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Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e poi scrive. O viceversa.

Benvenuti nel blog di Luca Rota. Uno che esplora paesaggi e scrive. E viceversa. Per saperne di più, clic.

I CORPI E LE VOCI CHE CREANO PAESAGGI SONORI

L’1 e 2 agosto prossimi a Berbenno, sulle Prealpi bergamasche, si terrà un workshop di ricerca vocale estremamente affascinante, dal titolo “Tra la casa e la pioggia” e condotto da Michela Benaglia e Beatrice Arrigoni. Il laboratorio attraversa la voce come strumento di ricerca e di ascolto, capace di far affiorare memorie e forme identitarie dell’abitare. A partire da frammenti sonori, ricordi e percezioni legate alla casa che ospita il laboratorio, le persone partecipanti saranno guidate nella costruzione di forme vocali essenziali: timbri, richiami, note, respiri, che attraverso pratiche vocali, corporee e registrazioni situate, daranno forma a mappe e paesaggi sonori condivisi. Per altre info e iscrizioni (entro domani 30 luglio!) cliccate sulle locandine lì sopra.


I BOSCHI ITALIANI VANNO SEMPRE PIÙ IN FUMO

Il nuovo report di Legambiente “Italia in fumo” offre un quadro parecchio triste della situazione “incendi boschivi”: da inizio anno al 15 giugno 2026, in quelli che dovrebbero essere i mesi a bassa intensità e antecedenti all’avvio della stagione antincendio boschivo, sono ben 469 i roghi registrati segnando un aumento del 36,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (344 i roghi ad inizio 2025) e 9.545 gli ettari andati in fumo pari a 13.368 campi da calcio. Di questo passo a fine anno si potrebbe arrivare a superare il triste primato del 2025, un annus horribilis, che ha visto bruciare in tutto in Italia 96.517 ettari, quasi il doppio del 2024. Ormai non si tratta più di episodi straordinari, concentrati in poche settimane estive, ma come la manifestazione ricorrente di una fragilità territoriale ormai strutturale per la quale servono sempre maggiore prevenzione, cura dei territori, adattamento.


SI ANDRÀ IN TRENO DA LIVIGNO A ST. MORITZ? SÌ, NO, FORSE, PERÒ

È possibile che un giorno Livigno e l’Engadina saranno molto più vicini grazie a un collegamento ferroviario che permetterà di andare a St. Moritz in meno di un’ora. I piani al riguardo sono stati presentati la scorsa settimana a Livigno, tuttavia in realtà la strada da percorrere è ancora lunga. Livigno spinge molto per il collegamento, che permetterebbe alla località di legarsi a uno dei territori “top” delle Alpi intercettando parte del suo turismo. La Ferrovia Retica si dice favorevole, pensano ai tanti pendolari che dal livignasco vanno a lavorare in Engadina, ma la Svizzera ha già parlato chiaro: se il progetto si vorrà realizzare, «il contributo finanziario dell’Italia sarà determinante». Dovranno pagare gli italiani, in pratica: dunque… chissà!


IL VINO PIÙ ALTO DELLE ALPI (E NON SOLO)

La testata svizzera “Tio.ch” racconta la storia del villaggio di Visperterminen, nel Canton Vallese, e del suo vino bianco “Rieben” ricavato da un vitigno autoctono denominato Heida il quale, essendo coltivato fino a 1150 metri di quota, viene presentato come «il vino più alto d’Europa». In effetti è tra i più alti ma non è il primo della classifica: viene ampiamente battuto dai vigneti della Bodega Barranco Oscuro, sulla Sierra Nevada in Spagna, che giungono fino a 1368 metri. Non è nemmeno il più alto delle Alpi: in Italia i vigneti del vitigno Prié Blanc, nei pressi dei comuni di Morgex e di La Salle in Valle d’Aosta, si spingono fino a 1210 metri. Ma sulla Sila c’è chi fa ancora meglio: i vigneti Immacolata Pedace di Longobucco (Cosenza) arrivano a 1300 metri di quota. Certo, in Europa si resta ben lontani dai vitigni tibetani, i più alti al mondo, coltivati – come attesta il Guinness World Record – fino a 3563,31 metri!


L’ENEL HA PAGATO I PROPRI DEBITI ALLA LOMBARDIA

La Lombardia ha ricevuto 205 milioni di Euro dal gruppo Enel, dovuti dal 2021 per lo sfruttamento di un bene pubblico, l’acqua, per la produzione di energia attraverso le centrali idroelettriche del gruppo. Così si chiude un contenzioso durato anni e concluso alla fine di febbraio con una sentenza della Cassazione che ha imposto a Enel di pagare tutte le somme arretrate, ed è un’ottima notizia per i territori, per la gran parte di montagna, che ospitano gli impianti idroelettrici perché tale denaro deve essere impiegato per finanziare progetti di interesse pubblico, come la sistemazione di strade o gli interventi per prevenire il dissesto idrogeologico; inoltre la sentenza costituisce un precedente per le altre regioni alle prese con contenziosi simili. Ora ci auguriamo tutti quanti che la Lombardia sappia spendere al meglio e con assennatezza tali ingenti risorse a favore delle proprie montagne.

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I MIEI ULTIMI LIBRI:

OLTRE IL GIURAMENTO. RACCONTI PER VISITARE PONTIDA

OLTRE IL GIURAMENTO. Racconti per visitare Pontida è il nuovo prestigioso volume della collana “Oltre”, dedicato al comune bergamasco della Val San Martino e al suo peculiare territorio: 568 pagine, 6 presentazioni, 13 saggi tematici, 6 contributi di appendice, il tutto corredato da documenti e immagini fotografiche inedite oltre che interamente tradotto in inglese. Contiene un mio saggio dal significativo titolo Psicogeografie pontidesi. Esplorando l’identità culturale del territorio di Pontida nella relazione interiore tra i Pontidesi e il suo Genius Loci.
Per saperne di più sul volume e su come acquistarlo, leggete qui.


MONTAGNE

Da marzo 2024 è finalmente disponibile in libreria Montagne, edito da Topipittori, con le fenomenali illustrazioni di Regina Gimenez e il testo del quale ho curato la revisione scientifica e l’edizione italiana.
Cosa sono le montagne? Come si formano? Perché hanno diverse forme e colori? Cosa sono le placche tettoniche? E, ancora, qual è la montagna più alta del mondo? Come si misurano le altitudini? A queste e altre domande lettori grandi e piccoli troveranno risposta in questo bellissimo libro-atlante ricco di contenuti e curiosità sull’ambiente montano e i fenomeni naturali della Terra.
Per saperne di più, cliccate qui.


IL MIRACOLO DELLE DIGHE

Da maggio 2023 è nelle librerie Il miracolo delle dighe. Breve storia di una emblematica relazione tra uomini e montagne, pubblicato da Fusta Editore. Lungo le sue pagine vi racconto un viaggio – poco tecnico, molto emozionale, sovente autobiografico e, me lo auguro, comunque affascinante – attraverso le Alpi osservandone il paesaggio da un punto di vista particolare e inaspettatamente “prodigioso”: quello offerto da alcune delle più grandi e importanti dighe alpine.
Per saperne di più, cliccate lì sopra sull’immagine della copertina.

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Tag: utilitarie

Lettera aperta agli automobilisti italiani

Egregi automobilisti italiani, permettetemi di inviarvi (non a tutti voi ma a parecchi, comunque tanti, fin troppi) una lettera aperta, che per massima chiarezza e comprensibilità rendo estremamente didascalica e sviluppo nei seguenti dieci punti:

  1. La “freccia”, vi rammento, non è solo quella cosa che tirano gli indiani ai cowboys nei film western, ma l’indicatore luminoso (una leva alla sinistra del volante, usualmente) che dovete utilizzare sempre quando svoltate. Sennò siete pericolosi, oltre che maleducati.
  2. Se guidate un’auto, non guidate un bus o un autoarticolato, dunque quando curvate non fate come se foste alla guida di un mezzo lungo vetri metri occupando la corsia opposta per pensare di curvare più agevolmente. Non serve a far curvare meglio la vostra auto, ma di certo serve per dimostrare che non siete così bravi a guidarla.
  3. Se la nostra società ipermediatica costringe tutti noi a stare sempre al centro dell’attenzione, ciò non significa che voi dovete pure stare sempre al centro della carreggiata. Si tiene la destra, guidando, non si sta in mezzo. Ribadisco, non guidate un bus, la corsia destra della strada che percorrete basta e avanza, normalmente, per la vostra auto.
  4. Le persone che vedete ferme in corrispondenza delle strisce pedonali non stanno ammirando quanto siano ben disegnate sull’asfalto, e anche se fosse non hanno bisogno di interi minuti per constatarlo. Dunque fermatevi e fatele passare, appena le vedete lì, e possibilmente senza guardarle come se fossero dei delinquenti che attentano alla vostra vita quotidiana. È il contrario, semmai, se non vi fermate.
  5. Ricordatevi che se state alla guida col cellulare in mano, prima o poi qualcun altro starà in piedi col cellulare in mano. Accanto a voi e alla vostra auto distrutta per chiamare un’ambulanza – ma forse non lo scorgerete dacché sarete incoscienti e, mi auguro, non troppo gravi.
  6. Se non avete ancora capito come funzionano le rotonde, fermatevi al loro ingresso e rifletteteci sopra. Almeno così non rappresenterete un pericolo per quelli che l’hanno già impegnata.
  7. Guidate con indosso un’armatura medievale con tanto di lancia? No? Bene, allora, negli spazi atti al parcheggio libero, non c’è bisogno che tenete metri e metri tra un’auto e l’altra. Dalla vostra ci scendete comunque agevolmente anche se non siete filiformi e così non rubate posto ad altri automobilisti che vorrebbero parcheggiare lì ma per il vostro menefreghismo metrico non possono.
  8. Se è inverno e avete l’auto fredda oppure i vetri appannati, non immettetevi sulle strade andando per lunghi tratti a 20 all’ora e generando code chilometriche. Aspettate che l’auto vada in temperatura o pulite i vetri e quindi avviatevi – questione di una manciata di secondi in più, mica di ore.
  9. No, non funziona come in Formula Uno che per sfruttare la scia aerodinamica le macchine restano attaccate al posteriore di quelle che le precedono. Sulle strade pubbliche non serve restare così vicini alle altre auto: è solo pericoloso, oltre che maleducato.
  10. E se utilizzaste i mezzi pubblici più di frequente invece che la vostra auto guidandola come solitamente fate? Eh?

Ecco, questo avevo da scrivervi, con questa “lettera aperta” – che “invio” pure a me, sia chiaro, dacché a mia volta sono un’automobilista. E che ora chiudo, ringraziandovi per la lettura e, con l’occasione, porgendo i miei ora non troppo cordiali ma spero in futuro di più saluti.

 

Scritto il 17 dicembre 2021Categorie (L.),Magazzino,OpinioniTag auto,automobili,automobilista italiano,automobilisti,autostrada,biciclette,bus,cafonaggine,Città,civiltà,Codice della strada,controlli,decalogo,educazione,educazione stradale,guida,guidatori,incidenti,infrazioni,italiano medio,limiti,maleducazione,motociclisti,multe,patente,pedoni,pericolo,pericolosità,Polizia,punti,rotonde,scuola guida,semafori,sicurezza,sorpasso,strade,strade italiane,SUV,TIR,traffico,utilitarie,vigili1 commento su Lettera aperta agli automobilisti italiani
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