Sergej Dovlatov, “Compromesso”

cop-DovlatovIl mondo della letteratura è parecchio strano, a volte, più di altri ambiti assimilabili. Gli eccessi di notorietà ovvero le mancanze che caratterizzano certi scrittori risultano non di rado inspiegabili, o forse in verità non si può spiegare qualcosa il cui gradimento sostanziale deriva da un esercizio del tutto singolare e individuale quale è la lettura, quando invece i film o la musica godono di una fruizione attiva di natura generalmente collettiva. E se oggi quei sobbalzi di notorietà – verso l’alto o il basso, ribadisco – diventano ancora più evidenti (ma paradossalmente più spiegabili dall’influenza dei media e della rete sui gusti diffusi) – anche nel passato i casi di scrittori e opere letterarie di pregio per di più misconosciuti dal grande pubblico, oppure da esso per oscuri motivi non particolarmente graditi, sono numerosi.
Ecco, credo che Sergej Dovlatov sia uno di quegli scrittori. Io stesso, lo confesso, sono arrivato a leggerlo non tanto per un interesse diretto sul personaggio e la sua scrittura quanto su una città, Tallinn, che fa da sfondo al libro di cui vi sto per dire: Compromesso (Sellerio Editore, Palermo, 1996, traduzione dal russo e cura di Laura Salmon. Orig. Kompromiss, 1981). Dovlatov, nato nel 1941 a Ufa, a ridosso degli Urali, finì nell’attuale capitale dell’Estonia, allora sotto il dominio dell’URSS, come giornalista e corrispondente di alcuni quotidiani locali. Di carattere e temperamento piuttosto ribelle e indisciplinato – ma in senso buono, intendo dire, ovvero come insofferente al rigore imposto dal regime sovietico – vedeva puntualmente i propri articoli rivisti e corretti dalla rigida censura in vigore: quei giornali, in base alle direttive del PCUS, non dovevano fare informazione ma “educazione politica e ideologica”, anche in caso di notiziole apparentemente insignificanti – e nonostante il già allora evidente suo grande talento narrativo e letterario…

dovlatov-photoLeggete la recensione completa di Compromesso cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!

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