Ultrasuoni #5: Frankie Goes to Hollywood, Warriors of the Wasteland

Tra i gruppi di “seconda fascia” del pop anni ’80 ovvero quelli non così celebrati come altri – da noi, intendo dire – eppure tra quelli più originali ed emblematici vanno sicuramente annoverati i Frankie Goes to Hollywood: e non solo per essere riusciti a diventare parecchio noti con soli due album pubblicati – ma con un filotto di singoli notevoli e vendutissimi – ma pure, a mio modo di vedere, per un’attitudine musicale assolutamente significativa per molta parte della scena pop del decennio (a prescindere dall’essere pure un’icona LGBT, come d’altronde tanti artisti del periodo). Un’attitudine punk rock purissima – non a caso da quell’ambito scaturisce la storia della band come di tante altre del tempo, seppur spesso in modi sovente invisibili o quasi – virata, mediata, acculturata e proposta in salsa pop-dance ma senza mai scadere nel banale, sia nella scrittura dei brani e sia nelle musiche. Warriors of the Wasteland ne è un ottimo esempio: la struttura del brano quasi hard rock, arrangiamenti potenti con un che di “epico”, un’esecuzione altrettanto potente e, dal vivo, proposta in forma elettrica per rimarcare quell’attitudine punk rock “genetica” del gruppo, ben evidente nel video dell’esibizione al Montreux Rock Festival del 1986 che vi propongo, che poi altrove svaniva totalmente e “antiteticamente” – vedi (senti) in brani come The Power of Love – ma sempre, da rockettari o da mielosi, mantenendo uno stile personale e peculiare che fa dei FGTH una band senza dubbio da rivalutare e riscoprire.

Luca Locati Luciani, “Crisco Disco”

Crisco-Disco_copPer uno come il sottoscritto, cresciuto fin dall’adolescenza in una cultura musicale quasi del tutto rock, della disco music e del periodo nella quale divenne uno dei generi più ascoltati sul pianeta conservavo soprattutto una conoscenza basata su semplici luoghi comuni – John Travolta e La febbre del sabato sera, i Bee Gees, la fama quasi mitologica dello Studio 54, Donna Summer e via dicendo… Ancor meno, per quanto appena detto, mi veniva di correlare la genesi e l’evoluzione del genere disco, con tutti i suoi annessi e connessi, ad una parallela evoluzione della cultura GLBT, nonostante alcune evidenze assolutamente mainstream – i Village People, per dirne una. A tracciare invece un quadro veramente esaustivo della questione, dal suo principio fino all’inizio degli anni ’90 è Luca Locati Luciani in Crisco Disco. Disco Music & clubbing gay negli anni ’70-’80, edito nel 2013 da VoloLibero, un corposo saggio (letto quale “testo di studio” per la personale partecipazione ad una futura trasmissione radio nazionale sul periodo) che va ben oltre la sua primaria natura, all’apparenza soprattutto musicologica, per disquisire sulla questione anche da punti di vista più universalmente culturali e finanche sociologici…

Leggete la recensione completa di Crisco Disco cliccando sulla copertina del libro lì sopra, oppure visitate la pagina del blog dedicata alle recensioni librarie. Buona lettura!