Instagram e io

L’ho già affermato, qui, che io Instagram non capisco a cosa realmente serva. Ma ce l’ho, una pagina su tale social, che tuttavia per quanto sopra frequento pochissimo e non aggiorno da tempo perché ogni volta lo facevo, la domanda su che senso avesse ciò che stavo facendo diventava via via preponderante rispetto alla convinzione rispetto al fare – cioè all’aggiornare la mia pagina con nuovi contenuti pur facendolo in modo “alternativo”, se così si può dire.

Be’, devo però dire che ogni tanto mi riaffaccio su Instagram, a vedere che ci succede. E trovo veramente “autosorprendente” il fatto che ogni volta ci torno, passano sempre meno secondi da quando apro il social a quando ci esco esclamando(mi): «Ohmammamia che roba inutile!» (ok, ammetto che sovente uso altre più rudi parole, ma non è il caso di citarle qui, tanto le intuite.)

Ecco. Io veramente non ci riesco a capirlo, Instagram. Non riesco a capire l’uso di immagini prive d’alcun valore, di qualsiasi significato e di qualsivoglia reale matrice social(e) che virtualmente offre la quale invece io credo venga sostanzialmente negata, checché ne creda chi lo usa. Non capisco che gusto ci sia a far scorrere immagini che non mi dicono nulla, salvo quelle di utenti che sanno fare fotografie – ma tali loro immagini direbbero molto a prescindere da Instagram! – con le quali così tante persone credono, sono convinte, sono certe di raccontare qualcosa. Ma a me, ribadisco, non raccontano nulla, anzi, contribuiscono a darmi di quelle persone delle immagini (appunto) non così “onorevoli”.

Mi spiace, eh, sia chiaro! Ci riproverò ancora, in futuro, a tornarci e a tentare di capire ovvero di trovare anche per me un senso a Instagram. Per il momento, tuttavia, ne sono sostanzialmente alieno. Già.

4 pensieri su “Instagram e io”

  1. Purtroppo Instagram è un pietoso teatrino della società del narcisismo ove tutti pensano di essere personaggi pubblici e per questo aprono la finestra e concedono qualche loro immagine rigorosamente passata al setaccio.

    1. L’hai detto, Celestino. E la cosa paradossale, oltre che buffa, è che questa società post-contemporanea, post-ideologica, post-tutto, che mette davanti a ogni cosa l’immagine egotistica sparandola ovunque sul web, proprio grazie ai social (una delle sue invenzioni meglio riuscite, apparentemente) toglie alla stessa tutto il suo valore identificante e socializzante. E’ come mettersi in piedi in mezzo a una selva di manichini: si finisce per confondersi con essi e così non essere nemmeno notati.

  2. Boh, io lo uso ma lo considero come una raccolta di foto dei posti in cui sono stata. Non ci posto foto mie (di me, intendo), magari in quelle solite pose con la boccuccia atteggiata a “culo di gallina”. Non mi interessano i follower, anche se oltre a marito, figli, nuore e nipote ho pure qualche amico/a…

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