Di “voluttà” (letterarie) forse troppo superficiali. Forse.

Idiot-ebook1Leggo su La Stampa, in un articolo a firma Mario Baudino pubblicato qualche settimana fa:
Un mese fa a Torino, al convegno dell’Igel – International Society for the Empirical Study of Literature and Media, due studiosi, la norvegese Anne Mangen e il francese Jean Luc Velay hanno esposto i risultati di una loro ricerca: un po’ inquietanti. 50 studenti omogenei per cultura e uso delle tecnologie erano stati invitati a leggere un breve racconto della giallista Elizabeth George (tradotto in francese). Metà di loro su un libro cartaceo, metà sul Kindle. Poi sono stati interrogati sugli aspetti della storia, emotivi e narrativi. Il risultato è che quelli del Kindle, a differenza degli altri, avevano difficoltà a ricostruirne la trama.

Beh, accidenti… La notizia (poco rimbalzata sui media, ma guarda!) è a dir poco imbarazzante, e denota una certa problematicità tutt’oggi importante e irrisolta nei confronti di una potenziale rivoluzione i cui effetti non comprendiamo ancora bene, anche perché non sappiamo nemmeno se vi saranno, tali effetti, ovvero se quella rivoluzione non finisca per rivolgersi ove non deve e avvolgersi rovinosamente su sé stessa.
In verità, e in tutta sincerità, non so perché ma ‘sta notizia mi fa venire in mente (mi scuso per la singolarità di quanto state per leggere) la differenza tra il fare sesso con una donna – o un uomo, ovvio: io guardo la cosa dal mio punto di vista – ammaliata, conquistata, sedotta e amata, e il farlo con una escort, sia pure di classe. Sì, voglio dire: lo scopo lo si raggiunge in entrambi i casi, e la scelta di usufruire dell’una o dell’altra situazione è inevitabilmente libera, al di là di qualsivoglia considerazione. E’ il dopo che è diverso. Quando seppur ci si ritiene soddisfatti di ciò che si ha vissuto, ci si rende conto di non sapere e/o ricordare nemmeno il nome di lei…

Ma è una riflessione così, ripeto, del tutto spontanea e personale. In ogni caso, lunga vita alle esc… pardon, ai libri tutti, di carta o elettronici, tra le cose terrene (con poche altre gioie più materiali, certo!) capaci di farci godere un piacere profondo, intenso, intellettualmente voluttuoso e a volte entusiasmante. E senza bisogno d’alcun ausilio contraccettivo – anzi!

12 pensieri su “Di “voluttà” (letterarie) forse troppo superficiali. Forse.”

  1. Ho letto da qualche parte che leggendo su carta si memorizza meglio l’ordine cronologico degli avvenimenti, mentre sull’ebook si dimentica. Sta di fatto, però, che molti oggi preferiscono gli ebook, perché sono più facili da maneggiare, e si comprano più facilmente!

    1. Ciao, Ornella!
      Sì, credo che per la memorizzazione di quanto si legga conti molto anche il contatto fisico, la sensazione tattile oggettiva di ciò da cui si sta leggendo e apprendendo qualcosa, e la particolare consistenza dell’oggetto stesso: da questo punto di vista la carta è e sarà sempre un materiale più “gradito” al tatto umano rispetto all’alluminio o alla plastica del corpo di un ereader.
      D’altro canto non si può respingere a priori l’ebook, anzi: io sono tra quelli che lo sostiene, senza dubbio. Semmai, sostengo moooolto meno certe politiche commerciali delle quali viene reso protagonista, ma più passa il tempo più credo che anche in futuro l’ebook non eliminerà affatto il libro di carta, ma entrambi svilupperanno una buona e (spero) proficua convivenza.
      Grazie di cuore del tuo commento, Ornella! 🙂
      Luca

  2. Credo sia una questione molto soggettiva, che varia da soggetto a soggetto. A me, ad esempio, piace proprio sentire fisicamente il libro tra le mani, sfogliarlo, sentirmelo addirittura appoggiato sul corpo 🙂 odorarne il profumo che trapela dalle pagine, gettare ogni tanto un’occhiata ai capitoli successivi per soddisfare la curiosità di cogliere subito uno spezzone di frase… e poi mi piace vedere tanti libri intorno a me, appoggiati ovunque: la mia casa è stracolma di queste deliziose creature… li chiamo così perché non li considero dei semplici oggetti ma delle cose quasi vive, che mi parlano e mi trasmettono delle emozioni. Forse ho un po’ esagerato, ma resta il fatto che tutte queste cose, o meglio queste sensazioni, un ebook elettronico non te le può assolutamente offrire.

    1. Ciao, SuperAle!!! 😉 🙂
      E’ vero, hai ragione: vuoi mettere la bellezza di una libreria domestica – un arredamento che avrà sempre il suo fascino, anche tra trenta secoli – con un freddo monitor appoggiato su una mensola da parte al solito, orribile soprammobile?
      In ogni caso, credo che la questione non sia solo soggettiva ma pure sociologica: cioè, finché la gente, e i giovani in primis, assoceranno mentalmente l’oggetto “libro” con il volume fatto di carta, l’ebook non riuscirà non solo a imporsi, ma forse nemmeno a guadagnare fette troppo importanti di mercato. Se invece in futuro gli ereader – perché saranno utilizzati nelle scuole, perché anche gli adulti li riconosceranno come oggetto quotidiano o per altri motivi simili – diverranno normale accessorio come (anzi, credo di più, se rivoluzione dev’essere) il telefonino, allora le cose cominceranno veramente a cambiare. Ma anche allora, il fascino “antropologico” del libro non verrà mai meno, e dunque si avranno situazioni in cui, ipotizzo, si venderanno i libri in formato economico solo su ebook e in versione più prestigiosa – con immagini o altro – solo su carta.
      Sempre che non accada come qualcuno ipotizza, ovvero che l’ebook, come molti fenomeni ridotti col tempo a mera “moda” finirà addirittura per sparire, se non in veste di mero gadget di lusso per intellettuali tecno-snob…
      Insomma, non hai esagerato affatto, anzi: sei stata esageratamente pragmatica nell’esplicare la questione!
      Beh, sì, dunque ogni tanto esageri anche tu, già… 😀 🙂

      1. Non sono tanto convinta dell’ultima ipotesi che hai fatto, ma per quanto riguarda le altre è possibile… Non chiamarmi Super, per favore, mi fai quasi sentire un personaggio della Marvel… 😀

      2. Personalmente ritengo freddo, impersonale, vuoto, virtuale,falso, mascherato, senza contorni delineati, trasformato, nascosto e infido, tutto ciò che non posso toccare con le mani, vedere con occhi o tenere vicino a me. Non comprerò mai un libro”virtuale”. Uso questo computer Samsung a schermo piatto altro non so dirvi di lui, a mò di macchina da scrivere Olivetti Lettera 32. Mio malgrado e con riluttanza estrema, dovetti imparare ad usarlo anni fa per lavoro ed il blog che ho aperto lo intendo SOLO come un diario veloce che mi consente di scrivere le mie cretinerie alla velocità della luce. Stop. Il cellulare lo uso solo per telefonare e ricevere chiamate, per cos’altro dovrei usarlo? Io ho bisogno della voce, delle movenze, di vedere il passo della persona, degli odori reali che i feromoni trasmettono, mi sento viva solo se ho mio marito, i miei figli ed i miei cari vicini a me, in modo tale da poterli accarezzare e sentire il loro respiro.Purtroppo per questioni di tempo e anche svogliatezza leggo troppo poco, ma quei pochi libri che possiedo e che ho letto non li cambierei con nessun strumento elettronico al mondo. Sentire l’odore della carta, rileggere a distanza di tempo le righe che più mi hanno colpita…beh! Non ha paragone. La memoria e l’amore per la lettura ne beneficiano senz’altro con un vero libro di carta! Come il non conoscere dal vivo chi c’è dietro a questi nomi, a queste straordinarie persone che si raccontano ed esprimono i loro sentimenti ed i loro pensieri con una fredda e muta tastiera, cercando di far arrivare i messaggi ad altre persone che non conoscono, che magari scrivono “A” pensando esattamente “B”, non riesco a digerire ‘sto fatto! Ma noi e voi come siamo realmente? Chi si nasconde dietro a questi blog, a questi post, ai link, ai commenti? Che cosa realmente pensiamo? Non si può affidare tutto il nostro “IO” ad una macchina o ad un marchingegno elettrico o elettronico, non ci posso nemmeno pensare! Fosse per me il mondo dei sexy toys sarebbe in fallimento da un bel pezzo! Come posso anche solo pensare di sostituire il mio amore con un pezzo di ferro o plastica o non so cosa? Va da sè che ogni caso è un caso a sè e strettamente personale… E’ il grandissimo limite della tecnologia e a volte a me viene il rigetto! Scusate lo sfogo ma amo il REALE! Fabiana.

      3. Ciao Fabiana!
        Non è affatto uno sfogo, il tuo, o meglio: lo vedo molto più come la testimonianza di una passione autentica e possente verso IL libro, ovvero verso l’importanza di forma e di sostanza che la letteratura può offrire – dunque in senso generale, anche attraverso la materia con la quale viene diffusa.
        Capisco benissimo il tuo punto di vista. Non nego di avere (al momento) un atteggiamento meno avverso alla tecnologia applicata alla lettura, anche perché ritengo sempre e comunque fondamentale la sua diffusione, qualsiasi mezzo essa comporti. Tuttavia nessuno può e potrà mai negare che l’assimilazione intellettuale di un’opera letteraria passa anche attraverso l’oggettività “pratica” di essa, e senza dubbio il libro è uno degli oggetti che, anche a prescindere dai suoi contenuti scritti, sa affascinare chiunque con la sola sua sostanza – la carta delle pagine, la copertina, le parole che si susseguono una dopo l’altra… Mai alcun pur prodigioso gadget tecnologico potrà sostituire tali suggestioni. Mai. D’altro canto, ribadisco, preferisco che un non-lettore si faccia intrigare dalla tecnologia di un ereader e così finisca per leggere un classico in formato ebook, piuttosto che non metta mai piede in una libreria perché quei così con centinaia di pagine lo spaventano! La tecnologia, volenti o nolenti, è quasi sempre irrefrenabile; semmai sta a noi, che conosciamo il valore supremo del libro in quanto tale, di carta e inchiostro, a non fare che possa essere messo in ombra da novità digitali meravigliose tanto quanto – probabilmente – legate a mode, vizi del tempo corrente, strategie aliene alla cultura e quant’altro di dannoso all’esercizio diffuso della lettura. E sai bene che, purtroppo, almeno ad oggi non sono l’ereader e gli ebook i peggiori nemici del libro e della cultura letteraria…
        Grazie di cuore della tua bellissima testimonianza, Fabiana. E’ un onore averla ospitata qui tra le mie cose! 🙂
        Luca

      4. Grazie a te per avermi dato modo di diffondere il mio punto di vista su un argomento che mi sta particolarmente a cuore. Spero di poterti ospitare presto anch’io nel mio piccolo salotto, buon pomeriggio Luca. Fabiana.

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