“Scrittori” che non leggono

(Photo credit: https://pixabay.com/it/users/ramdlon-710044/)

Mi dicono – un amico libraio qualche giorno fa, in tal caso – che sia ancora piuttosto diffusa la categoria degli “aspiranti scrittori” che non leggono libri, nonostante i primi esemplari di tale bizzarra e paradossale “specie” li incontrai (almeno io) già dieci e più anni fa nelle varie rassegne letterarie che visitavo, coi loro bei manoscritti in mano, l’espressione soddisfatta di chi fosse convinto d’avere in mano il testo motivante un futuro (e non troppo lontano nel tempo) Premio Nobel per la letteratura, e la postura di chi, più che consegnare un fascicolo o quant’altro di simile al potenziale editore, dovesse firmare autografi ai fan. Al che io – quasi convinto che i tizi fossero effettivamente “dentro” la pratica letteraria, e con piena consapevolezza – con genuina tanto quanto inopinata affabilità facevo la domanda «Ma quali sono i tuoi autori di riferimento, o i libri che ti ispirano di più?»
«Ah, ma io non leggo, non ho tempo!» mi sentivo sovente rispondere, o in altri modi nella sostanza similari. Risposta che mi suscitava uno sconcerto assoluto, lì per lì, e appena dopo il dubbio che quelli i quali sostengono che qualche ceffone ben assestato ogni tanto faccia solo bene, avessero tutto sommato ragione.

Un po’ come uno che volesse diventare un campione di sci ma non frequentasse alcun corso perché non avesse tempo, insomma. Peccato che, in questo caso, il tizio prima o poi finirebbe schiantato contro un albero mentre l’aspirante scrittore, con le scempiaggini quasi sempre scritte, no.
Perché poi lo davo un occhio ai testi proposti da siffatti pseudo autori… ecco, ho appena rimarcato il loro valore effettivo, e con fin troppa magnanimità.

10 pensieri su ““Scrittori” che non leggono”

    1. Mmmm… sì, lo spero, ma sai, l’Italia è un paese particolarmente incline a premiare e rendere importanti quelli che meno se lo meriterebbero. E già qualcuno, che come dici tu non è per nulla un “grande” scrittore – anzi, non è nemmeno “scrittore”, a ben vedere – occupa abitualmente le prime posizioni delle classifiche di vendita. :/

      1. E i tipici, soliti album musicali natalizi, tipo quelli che ogni anno faceva Michael Bublé (a proposito: ma è morto? No, perché non ne ha più fatti…) come li definiamo?
        Discotorroni dici che può andare?
        😀 😉

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