MONTAG/NEWS #21: con le notizie “di montagna” della scorsa settimana c’è da fare gli auguri a molti, ma soprattutto a noi stessi!

Mentre faccio gli auguri di buonissimo lavoro a Gian Luca Gasca, che ha assunto la direzione editoriale di “Montagna.tv”, dove ha presentato il suo “manifesto programmatico”, li faccio anche al Canton Grigioni che sta aspettando i contributi promessi da Regione Lombardia per la gestione del piano del traffico olimpico, la quale invece sta facendo orecchie da mercante. A proposito di Olimpiadi di Milano Cortina, ora che sono definitivamente concluse, comincia la resa dei conti vera: la vuole analizzare Protect Our Winters Italia con un apposito sondaggio, al quale siete invitati a partecipare. Un altro augurio, stavolta di nuovo positivo, è per l’iniziativa con la quale in Alto Adige/Südtirol si sta cercando di impedire che l’attuale ordinanza provinciale sul blocco dei posti letto, in vigore dal 2022 per contrastare l’overtourism, venga modificata e, sostanzialmente, annullata. Un’altra petizione, stavolta in Trentino, vuole invece cercare di salvare prati e boschi da nuovi e illimitati impianti di viti, dato che, con la crisi climatica, anche l’uva da vino sta salendo di quota e ormai viene coltivata oltre i 1000 metri. D’altro canto, dopo che l’hanno fatto già altri enti scientifici, lo ha sancito anche l’Arpa Lombardia che l’inverno 2025/2026, che a molti è parso “normale” come temperature e precipitazioni nevose, è stato il terzo più caldo in assoluto. Insomma, l’augurio più grande forse ce lo dobbiamo fare a noi stessi, per il futuro che ci aspetta.

Queste sono le notizie che potete approfondire grazie a MONTAG/NEWS n°21, la mini-rassegna stampa di alcuni dei fatti di montagna più interessanti sui quali si è scritto in rete e sulla stampa nei giorni scorsi, con i link diretti alle fonti originarie così da poterle approfondire a piacimento. Le notizie più recenti le trovate sulla home page del blog nella colonna di sinistra, costantemente aggiornata; qui invece trovate il loro archivio permanente.

Come sempre, buone letture e buoni approfondimenti!


BUON LAVORO, GIAN LUCA GASCA!

Faccio i migliori auguri di ottimo e proficuo lavoro a Gian Luca Gasca, che da pochi giorni ha assunto la direzione editoriale di “Montagna.tv” e, con l’occasione, scrive: «Le montagne sono fatte di persone. Altrimenti sarebbero solo mucchi di sassi. Lo scriveva, in un altro tempo e con altre parole, Walter Bonatti. Non parlava solo di alpinismo. Parlava di responsabilità. Di scelte. Di vita. Le montagne sono fatte di persone perché senza le loro storie, i loro conflitti, i loro ritorni e le loro partenze, resterebbero paesaggio. Bellissimo, ma muto. Se le montagne sono fatte di persone, allora anche Montagna.tv deve essere fatta di persone. Non solo di imprese, ma di conseguenze. Non solo di performance, ma di vite. Non solo di vette, ma di comunità.» Insomma, ribadisco: buon lavoro Gian Luca!


[Foto di Ting read, Self-photographed, Public Domain, fonte commons.wikimedia.org.]
SPESE OLIMPICHE, LA SVIZZERA SI STA ARRABBIANDO CON LA LOMBARDIA

Riguardo le Olimpiadi di Milano Cortina da poco terminate, il Governo grigionese sta lavorando al bilancio delle spese del piano messo in atto per garantire la viabilità e la sicurezza al traffico diretto verso le sedi olimpiche valtellinesi. L’esecutivo cantonale ha stanziato un credito massimo di 5,5 milioni di franchi, calcolando che anche i partner italiani contribuissero alle spese. Ma finora non è ancora arrivata alcuna risposta, ha detto la Consigliera di Stato Carmelia Maissen. «Presenteremo il conto alla Regione Lombardia, sperando che si impegni a versare la sua parte», ha detto ai giornalisti.


OLTRE DIECIMILA FIRME CONTRO L’AUMENTO DEI POSTI LETTO IN ALTO ADIGE

Il contingentamento dei posti letto turistici non è un banale dettaglio nella politica turistica, bensì una scelta visionaria per il futuro dell’Alto Adige. Lo hanno sottolineato Heimatpflegeverband Südtirol, Federazione ambientalisti Alto Adige, Climate Action South Tyrol, Mountain Wilderness, Alpenverein Südtirol e CAI Alto Adige nella conferenza stampa con la quale hanno consegnato alla Giunta provinciale altoatesina le oltre 10.000 firme raccolte attraverso la petizione lanciata qualche settimana fa. Con essa le associazioni vogliono impedire che l’attuale ordinanza sul blocco dei posti letto, in vigore dal 2022, venga modificata e che il boom edilizio alberghiero venga così prorogato di (e consentito per) altri cinque anni a partire da settembre 2026.


ANCHE I VINI TRENTINI SONO ALLE PRESE CON LA CRISI CLIMATICA

Con il cambiamento climatico e l’innalzamento delle temperature, anche la coltivazione delle viti dalle quali si ricavano i rinomati vini del Trentino sale di quota (fin oltre i 1000 metri) e necessita di nuove aree da sfruttare. Sull’altopiano di Brentonico si lavora dunque a un protocollo per regolamentare il possibile “assalto” dei viticoltori industriali, al fine evitare il rischio di una colonizzazione monoculturale dopo un grosso investimento di un’azienda del settore, mentre una petizione chiede la modifica del piano regolatore per preservare prati e boschi, il monitoraggio costante sulle trasformazioni del territorio, e il coinvolgimento costante delle comunità.


ALLA FINE DEI GIOCHI (OLIMPICI)

Protect Our Winters Italy ha lanciato un sondaggio post-Olimpiadi per fotografare come gli utenti del web e i propri amici, parenti e conoscenti hanno vissuto le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, alle quali si sia assistito a distanza, sia abbia seguito le gare dal vivo e soprattutto si risieda nei pressi dei territori Olimpici in Valtellina, Milano, Cortina, Anterselva, Predazzo e Tesero. Il sondaggio aiuterà a capire, con un’analisi indipendente, come le persone abbiano realmente vissuto questi Giochi Olimpici tanto esaltati da stampa e pubblicità; i dati raccolti saranno condivisi con il C.C.O. (Comitato Cittadino Olimpico) francese e il C.N.O. (Comitato Olimpico Nazionale francese), in vista delle prossime Olimpiadi invernali del 2030 in Francia.


UN INVERNO “NORMALE” E NEVOSO, ANZI NO!

Anche secondo l’Arpa Lombardia l’inverno 2025/2026, che a molti è parso “normale” cioè come quelli d’una volta, in realtà è stato il terzo più caldo degli ultimi 35 anni. Analizzando i dati raccolti tra dicembre 2025 e febbraio 2026 dalle stazioni di rilevamento distribuite sul territorio lombardo, l’Arpa ha rilevato una temperatura media superiore di 2,1 gradi rispetto al periodo climatico di riferimento 1991-2020, decretando la stagione appena conclusa al terzo posto tra gli inverni più caldi dal 1991. Anche le nevicate, nonostante le apparenze, sono state in linea con la media climatica, anzi con uno scarto del -2%: febbraio è stato più nevoso della media, ma dicembre e gennaio lo sono stati molto meno.

Come siamo messi con la neve, sulle montagne italiane?

[Planpincieux, 1550 m, poco sopra Courmayeur (Valle d’Aosta), lo scorso 16 febbraio. Immagine tratta da www.facebook.com/MeteoVda.]
Per certi versi quello in corso sembrerebbe – almeno in molte zone – un inverno “normale”, con neve, freddo e tutto il resto di tipico della stagione. E lo è, in effetti, ma soprattutto perché in molti degli anni scorsi un inverno propriamente detto non c’è stato e la normalità stagionale non si è potuta proprio constatare.

In ogni caso la migliore fotografia della neve sulle montagne italiane la fornisce al solito la prestigiosa Fondazione Cima, che da tempo porta avanti il monitoraggio costante dei dati d’innevamento sui monti italiani anche al fine di poter stimare le risorse idriche che saranno disponibili nei mesi primaverili ed estivi. Il dato fondamentale al riguardo è lo Snow Water Equivalent (SWE), o “equivalente idrico nivale”, una misura che rappresenta la quantità di acqua derivabile dalla neve qualora venisse completamente fusa. Si calcola moltiplicando lo spessore del manto nevoso per la sua densità e si esprime in millimetri d’acqua equivalente, oppure in kg/m2.

L’ultimo aggiornamento al riguardo della Fondazione Cima è del 15 febbraio, e nelle seguenti infografiche – che ovviamente ho ricavato dal sito web della Fondazione – viene rappresentata la situazione di fatto. Come vedete, in generale sulle montagne italiane, nonostante le frequenti nevicate registrate in molte zone, manca poco meno di un quarto della neve rispetto alla media pluriennale:

Questa la situazione in dati percentuali nelle varie fasce altimetriche di Alpi e Appennini:

I bacini idrografici, che raccolgono le acque di fusione della neve sulle montagne, sono tutti in deficit eccetto quello del Brenta in Veneto e del Simeto in Sicilia:

Più in dettaglio ecco l’andamento in alcuni dei principali bacini idrografici negli ultimi tre mesi; la situazione sta migliorando eccetto che nel bacino del Tevere:

Infine, le anomalie di temperatura rispetto alla media pluriennale, che nei mesi recenti afferenti la stagione tardo autunnale e invernale (quando in montagna si scia o si dovrebbe sciare, in pratica) sono stati -0.43° a novembre, +1.51° a dicembre, +0.19° a gennaio, dunque con un aumento medio di +0.42° sui tre mesi:

Nel sito web della Fondazione Cima trovate l’aggiornamento completo con tutti i relativi approfondimenti.

MONTAG/NEWS #8: cose interessanti successe sulle montagne la scorsa settimana

In questo articolo a cadenza domenicale trovate una selezione di notizie relative a cose di montagna pubblicate in rete nella settimana precedente che trovo interessanti e utili da conoscere e leggere, con i link diretti alle fonti originarie così che ognuno possa approfondirle a piacimento. Di notizie del genere sulle montagne ne escono a bizzeffe: questo è un tentativo di non perdere alcune delle più significative. Durante la settimana le più recenti di tali notizie le trovate sulla home page del blog nella colonna di sinistra; qui invece trovate il loro archivio permanente.


L’OBBLIGO DEL CASCO PER CHI SCIA, TRA SENSATEZZA E ILLUSIONE

Su “Lo ScarponeEnrico Camanni riflette da par suo sulla norma che da quest’anno rende obbligatorio il casco sulle piste da sci: «Se dal punto di vista della sicurezza (sempre quella parola d’ordine, sempre quell’illusione!) la norma risponde al buon senso, […] dal punto di vista simbolico è la fine della relazione storica tra sci e montagna. Oggi le piste sono considerate degli impianti al cento per cento, come un campo da tennis o da pallone, e allora se acquisto il biglietto devo essere “garantito” ed esonerato da ogni scelta, da ogni responsabilità, da ogni libertà.»


SCI TROPPO CARO: SEMPRE MENO ITALIANI E PIÙ STRANIERI SULLE PISTE

A proposito (anche) del mio articolo del 02/12 sul “caro-skipass”, se ne è occupata di recente anche “La Stampa”, in particolare sulla composizione del pubblico sciistico attuale: «Gli stranieri già da anni hanno superato gli italiani sulle nostre piste: ormai la proporzione è intorno al 40% di clientela domestica contro il 60% di sciatori esteri e oltre 70% nelle località più esclusive, tipo la dolomitica Alta Badia, la Val Gardena (73%) e Cortina: tre su quattro.» Ciò comporta che «il saldo positivo dei visitatori è in realtà una lente distorta. Il segno più è infatti drogato soprattutto dal crescere dei turisti stranieri, mentre quelli italiani sono in calo costante.»


IL PODCAST “DOVE IL GHIACCIO SCOMPARE”

In occasione del convegno della Carovana dei Ghiacciai “Ghiacciai e crisi climatica” del prossimo 9 dicembre, CIPRA Italia e Legambiente Alpi con il supporto di Fondazione Cariplo lanciano “Dove il ghiaccio scompare“, un podcast narrativo in sei puntate che attraversa le Alpi seguendo le tappe della Carovana dei Ghiacciai. Dal 9 dicembre il podcast sarà disponibile sulle principali piattaforme e sui canali di La Nuova Ecologia, CIPRA International e Legambiente.


L’“IDENTIFICATORE DI CIME” DI WIKILOC

Wikiloc, la nota piattaforma per appassionati di attività outdoor, ha introdotto nella propria app l’Identificatore di Cime, una nuova funzione basata sulla realtà aumentata che permette di riconoscere in tempo reale le montagne semplicemente puntando lo smartphone verso l’orizzonte. L’obiettivo è quello di rendere ogni uscita un’esperienza più consapevole, aiutando gli utenti a conoscere meglio il territorio: è una cosa quanto mai necessaria, senza dubbio, ma oltre alla conoscenza potrà alimentare anche la consapevolezza dei luoghi in cui ci si trova?


COSA STANNO FACENDO I PAESI ALPINI PER PROTEGGERE IL CLIMA?

La regione alpina è più colpita dai cambiamenti climatici rispetto alla maggior parte delle altre regioni europee. Si sta facendo di più per proteggere il clima? Su “Salto.bzThomas Benedikter compila una panoramica dettagliata sulle azioni e gli interventi in atto a livello istituzionale nei vari paesi delle Alpi, i quali registrano alcuni ritardi e/o tentennamenti ma pure interessanti eccellenze.

E se provassimo a fermarci e a guardarci intorno, ogni tanto?

[Foto di Lian und Sander Baumann da Pixabay.]
Corriamo continuamente per ogni cosa, la vita quotidiana ci impone di essere veloci, smart, di non perdere tempo, di star dietro a più cose contemporaneamente e nel frattempo ci bombarda di stimoli continui che non possiamo e non sappiamo ignorare per restare “connessi” con il mondo che ci circonda.

Sono ovvietà, lo so e lo sapete bene tutti, che spesso biasimiamo ma alle quali tuttavia ci vediamo costretti a sottostare perché «oggi va così, è la vita!». Forse, vi sottostiamo anche perché il nostro cervello, talmente preso dalle cose e per ciò costantemente in affanno per gestirle, non sa più o non è più in grado di rallentare. Per questo tale frenetico e affannato modus vivendi lo riproduciamo anche in contesti nei quali non servirebbe affatto: andiamo a sciare su impianti di risalita sempre più veloci e capienti così da attendere in coda il meno possibile, oppure pretendiamo di salire con le nostre auto il più in quota possibile per avvicinarci ai rifugi e raggiungerli rapidamente, e così via.

[Foto di Ralf Ruppert da Pixabay.]
Pretendiamo di salire e scendere veloci dalle piste da sci e dalle montagne e che i nostri bisogni ricreativi siano soddisfatti ovunque rapidamente per non perdere tempo, inseguiti come siamo dai demoni dello stress e della noia, e non ci rendiamo più conto che se invece rallentassimo, almeno qualche volta, ci fermassimo, tirassimo un respiro profondo e osservassimo il mondo che abbiamo intorno quando siamo in luoghi di pregio come le montagne, scopriremmo una quantità tale di cose sorprendenti e meravigliose da ammirare, e dalla cui bellezza farci conquistare, che probabilmente appena dopo resteremmo sgomenti per quanta roba siamo riusciti a ignorare fino a quel momento, come se fossimo privati tanto di sensi attivi quanto di una mente sveglia e lucida. Ovvero, per dirla come ho accennato poc’anzi, di quanto il nostro cervello sia realmente in affanno al punto da perdersi la gran parte delle cose del mondo d’intorno.

Vogliamo arrivare in cima alle piste da sci su telecabine da 12 m/s di velocità e 6000 persone/ora, oppure salire fino a quote alte su strade ampie e veloci per arrivare prima possibile alla meta prefissata? Be’, se proprio non sappiamo farne a meno… ma, almeno qualche volta fermiamoci, magari sediamoci per sentirci ancora più rilassati e osserviamo il paesaggio d’intorno con calma, ascoltiamone i suoni e odoriamone i profumi, lasciamo vagare lo sguardo nella geografia circostante, nelle sue forme, nei colori, nelle cose naturali o antropiche che contiene.

Torniamo per qualche momento a seguire il tempo lento della Terra, non quello frenetico della civiltà. Siamo più parte della prima che della seconda, dovremmo ricordarcelo più di frequente.

[Foto di Felix da Pixabay.]
Sono sicuro che, in quei momenti, non solo vedremo e apprezzeremo cose che altrimenti ci sarebbero sfuggite e comprenderemo quale perdita sia l’ignorarle come abbiamo così spesso fatto, ma in aggiunta ci sentiremo bene come prima non sapevamo di poterci sentire, in armonia con il luogo in cui siamo e con il mondo, connessi con la realtà ben più che con la virtualità, più contenti e appagati di stare lì, consapevoli di potercene poi tornare a casa con dentro qualcosa in più.

E se poi vorremo tornare a “correre”, o ci toccherà farlo perché ce lo impone la quotidianità, sono anche sicuro che lo potremo fare con meno affanno, la mente più leggera e un certo conforto in più nell’animo. Scommettiamo?