Mark Lombardi, quando l’arte sa illuminare la parte più oscura e torbida della realtà

Da scrittore dotato di grande passione per la scrittura letteraria e per assimilabile grande passione verso l’arte contemporanea, sono da sempre molto interessato e affascinato da quelle forme d’arte che integrano in modo più o meno cospicuo il segno grafico con le parole scritte, ovvero con un testo che sia leggibile e che dunque palesi un determinato senso tematico/letterario.
Posto ciò, devo ammettere la colpa di non aver mai adeguatamente approfondito la conoscenza dell’opera di Mark Lombardi, artista concettuale americano che tuttavia definire in tal modo risulta parecchio limitante, se non per certi aspetti lombardi_photofuorviante. I suoi disegni, diagrammi ovvero infogrammi di precisione maniacale con i quali metteva in correlazione i poteri forti, le varie lobby politiche, economiche, industriali e finanziarie e vari settori delle classi dirigenti con la criminalità e il terrorismo internazionale di varia natura, formano delle figure perfette e armoniose, in tal modo dimostranti un’armonia grafica riconducibile alla matrice estetica dell’arte, ma nel contempo illustrando e illuminando la realtà – torbidissima e sovente spaventosa, inutile dirlo – di quei poteri dominanti, e di buona parte della realtà che da essi derivava e tutt’oggi deriva – in primis gli attentati dell’11 Settembre 2001, pochi giorni prima dei quali Lombardi morì d’una morte che in alcuni desta ancora Lombardi-bushbinladen_photopiù d’un sospetto – e della quale stiamo subendo le conseguenze planetarie, chissà ancora per quanto tempo (a proposito, tanto per dire: ingrandite la foto qui accanto, e meditate…)
Dicevo poco sopra che qualsiasi definizione si porvi ad usare per l’opera di Lombardi risulta facilmente fuorviante… Lombardi era una artista, ok, le cui opere tuttavia ben poche persone riconoscerebbero come “d’arte”, intendendo l’accezione classica ed estetica di questa definizione; però, come detto, i disegni prodotti sono talmente belli, nel segno grafico, che assurgono realmente al rango di arte contemporanea concettuale e minimalista. Ma, con la sua arte e con quanto rivela, Lombardi era pure un cronista sui generis, uno che veramente illuminava le realtà dei fatti in modo libero e indipendente: in effetti il testo utilizzato nelle sue opere è composto soltanto da nomi, date e pochi altri appunti funzionali al disegno raffigurato.
Tuttavia, al di là di qualsiasi definizione, etichetta o catalogazione pensabile, Mark Lombardi con la sua arte ha attuato come pochi altri il senso precipuo e fondamentale che da sempre le discipline artistiche devono e dovrebbero conseguire, ovvero la raffigurazione della realtà attraverso una matrice estetica e al contempo tematica ed espressiva che permetta a chi ne fruisce di riflettere su quanto raffigurato, di valutare, di considerare e magari di comprendere. L’arte non deve imporre una qualche idea o, peggio verità – sarebbe altrimenti mera propaganda, come quella utilizzata dai regimi – ma, appunto, deve offrire un punto di vista perspicace, penetrante, illuminante e se possibile alternativo su quella realtà. Deve agevolare la libertà di pensiero, insomma, esattamente come l’arte è manifestazione di libertà espressiva, in senso grafico e non solo. E Mark Lombardi, nei suoi lavori, lo ha saputo fare benissimo, peraltro mettendoci davanti agli occhi la potenziale verità sugli ultimi 30 anni almeno di geopolitica internazionale, su come ciò che ci è stato presentato e imposto come “bene” ma che sovente è l’esatto contrario, nonché – allo stesso modo – su certi “nemici dell’Occidente” che invece erano (e sono) amici, e pure fraterni…

Su Mark Lombardi in Italia c’è pochissimo materiale. Di recente RAI 5 – l’unico canale della televisione pubblica italiana degno di essere visto! – ha mandato in onda il documentario Mark Lombardi – Kunst und Konspiration realizzato dalla regista tedesca Mareike Wegener, il cui promo è questo:


Poi, per citare un paio di altre fonti utili su Lombardi, questo è l’articolo di Wikipedia (in inglese), mentre questo è il sito della Pierogi Gallery di Brooklyn, che ne detiene le opere (visibili in una interessante selezione). Ma, appunto, se avete una buona dimestichezza con la lingua inglese, potete trovare molti altri documenti interessanti, sul web: Mark Lombardi è un personaggio che merita assolutamente di essere conosciuto e apprezzato in tutto il suo grandissimo valore, e per quanto sappia aprirci occhi e mente sul nostro mondo contemporaneo.

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9 pensieri su “Mark Lombardi, quando l’arte sa illuminare la parte più oscura e torbida della realtà”

    1. Verissimo, Pit. Soprattutto per come ha saputo dimostrare di poter illuminare in un attimo, con pochi tratti e senza parole superflue, verità scomodissime.
      Grazie del tuo commento! 🙂

      1. Buon giorno, ieri pomeriggio 6 gennaio 2014 ho visto su Rai 5 un documentario sull’artista Lombardi, è stato per me una sorpresa vedere come un ricercatore sociale abbia messo su carta e visualizzato la miriade di dati da lui raccolti in tanti anni di ricerca e letture: le sue creazioni sembrano delle mappe sia terrestri che stellari con le quali orientarci in questa selva oscura che circonda. Forse qualcuno ci aiuta ad orientarci in questa oscurità che qualcuno vorrebbbe, ma sono ormai giunti i tempi di alzare il velo di polvere che ricopre la verità che comunque è sotto i nostri occhi. Se non ricordo male i greci definivano la verità aletheia che significa appunto togliere il velo, svelare.
        E’ anche quello che voleva fare Pasolini nelle sue scritture, portare a galla quello che ci nascondono ubriacandoci di menzogne televive nel soffocamento globale di oggetti inutili del consumismo mondiale.

  1. Grazie di cuore a entrambi, carcass e Sil, per aver lasciato il vostro commento. Unisco in un unico messaggio le mie risposte dal momento che entrambi avete nominato Pasolini come personaggio nostrano la cui storia personale è sotto molti aspetti simile a quella di Lombardi – e non credo sia stata una mera coincidenza, questa.
    Sil, hai ragione: quello che voleva fare Lombardi – come Pasolini – non era “imporci” una certa verità, che in quanto tale è debole fin dal suo principio, ma renderci chiari i pochi “dati” necessari affinché quale fosse la verità lo potessimo capire da soli. Vedi la chiarezza estrema e inequivocabile dell’opera che mostra come tra Bush jr. e Bin Laden vi fossero solo 3 gradi di separazione (quella di cui riporto il dettaglio, nel post): pochi segni grafici per dire ciò che altri non avrebbero saputo così ben spiegare in centinaia di pagine di asserzioni, dimostrazioni, teorie, eccetera. Una cosa pericolosissima, per il potere, renderci capaci di capire da soli come stanno le cose: e infatti, guarda caso, nessuno dei due ha potuto invecchiare…

    1. Eh già, ma gli uomini muoino, le idee come semi germogliano piano piano…
      Ci sarà senz’altro qualcuno che avrà la caparbietà di Lombardi di unire tutti i puntini e svelare il disegno…

      1. Vero; c’è solo da sperare che non germoglino talmente piano da venir soffocate prima ancora di attecchire del tutto. Sarò pessimista, ma il lavoro di Mark Lombardi ben pochi lo conoscono, e la grande lucidità intellettuale di Pasolini è stata tanto celebrata quanto ignorata – e infatti si vede la situazione in cui stiamo. Personaggi caparbi ce ne sono, in giro, ma forse siamo noi che non sappiamo più ascoltarli.
        Grazie ancora per i tuoi commenti! 🙂

    1. Ciao Fra! 🙂
      Grazie di cuore del tuo commento! Avevo sentito parlare del “Complotto di Tirana”, ma solo grazie al tuo link ho potuto conoscerlo meglio. Molto interessante, al punto che ne vorrei ricavare un post. Nel caso, posso citarti come fonte?
      Grazie, in ogni caso!
      Luca

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