!

Insomma, che dire? Forse che, come ogni popolo ha i governanti che si merita, si merita pure certi cantanti? Evidentemente…

P.S.: certo, lo so bene che di artisti musicali di alta e altissima qualità ce ne sono parecchi, in Italia… Zu, Calibro 35, Aucan, Argine, Port-royal, Morkobot, Jennifer Gentle – solo per fare qualche nome. Ma, chissà come mai, spesso sono famosi più all’estero che qui. Al solito: nemo propheta in patria, e amen!

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7 pensieri su “Sono solo “canzonette” (e sempre più!)”

    1. Ciao Elenia!
      Sì, sono d’accordo con te perché, a lato della mia mera visione critica, la cosa rattrista parecchio anche me. In quanto, ribadisco, di grandi artisti musicali l’Italia ne ha avuti e ne ha ancora: solo che quelli del passato nessuno se li ricorda o quasi, quelli del presente (e del futuro) se ne vanno all’estero, ovvero dove vi sia maggior cultura musicale diffusa e dunque migliori possibilità di essere apprezzati e di non vedersi ridotti a fenomeni d’una stagione o poco più.
      Grazie del tuo commento! 😉 🙂

  1. leggo e sorrido, anche perché non seguo la musica , né italiana né straniera.
    Non la seguo e basta. Al massimo ricordo qualche motivetto che ormai usa le stampelle per suonare 😀

    1. Ah.
      Dunque mi dici che voi orsi non siete musicofili? Forse perché, passando quasi metà della vostra vita in letargo, ritenete inutile spendere soldi per acquistare musica o per imparare brani che poi durante il sonno invernale vi scordereste inesorabilmente? 😀 😉

      1. Uhm… Quindi si potrebbe ritenere che il download illegale di musica l’abbiate inventato voi orsi…
        Tanto, dentro le vostre tane invernali, chi vi becca più?
        😀 😉

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