Ultrasuoni #24: Beastie Boys

[Immagine tratta dalla pagina Facebook della band.]
Una delle più grandi band in assoluto di hip hop, la musica nera contemporanea per eccellenza?

Be’, era bianca, e aveva un nome alquanto bizzarro.

I leggendari Beastie Boys, certo! Ove Beastie era un acronimo che stava per “Boys Entering Anarchistic States Towards Inner Excellence”, (“Ragazzi che entrano in Stati anarchici per ottenere la perfezione interiore”!), fin dal nome un biglietto da visita perfetto per uno dei gruppi più eclettici della musica degli ultimi 40 anni, il cui fatto di essere bianchi, è bene precisarlo, non aveva nulla di irriverente o antitetico per la scena hip hop afroamericana “tradizionale” (che infatti fece dei tre newyorchesi dei miti assoluti) ma anzi ne dimostrava la potente e versatile espressività. I BB però seppero fare qualcosa che nessuno mai aveva fatto prima: farsi discepoli del fenomeno rap che in quegli anni Ottanta stava esplodendo definitivamente (grazie a colossi quali Run DMC e Public Enemy, per dire) e portarselo dentro la propria storia che aveva invece origini punk e hardcore. Così hanno inventato un nuovo genere, variamente definito rap core o rap metal ma in verità compiutamente indefinibile, nel quale poi i BB ci hanno messo di tutto e di più ma sempre con una creatività di fondo incredibile, sovente geniale, supportata da un’altrettanta favolosa carica ironica – espressa attraverso video folli e al contempo sagacissimi che come i loro brani hanno fatto la storia. Tutti elementi che, negli anni successivi, sono diventati tra i più imitati e influenti per la produzione musicale d’una miriade di altre band.

Viene facile citare vere e proprie pietre miliari come (You Gotta) Fight for Your Right (to Party), No Sleep till Brooklyn, Body Movin’, oppure ricordare che il loro primo album Licensed to Ill è considerato dalla bibbia del rock, il magazine “Rolling Stone”, come «il miglior album di debutto di tutti i tempi», oppure ancora, a proposito di pezzi storici con video geniali, Sabotage:

o Intergalactic:

…ma in fondo l’intera loro carriera, lunga quasi 35 anni (e interrottasi drammaticamente con la morte di Adam “MCA” Yauch per un male incurabile), si è mantenuta su livelli altissimi e costantemente originali come raramente è accaduto per altri gruppi.

In questi giorni mi sto riascoltando la più recente raccolta dei Beastie Boys, Solid Gold Hits, ed è un gran divertimento e un piacere lasciarsi avviluppare dalle loro ritmiche semplici e perfette, dai bassi potenti e profondi che fanno scricchiolare le casse, dai campionamenti geniali fasciati in multiformi spire musicali che, come detto, vanno dal jazz al rock al metal e all’hardcore nonché, last but not least, dal loro cantato geniale, trascinante e spassoso. Tutti elementi che si ritrovano anche nei brani meno celeberrimi ma altrettanto notevoli – Brass Monkey, per dirne uno:

Una band semplicemente fondamentale, insomma. Ma non serve che ve lo dica io, lo ha già registrato la storia della musica del nostro tempo.

[Immagine tratta da ticketmaster.com.]
Cliccando sulle immagini dei BB nel post potrete leggere una completa biografia dei Beastie Boys, nuovamente tratta dall’imprescindibile “Onda Rock”.

Ultrasuoni #16: Gorilla Biscuits

Tra i miei imprescindibili “Dischi Plasmon” – ovvero quei dischi che ascoltavo in gioventù e che non solo mi sono rimasti nel cuore (e nelle orecchie) ma hanno in qualche modo contribuito a farmi diventare ciò che sono – c’è assolutamente Start Today, unico (cioè il solo prodotto) LP di una band unica (cioè peculiare) come i Gorilla Biscuits.
Aprivi la inner sleeve della cassetta, vinile o cd, e ti ritrovavi davanti, nelle foto a corredo (vedi sopra), cinque ragazzotti che più ordinari e mainstream non potevano sembrare, ripresi come se fossero appena usciti dal college e stessero andando a bere qualcosa insieme; avrebbero tutt’al potuto suonare del pop rock, ti veniva da credere. Poi, cliccavi il tasto PLAY sull’impianto audio e ne usciva un suono hardcore punk di potenza, solidità, intensità, dinamismo stupefacenti, da restare a bocca aperta, con brani tanto veloci quando melodici in pieno stile straight edge suonati e cantati con (permettetemi l’ossimoro) una perizia furiosa, dall’impatto complessivo a dir poco devastante. Basti ascoltare un brano come Stand Still:

Potrei definirlo il brano hardcore-straight edge per eccellenza, perfetto nella combinazione delle varie caratteristiche del genere; ma è tutto l’album a non avere un solo attimo di cedimento, di confusione o di monotonia, mantenendosi sempre su livelli acustici e musicali eccelsi. Non è un caso, d’altronde, se i Gorilla Biscuits, con solamente un LP e un precedente EP prodotti (a sua volta di altissima qualità), siano considerati tra le band fondamentali e più influenti del punk americano e Start Today uno dei migliori album in assoluto della storia del genere hardcore. Una vera e propria leggenda della musica estrema, insomma: altro che cinque studentelli sfigati, eh!