Questa mattina mi è capitato del tutto incidentalmente (visto che non guardo la TV tradizionale) di assistere alla messa in onda, su “RaiNews24” di un servizio su Cortina e le vacanze natalizie in corso. Lo potete vedere qui sotto cliccando sull’immagine:
Be’, l’ho trovato semplicemente imbarazzante.
Non tanto e non solo perché i servizi del genere in questo periodo sono l’ovvietà trita e ritrita – un po’ come quelli sugli esodi di massa e i bollini rossi autostradali a inizio agosto –, non perché siano chiare “marchette” con le quali si cerca di fare promozione turistica travestendola da “cronaca giornalistica” (chissà poi perché sempre a favore di certe località che non ne avrebbero bisogno e mai per quelle meno modaiole che invece sì), non per la stereotipata (seppur a volte obiettiva, ahinoi!) raffigurazione dello sciatore medio, faceto e stupidotto, e nemmeno per il grossolano tentativo di velare tra le altre cose dette allo spettatore che non c’è neve e fa troppo caldo (guai a parlare di crisi climatica quando c’è di mezzo l’industria dello sci!) ma, innanzi tutto, per il linguaggio utilizzato, per le frasi fatte, per le solite banalità proferite, per le immagini mostrate che non mostrano e non lasciano immaginare nulla che possa realmente essere uno strumento di reale promozione per il luogo e per ciò che può offrire di peculiare. Un servizio che di identici se ne vedono da quarant’anni a questa parte, che poteva parlare di qualsiasi luogo senza alla fine si possa coglierne le differenze con altri.
Insomma: una desolazione comunicativa sconcertante, che a mio modo di vedere danneggia totalmente il luogo, altro che promuoverne l’attrattiva. Volessi andare a sciare, lì a Cortina, per come mi è stata mostrata nel servizio non ci andrei proprio.

E sia chiaro: lo dico a essa stessa, non tanto come critica tout court al turismo sciistico ma proprio come presagio. Di nuovo, ribadisco, credo che ancor più che la crisi climatica, a determinare la fine dello sci in molte nostre stazioni sciistiche sarà la sua stessa industria, e l’incapacità palese di non restare aderente, coerente, in armonia e funzionale alla realtà della montagna contemporanea e futuro prossima. D’altro canto, non è una mera coincidenza che la pratica dello sci stia diventando sempre meno preponderante tra quelle che i frequentatori della montagna oggi scelgono a motivo delle proprie vacanze in quota. Nulla accade per caso, mai.

Buonasera Luca,
condivido in pieno la sua opinione sul servizio “giornalistico” e mi permetto di aggiungere che sulle reti Mediaset è addirittura peggio: la montagna italiana è sempre e solo le Dolomiti, soprattutto quelle bellunesi, che beneficiano di marchette in ogni stagione a favore del turismo di massa, che mi dispiace definire anche becero.
Egoisticamente mi può andare bene, così da affrontare le mie escursioni sulle montagne vicino casa evitando il sovraffollamento, anche se da qualche anno le pozze di Erve, nel loro piccolo, sono vittime di orde quasi barbariche…
Grazie per l’attenzione e, in attesa di futuri articoli, la saluto cordialmente.
Grazie! Be’, le pozze di Erve ormai io le considero un esperimento antropologico. Purtroppo per loto, ovvero in primis per l’estrema comodità di accesso, stanno mostrando benissimo come si degrada la frequentazione turistica di un luogo il cui valore autentico non viene capito – non ne hanno colpa gli ervesi, sia chiaro, anzi, so bene che se potessero usare le armi… 😅 Grazie ancora e buona giornata!
Grazie Luca, purtroppo è così, e in più RaiNews24, una rete in passato affidabile, è diventata anch’essa inguardabile. Non so dove andremo a finire (per l’ambiente, non per la tv). Buon anno comunque
Hai ragione… perché per l’ambiente chissà, la speranza è l’ultima a morire, ma la TV invece ce la siamo già giocata da tempo.