“Alice non sa… Peter sì”: a Lecce, dal 17 al 31/05, una mostra d’arte contemporanea per tornare al tempo dell’infanzia (e non solo!)

Nel mese di Settembre dello scorso anno la Piscina Comunale – Spazio d’arte in Copisteria di Milano – luogo a dir poco affascinante nel quale non ci si aspetterebbe di trovare arte e invece se ne trova e pure di altissimo livello, per di più sovente esposta in maniera originale almeno quanto originale e unico è il luogo stesso, pure per un ambito cittadino grande come Milano – la Piscina Comunale, dicevo, ha ospitato una mostra alquanto particolare: “In un fazzoletto”, una collettiva composta da 100 e più opere artistiche, realizzate con tecniche diverse su un fazzoletto – proprio così, un semplice fazzoletto di tela come quelli che quotidianamente tutti usiamo, qui divenuto supporto pluri-metaforico (e non solo) per provare che l’arte, quando è di valore, può benissimo “accontentarsi” dello spazio di un fazzoletto, esiguo solo all’apparenza…
Alla mostra dedicai un articolo qui sul blog, trovandola assolutamente originale (appunto) e intrigante; dunque oggi sono veramente felice di riparlarne e anche più diffusamente, dal momento che “In un fazzoletto” sta per essere riproposta in quel di Lecce, nell’ambito di Alice non sa… Peter sì, progetto espositivo a cura di Katia Olivieri e realizzato dall’Associazione “Le Ali di Pandora” di Lecce in collaborazione con “Art and Ars Gallery” di Galatina e, naturalmente, “Piscina Comunale. Spaziodarteincopisteria” di Milano.

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Alice non sa… Peter sì ospita le opere di 11 artisti in 11 sale del Palazzo Vernazza Castromediano di Lecce: Mirek Antoniewicz (Bratislava), Matilde De Feo (Napoli), Emilio D’Elia (San Pietro Vernotico – Brindisi), Michele Giangrande (Bari), Laboratorio Saccardi: Vincenzo Profeta, Marco Barone (Palermo), Maurizio L’Altrella (Sesto San Giovanni – Milano), Adriano Pasquali (Milano), René Pascal (Milano), Giuseppe Stellato (Napoli), Paula Sunday (Napoli), Paola Zampa (Roma), “in un interessante incontro fra autori contemporanei” – come si può leggere dal comunicato stampa dell’evento – “che ci riporterà, grazie al gesto artistico, a quell’età che con il tempo si dimentica: l’infanzia. La prospettiva della fiaba romantica è completamente rovesciata: agli artisti la possibilità di raccontare un mondo interiore, tanto personale quanto idealizzato o dis/incantato, perché Alice non sapeva, Peter sì, ma potrebbe esser vero il suo esatto contrario. Obiettivo del nostro metodo è accompagnare il visitatore in un’esperienza che stimoli la capacità di stupirsi, l’abitudine a interpretare, la voglia di esprimersi e soprattutto sensibilizzare sulle problematiche dell’infanzia e la necessità di capire l’altro, perché la città accoglie spazi e l’animo d’ogni innocente, che dimentichiamo e spesso si consuma l’abominio e l’eccesso sulla carne pensante del nostro domani. Il futuro è occhi fanciulli.
Come dicevo poc’anzi – e continuando a leggere il comunicato stampa – “contestualmente sarà allestita una collettiva curata da Adriano Pasquali, che presenta più di cento opere realizzate “in un fazzoletto”, letteralmente s’intende, ovvero create su altrettanti semplici fazzoletti tra i quali spiccano “i fazzoletti” dei detenuti del carcere di Milano. Scrive Luca Rota: “Non solo una mera reinterpretazione fuori dal comune del supporto artistico, ma pure una sorta di metafora del valore di esso e dell’arte stessa, in grado di offrire un certo valore – estetico, tematico, culturale, sociale persino – al fruitore anche quando “relegata” su di un supporto così apparentemente limitato e limitante… Ma, inutile dirlo, quando l’arte è di valore (e di nuovo intendo ciò in senso artistico, appunto, non certo “commerciale”!), qualsiasi pur ridotta quantità non sarà mai proporzionale alla qualità offerta! E in fondo, appunto, nemmeno al mero godimento estetico di essa.

Fazzoletti_Piscina-Comunale(I fazzoletti in mostra alla Piscina Comunale, lo scorso settembre 2013)

Non posso che ringraziare di cuore gli organizzatori della mostra – Piscina Comunale in primis – per aver inserito nel comunicato stampa ufficiale dell’evento un estratto dell’articolo che scrissi e pubblicai nel blog per la mostra a Milano, ma pure a prescindere da ciò non posso (altrettanto!) non consigliarvi caldamente una visita alla mostra e alle sue opere – notevoli peraltro, come le immagini d’anteprima che circolano sul web fanno ben capire. Una visita necessaria, mi viene da dire, affinché Alice non sa… Peter sì possa consentirci di risvegliare quegli istinti preziosi che l’infanzia ci dona e che poi il passare del tempo e l’età adulta sovente relegano in un dimenticatoio come cose superflue e fuori luogo, quando invece senza la curiosità, la capacità di stupirci, di interessarci a quanto abbiamo intorno e a cercare di capirlo – atteggiamenti tipici di individui pulsanti di vitalità come l’essere umano in età infantile ancora è – non faremo altro che impoverire la nostra mente, il nostro spirito e, di rimando, il mondo nel quale viviamo e che animiamo. L’arte, oltre a essere uno dei migliori strumenti di visione e di interpretazione della realtà, grazie alla sua genesi immaginifica è anche in grado di rendere il più possibile evanescente il confine tra la realtà stessa e quella fantasia, più o meno fiabesca, grazie alla quale possiamo “vedere” anche ciò che reale non è – un ideale e forse pure necessario riflesso completante, per la prima, in base allo stesso principio grazie al quale, per realizzare qualcosa e farlo bene, il mix ideale è quello che integra allo stesso modo razionalità e creatività: in fondo proprio ciò che l’arte è, appunto. E senza dubbio non potremo mai dire del tutto logico e maturo il nostro sguardo sul mondo se in esso non confluirà pure la tipica fantasia infantile, elemento complementare capace di dare ancora maggior forza, ricchezza e profondità a quella nostra ambita maturità.

Una mostra da non perdere, insomma. Cliccate sulle immagini per saperne di più, conoscere ogni informazione utile sulla visita e per visitare la pagina facebook della Piscina Comunale, mentre QUI potete visitare la pagina dedicata all’evento, sempre su facebook.

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