La morte della (nostra) comunicazione (Pasolini dixit)

La morte non è nel | non potere più comunicare, | ma nel non potere più essere compresi.

(Pier Paolo Pasolini, Una disperata vitalità)

La-Pietà-di-pasolini-secondo-Ernest-Pignon-ErnestCredo non ci sia nulla da dire, ancora, sulle peculiarità profetiche del pensiero di PPP. Ma certamente oggi, nell’epoca dell’informazione e della comunicazione a 360°, della connessione in rete 24/7 e, di contro, pure del sempre più diffuso analfabetismo funzionale, non è difficile riferire la morte citata da Pasolini a questa nostra società, al suo essere ingolfata di innumerevoli voci parlanti che sempre meno gente sa ascoltare e dunque comprendere, in uno stato di effettiva cacofonia nel quale svaniscono anche quelle poche parole di valore che ci farebbe bene sentire ma che appunto, nel rumore generale, non comprendiamo più. Non manca comunicazione, al tempo d’oggi, manca comunicabilità ovvero, per dirla in altro modo, manca la volontà di comunicare e di recepire comunicazione: al punto che, in una deriva inquietante tanto quanto pericolosa per tutti, molti ormai (da certo potere politico, e non solo, in giù) rinunciano totalmente a comunicare, arroccandosi e rinchiudendosi nella propria – più o meno consapevole, più o meno dissennata – alienazione, ovvero in uno stato totalmente anti-sociale. Che, se le cose non cambiano, potrebbe finire per uccidere la “società” in quanto tale, per causarne la morte. Appunto.

4 pensieri riguardo “La morte della (nostra) comunicazione (Pasolini dixit)”

  1. come sono vere le tue parole, é davvero inquietante, non solo la mancanza di comunicabilitá di cui tu parli ma ancor di piú il totale disinteresse dell’essere umano, nonostante comunicare sia uno dei bisogni fondamentali. Attraverso la comunicazione, si sa, si sviluppa la coscienza degli individui e la consapevolezza del Se e del punto di vista dell’altro e quindi la consapevolezza dell’altro…..
    Viviamo in una societá dove si sta inventando di tutto per poter comunicare eppure stiamo perdendo la capacitá di farlo, é un paradosso.

    1. Buoooooooooooooongiorno, mitica Mary!
      Innanzi tutto scusa per il ritardo nella risposta ma qui, nonostante il periodo ormai vacanziero, pare che le cose a cui star dietro non finiscano mai… Pffff!
      E’ vero ciò che scrivi: una cosa assolutamente paradossale. E non solo perché siamo nell’era della socialità connessa universale, ma pure, più semplicemente, perché comunicare è pratica basilare per delle creature che si ritengano intelligenti. In effetti, pensa a quanti problemi, piccoli e grandi, si potrebbero risolvere con un’adeguata comunicazione; o, guardando la cosa dalla parte opposta, quanti problemi e quanti danni vengono causati dalla mancanza di comunicazione. E’ un altro “bug” che l’umanità porta con sé e non riesce a risolvere, purtroppo, ed è forse uno dei motivi per il quale noi umani, esseri dotati di capacità comunicative più di ogni altro animale, lungo la nostra storia abbiamo fatto danni inenarrabili più di qualsiasi altra creatura assai meno dotata di possibilità di comunicazione…
      Graziegraziegrazie, Mary!!! 😉 🙂

      1. Grazie a te per tutti questi magnifici spunti di riflessione e poi lo sai che passo a trovarti con piacere, tutte le volte che posso.
        Mi congratulo per tutte le cose che fai, che scrivi, che proponi…. come fai? Rivelami il tuo segreto, chissá che non mi sia di aiuto. Io sono stata in vacanza un mese e ho chiuso tutto per due 😛
        Un bacio Luca.

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